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Glossario

Abaco Coronamento del capitello e appoggio del sovrastante architrave. Semplice parallelepipedo di pianta quadrata nel capitello dorico, negli altri ordini le sue facce, composte da modanature spesso intagliate, seguono l’andamento dei motivi ornamentali sottostanti con una leggera concavità verso l’esterno.
Abbacinato Marmo o altra pietra che ha perso la sua lucentezza e colore.
Abbaino Apertura con finestra, sporgente rispetto allo spiovente della copertura, destinato all’illuminazione del sottotetto od anche per accedere al tetto stesso.
Abetella Trave ricavata dal fusto di abete, grossolanamente squadrata, della sezione media di cm 11x 13 o 13 x 16, e lunghezza da 5 a 8 – 9 ml. Usata per ponteggi provvisori e puntellamenti
Abside Costruzione a pianta semicircolare ricoperta da una volta a calotta semisferica detta catino. Elemento tipico dell’architettura romana, usata talora in funzione analoga alla nicchia, ma soprattutto come soluzione terminale delle basiliche. Poi nelle chiese cristiane come sfondo della navata e dell’altare, oppure si ripete aprendosi radialmente attorno alla cupola dominante al centro dell’edificio.
Accanalata Lo stesso che scanalata.
Acciaio “Lega di ferro e carbonio prodotta allo stato fuso, con tenore di carbonio inferiore a 1,7 %, che può essere fucinata sia a caldo sia a freddo. Gli acciai vengono raggruppati in due categorie: acciai al carbonio e acciai speciali. I primi con percentuali di silicio e manganese, si distinguono in extra-dolci (usati per ingranaggi, perni, ecc.), dolci (bulloneria, lamiera, ecc.), semiduri (barre per c. a., rotaie, ecc.), duri (canne per fucili, scalpelli, ecc.), extra-duri (strumenti agricoli, utensili vari, ecc.). Gli acciai speciali o acciai legati contengono oltre al ferro e al carbonio altri elementi chimici (nichel, cromo, vanadio, ecc.) che ne migliorano le prestazioni meccaniche e tecnologiche. Fra questi: gli acciai da costruzione; acciaio armonico usato per la realizzazione dei trefoli nelle strutture in cemento armato precompresso, e acciaio inossidabile nella cui lega è presente un’elevata percentuale di cromo, che lo rende particolarmente resistente alla corrosione e/o all’ossidazione.”
Acciottolato Pavimentazione stradale formata da uno strato di ciottoli posati su un letto di sabbia con la loro dimensione maggiore perpendicolare al piano stradale.
Accollo (in) Parte di muro che sporge in fuori, sostenuta da mensola o altro.
Accoltellato Tipo di muratura con i mattoni disposti per ritto: si usa come coronamento di muri o parapetti, o come pavimentazione in locali terranei sottoposti a rilevante logoramento.
Accorpata / o Colonna con entasi, o muro che, per un cedimento, si sia gonfiato in un punto.
Acquaio Bacino di pietra, con apertura sul fondo per lo scarico, nel quale si usano lavare le stoviglie. Voce disusata che indica la cucina. Anche solco trasversale scavato in un campo, che riceve le acque e le convoglia al fossato.
Acquedotto “Canale murato, esterno o interrato, per condurre l’acqua da un luogo a un altro. Gli elementi che costituiscono un acquedotto moderno sono: la presa (od opera di presa), per raccogliere l’acqua da un luogo dove essa sia presente; la condotta adduttrice, che trasporta l’acqua dal luogo ove avviene il rifornimento al luogo ove viene utilizzata; il serbatoio, per immagazzinare l’acqua non consumata subito. Poi avviene l’erogazione ai consumatori mediante una rete capillare di distribuzione. Celebri sono gli acquedotti romani di cui restano arcate, viadotti, sopraelevate, a testimoniare la perfezione di una tecnica esperta: undici acquedotti portavano l’acqua a Roma e numerosissimi erano poi quelli che servivano le varie provincie dell’Impero.”
Addentellato (anche ammorsato) Struttura muraria formata da elementi (pietre, mattoni, ecc.) variamente sporgenti, in modo da consentire l’innesto di analoghe strutture. Le pietre sporgenti si dicono borni, gli spazi intermedi morse e il loro insieme risega.
Aerosìstilo Quando l’intercolunnio di colonne abbinate misura un modulo, e da coppia a coppia distano sette moduli.
Aeròstilo Quando l’intercolunnio è superiore alla misura di tre diametri.
Affresco Pittura eseguita con vari procedimenti sull’intonaco ancora fresco del muro sia esterno sia interno.
Aggettante Quando un elemento architettonico o strutturale sporge in fuori, rispetto a un piano o allineamento di riferimento. Si dice aggetto anche la sporgenza di una modanatura o di una cornice.
Aggottare Mantenere asciutto il fondo di uno scavo (a sezione obbligata o di sbancamento) in terreno acquoso per acqua meteorica o di falda.
Aggraffatura Unione di due lamiere fatta sovrapponendo i lembi e ripiegandoli doppiamente su sé stessi. L’operazione di chiusura è ottenuta con macchine che tramite rulli schiacciano i bordi ripiegati di due lamiere. E’ molto usata per tubi di lamiera sottile come quelli per grondaie, canne fumarie, e anche per scatolame metallico.
Aguglia Vedi Guglia.
Alabastro “Nome di due diversi tipi di rocce sedimentarie, una gessosa (meno pregiata) e l’altra calcarea; entrambe simili al marmo ma più tenere e più trasparenti. Varietà: alabastro occhiuto, venato, cipollato.”
Alburno “Parte più esterna del tronco dell’albero; chiara, più leggiera e più umida della parte interna, che è detta durame.”
Alesaggio Diametro interno di un foro cilindrico.
Allettare Collocare ed assestare nel letto di malta ancora fresca gli elementi che costituiscono un pavimento od un rivestimento.
Altana Costruzione sul tetto di un edificio. Anche balcone coperto, sporgente dall’ edificio. E’ caratteristico dei palazzi barocchi dell’Italia centrale, specialmente a Roma
Altare Tavola, posta a livello del suolo, più spesso elevata, su cui si compiono sacrifici. L’altare romano era, diversamente dall’ara, destinato alle maggiori divinità. Sue parti sono: il grado, la mensa, il palio, la predella, il ciborio.
Altorilievo Tipo di bassorilievo, ma tende di più al tutto tondo nel modellato delle figure, e quindi si avvicina al gruppo statuario, mentre il bassorilievo alla pittura.
Alveolare “Materiale che ha struttura ad alveoli, non comunicanti tra loro, sia per sua natura sia a seguito di specifici processi di lavorazione. Tali materiali hanno un coefficiente di conducibilità termica molto basso quando sono in stato di quiete; sono generalmente cattivi conduttori di calore e buoni isolanti termici. Tra gli alveolari naturali, la perlite, la pomice; fra quelli lavorati, il polistirolo espanso, il PVC espanso, lo stesso calcestruzzo di cemento nel cui impasto è aggiunta polvere di alluminio.”
Ambrogetta Laterizio per pavimenti o per rivestimenti, di forma ottagonale.
Ambulacro Luogo coperto, per lo più a portico, sviluppato nel senso della lunghezza, destinato al passeggio. Corridoio tra il colonnato e la cella del tempio periptero.
Amianto Minerale fibroso, flessibile e tenace, è resistente al calore ed agli acidi, buon isolante termico. Impastato con cemento forma prodotti del tipo eternit. In polvere è usato per intonaci e stucchi.
Ammezzato Lo stesso che mezzanino.
Anaglifo Lavoro di rilievo su pietra dura, cammeo e simili.
Anfiprostilo Tempio rettangolare con cella fronteggiata su ambedue i lati brevi da colonne, generalmente quattro, sormontate dal frontone. Pronao è il portico della facciata anteriore, opistodomo quello dellla facciata posteriore.
Anfiteatro “Edificio di forma ovale o circolare che era destinato, nell’antica Roma, agli spettacoli delle lotte fra gladiatori e belve, e raramente anche di combattimenti navali (naumachia). Le sue parti: l’arena, dove si svolgevano i combattimenti; il podio, sul quale erano i seggi dell’Imperatore, con le Vestali, consoli, magistrati e sacerdoti; la cavea, gradinate dove stavano gli spettatori; i vomitatori, da cui entravano e uscivano gli spettatori. Sotto l’arena si costruiva un complesso di corridoi e ambienti, che serviva per far uscire le belve e sollevare i più macchinosi apparati.”
Anta Parte mobile di un serramento, composta da telaio opaco o trasparente. Anche pilastro in testata di un muro, da cui deriva il tempio greco in antis, avente il pronao chiuso alle estremità laterali dal prolungamento dei muri longitudinali della cella, e le loro testate sono i pilastri terminali del portico in facciata.
Antibecco Sperone sporgente dalla pila di un ponte che infrange l’impeto delle acque, sud- dividendole fra le arcate e attenuandone l’urto.
Apofige (o cembra o cimbra) Il raccordo, a forma di quarto di circonferenza, tra il fusto della colonna e la sua base o con il collarino in alto.
Apparecchio E’ la divisione di una pietra da taglio nelle sue parti (conci).
Appartamento L’insieme dei locali che formano l’abitazione di una famiglia.
Arcale Ciascuno dei pezzi che compone la centina.
Arcarecci Sono, nelle coperture a falde di tetto, le travi secondarie disposte parallelamente alla linea di colmo e ortogonali ai puntoni che ad essi sono fissate.
Arcata Serie di archi che poggiano su colonne o pilastri, sia nel caso di portici sia nel caso di pareti traforate come nei ponti o negli acquedotti, o negli antichi teatri e anfiteatri. Da tale termine deriva arcatella: serie di archetti pensili, hanno funzioni decorative o costruttive. Si chiama arcatella anche il singolo elemento, e differisce dall’archetto, perché forma gallerie cieche o praticabili.
Architrave Elemento architettonico orizzontale che viene appoggiato, incastrato o incorporato sopra due elementi portanti (piedritti), chiudendo superiormente un vano quadrangolare, e sostenendo il peso dell’eventuale carico sovrastante. Nel tempio greco l’A. è la parte inferiore della trabeazione.
Archivolto Fascia che sporge dalla parete e gira sulla curva dell’arco. Non incide nella struttura dell’arco e può essere arricchita di elementi decorativi.
Arco “Struttura posta su due piedritti, praticata o in un muro o sopra un vuoto, che trasferisce il carico sovrastante ai sostegni mediante azioni combinate di peso e di spinta in modo che l’intera struttura sia soggetta soltanto a sollecitazioni di compressione. Le sue parti sono: intradosso, la curva interna dello spessore dell’ A.; estradosso, quella esterna; chiave, la porzione più alta; imposta, la superficie di appoggio; corda (o luce, o portata, o sottotesa), la distanza fra i piedritti; freccia, distanza fra il centro della corda e la chiave. Le forme principali dell’A. sono: a tutto sesto se l’intradosso è formato da un semicerchio; acuto se risulta da due archi che formano un vertice; rampante se è asimmetrico, con piani di imposta posti a diverso livello; rialzato se l’intradosso è semicircolare ma posto superiormente rispetto alla linea di imposta; ribassato se la porzione d’A. è minore della semicirconferenza; scemo se ha un unico centro posto inferiormente alle linee di imposta; tudor se l’A. è ribassato con intradosso formato da due curve raccordate con due tratti rettilinei uniti a cuspide.”
Ardesia Pietra lamellare, detta anche lavagna, della famiglia degli argilloscisti, formata, soprattutto, da quarzo e feldspato. Il colore va dal turchino-grigiastro al nero-plumbeo. Utilizzata principalmente come manto di copertura per tetti ed anche per pavimentazioni e rivestimenti.
Arena Spazio di forma ellittica o circolare dell’anfiteatro (vedi), riservato allo spetta- colo. Anche luogo in cui si tengono gare o competizioni di qualsiasi genere.
Arenaria Roccia sedimentaria, della famiglia delle rocce sabbiose. Possono essere monogeniche quando il detrito sabbioso proviene dal disfacimento di un solo tipo di roccia, poligeniche invece, da detriti di rocce diverse (arenaria rossa, arenaria molare, pietra serena, pietra morta).
Argilla “Roccia sedimentaria poco coerente, plastica, di aspetto terroso; oltre ai silicati d’alluminio, contiene diversi altri silicati, ossidi e solfuri di ferro. L’A. espansa viene prodotta in forma di granuli ottenuti agglomerando l’A. con poca acqua. Viene usata, quale inerte, per la confezione di calcestruzzi leggeri, oppure per la fabbricazione di mattoni adatti per la realizzazione di pareti con elevato potere coibente (mattoni forati).”
Armatura Struttura provvisoria di sostegno, che permette un appoggio alle opere che devono essere erette, fino al completamento delle stesse, quando queste sono arhi o volte, l’A. prende il nome di centinatura. Non è provvisoria quando invece si indica l’insieme di barre a sezione circolare in acciaio, utilizzate nel calcestruzzo armato, che conferiscono alla struttura una maggiore resistenza statica. Se lo sforzo di trazione è rilevante le barre vengono munite di speciali piastre di ancoraggio. Possono essere poste in opera dentro le casseforme, fissandole con legature provvisorie (copriferro), oppure fuori opera preparando le gabbie dell’A. e disponendole già pronte entro le casseforme (ad esempio per i pilastri).
Armille I conci radiali di uguale altezza di un arco. Nell’edilizia moderna sono così chiamate i collari di ferro piatto che fissano al muro esterno gli elementi dei pluviali di discesa dell’acqua piovana.
Arricciatura ” Lo strato più importante dell’intonaco, costituito da malta di cemento e/o malta idraulica con inerti di fine granulometria. L’A. viene distesa o con una cazzuola grande a punta mozza o con intonacatrice ad aria compressa; lo spessore che ne deriva è di circa 1 cm.”
Ascialone Travetto di legno simile alla mensola e al gattello.
Asfalto ” Indica sia il bitume, sia la roccia calcarea impregnata di bitume. E’ utilizzato soprattutto per le pavimentazioni stradali ma anche per impermeabilizzare coperture di edifici, ecc. L’asfalto a freddo è un’emulsione di bitumi distillati con acqua; ha una breve durata e non può essere applicato con temperature inferiori a 10 °C ed in locali non areati, usato per la rapida riparazione di vecchie impermeabilizzazioni.”
Assestamento Parziale cedimento che una struttura subisce senza per altro compromettere l’equilibrio dell’edificio stesso. Anche il modo di sistemare i mattoni o i conci in un’opera muraria.
Assito ” Parete o pavimento costituito da tavole, semplicemente accostate o connesse in vario modo (a maschio e femmina, a bietta, a coprigiunto); possono costituire il solaio in legno di un edificio, ed essere usate nei ponteggi in legno. “
Astilo Edificio che non ha colonne.
Astràgalo ” Modanatura che separa il fusto della colonna dal capitello e dalla base; formata da un tondino e listello sovrapposti, ma anche la sottile modanatura a profilo semicircolare (tondino) che separa le maggiori membrature.”
Ateneo Edificio destinato a luogo di istruzione superiore, in origine il nome venne dato a un istituto fondato a Roma dall’Imperatore Adriano, dove s’insegnavano lettere e giurisprudenza.
Attico Nell’edilizia moderna si intende la parte costruita al di sopra del cornicione o comunque l’ultimo piano, arretrato rispetto al filo dell’edificio. E’ anche quella zona di muro pieno o a balaustra collocata sopra il cornicione per nascondere il tetto, o per portare iscrizioni.
Autosilo Autorimessa a più piani.
Azimut Angolo diedro formato dal piano verticale che passa per un punto cardinale (generalmente Nord o Sud) e il piano meridiano che passa per il luogo di osservazione in un dato momento. L’A. del sole è misurato a partire dal suo geografico. Nell’emisfero boreale, l’A. del sole, alle ore 12, è pari a zero.
C (profilati a) ” Profilati a caldo di acciaio, detti anche profilati ad U. Tali lettere indicano la forma della sezione piana trasversale. Vengono prodotti in due serie unificate: serie normale (norma UNI 727-728); serie rinforzata (norma UNI 1086-1087). La serie normale ha l’altezza variabile da 30 a 300 mm, quella rinforzata da 140 a 300 mm. In genere in tabelle sono riportate anche: l’area della sezione, la coordinata del baricentro della sezione rispetto ad un suo lato parallelo all’asse nn, il momento d’inerzia, il modulo di resistenza, e il raggio d’inerzia.”
C.A.D. Programma software per il disegno architettonico, meccanico, geografico ed altro genere.
Calafatare ” Operazione che si compie per rendere stagna una qualsiasi giunzione o una commessura tra due lamiere, o tubi, o altri pezzi metallici. Nelle costruzioni navali la giunzione fra due elementi di legno è ottenuta cacciando a forza nell’interstizio stoppa e catrame; per le lamiere del fasciame esterno, invece, si ricalca, mediante apposito utensile, il labbro della lamiera sovrapposta contro la superficie di quella sottoposta.”
Calandratura Operazione che si compie per spianare, lucidare, curvare tutto ciò che entra in commercio sotto forma di fogli, utilizzando la calandra, macchina dotata di rulli.
Calastrelli Collegamenti rigidi (in genere di ferri piatti o angolari) utilizzati nella realizzazione di pilastri composti metallici (es. unione di due profilati a C).
Calcare Roccia sedimentaria costituita essenzialmente di calcite (appartiene a questo tipo di roccia il marmo di Carrara).
Calce ” Legante usato per comporre malte aeree e malte idrauliche. E’ costituita da ossido di calcio ottenuto dalla cottura di pietra calcare a circa 800 °C, si ottiene così la C. viva, facendola fermentare con acqua si ottiene la C. spenta. Se la quantità di acqua è in eccesso si ottiene una pasta plastica ed untuosa: grassello; se l’acqua è in forte eccesso si ottiene il latte di calce. Nel linguaggio commerciale corrente si distingue: la calce grassa, se il rendimento di grassello è superiore a 2,5 mc per tonnellata di C.; calce magra, se invece è compreso fra 2,5 e 1,5 mc per tonnellata di C.”
Calce idraulica ” E’ ottenuta dalla cottura di calcari più o meno argillosi, cioè contenenti silice e alluminia, ha la caratteristica di far presa sia all’aria, sia sott’acqua. E’ debolmente idraulica se proveniente da calcari col 5-8% di argilla; mediocremente idraulica coll’8-18%; idraulica col 15-19%; ed eminentemente idraulica col 19-22%, inoltre la cottura a 1200 °C dà luogo al cemento romano o a presa rapida; 1600 °C al cemento Portland. Messe in commercio in sacchi, debbono avere peso specifico 2700-2900 kg/mc e iniziare la presa dopo 2-6 ore e terminarla, secondo la loro idraulicità, dopo 8-48 ore.”
Calcestruzzo ” Miscuglio di malta di calce con ghiaia, o frantumi di pietre e mattoni. Il C. cementizio ha come legante malta di cemento e sabbia. Per la resistenza meccanica del C. è molto importante il rapporto acqua/cemento: il rapporto più corretto è pari a 42/100. In un metro cubo di calcestruzzo di tipo normale sono presenti, a titolo indicativo; 120-150 l di acqua, 300 kg di cemento, 0.4 mc di sabbia, 0.8 mc di ghiaia. Esiste poi il C. alveolato privo completamente di sabbia; risulta ridotto il peso specifico e la resistenza.”
Calcestruzzo a faccia vista ” Utilizzato nelle superfici degli edifici senza essere ricoperto da intonaco, ottenendo vari aspetti, anche esteticamente pregevoli, che si possono ottenere tramite varie tecniche: le cassaforme, generalmente in legno duro, ma anche in acciaio, quest’ultime per ottenere superfici notevolmente lisce e omogenee; oppure lavorare con attrezzi il getto sufficientemente indurito. A seconda dell’attrezzo usato si ottiene la bocciardatura, la scalpellinatura, la martellinatura, ecc.”
Calcestruzzo armato Struttura composta da C. e barre in acciaio a sezione circolare, dove il C. ha il compito di assorbire le sollecitazioni di compressione, mentre l’acciaio, ha il compito di resistere alle sollecitazioni di trazione. Ne risulta che la struttura può resistere a sollecitazioni di compressione, trazione, flessione, taglio e torsione.
Calcinazione Cottura delle pietre da calce.
Caldana Sottile strato (4 –5 cm) di ghiaia minuta e malta, fatto per spianare a livello un solaio o un sottofondo, sul quale viene allettato uno strato di malta dello spessore di 1cm e viene posto in opera il pavimento.
Calettare Unire due parti di una struttura, in genere di legno, introducendo una sporgenza su una parte e una corrispondente cavità nell’altra, così da combaciare perfettamente sia in altezza sia in larghezza.
Camera a canna ” Struttura leggera usata per controsoffitti; costituita da un’armatura principale di legno appoggiata alla muratura portante. Alla struttura è fissato uno strato di sottilissime canne o reti metalliche rivestite di intonaco. La C. a canna fu molto usata nell’epoca barocca che realizzò con tale mezzo fittizio fastosissime volte decorative. Oggi tale struttura (in genere di reti metalliche) serve soltanto a rivestimento e isolamento del solaio, preferendo controsoffitti ispezionabili.”
Camera d’aria Spazio vuoto ottenuto nello spessore di un muro, per isolamento termico.
Camera di equilibrio o campana ” Locale di lamiera di acciaio che sovrasta il camino e ne costituisce l’ingresso nelle fondazioni idrauliche; serve ad equilibrare la pressione fra l’interno del cassone e l’esterno.”
Camino (diminutivo caminetto) Impianto che permette l’accensione del fuoco all’interno di un edificio, allontanandone i prodotti della combustione. E’ costituito da un pianale rialzato, il focolare, sul quale arde la legna. Il fumo viene raccolto da una cappa, cioè dall’imboccatura della canna fumaria attravrso la quale esce all’aperto al disopra della copertura, tramite il comignolo. La dimensione della canna fumaria è calcolabile in base a 5-6 dmq per ogni 100 mq di ambiente da riscaldare.
Camino dei cassoni Tubo di lamiera di ferro del diametro da 0,75 a 1,20 m che mette in comunicazione con l’esterno la camera di lavoro del cassone impiegato nelle fondazioni pneumatiche, e viene allungato man mano che il cassone affonda.
Campata Distanza tra i due sostegni di una trave, di un arco, di due pali elettrici del telegrafo, ecc. La C. di una cattedrale è formata da quattro robusti pilastri che sorreggono un soffitto a volta, una serie di campate costituisce la navata.
Campigiana Laterizio più grande di un ordinario mattone ma con piccolo spessore impiegato per coprire pavimenti soprattutto di terrazzi.
Canalatura Incavo che si trova sotto il gocciolatoio di una cornice, per impedire all’acqua piovana di scorrere lungo il muro.
Canale Il solco che è formato dalla scanalatura delle colonne.
Canale di gronda ” (anche grondaia) L’acqua meteorica proveniente dalle falde della copertura a tetto (dalle linee di compluvio e displuvio per le coperture piane) è convogliata verso i centri di raccolta, bocchettoni, per essere da questi incanalata negli elementi orizzontali, con pendenza da 0,2 a 5%, detti appunto canali di gronda, e poi nella rete fognante mediante gli elementi verticali, pluviali. I canali di gronda sono realizzati in lamiera di ferro zincata o in fibrocemento o in PVC o in rame, in acciaio inossidabile, o in alluminio; di sezione semicircolare, rettangolare o trapezia. Possono essere lasciati a vista o incassati in una cornice di calcestruzzo.”
Canastro Difetto del legname, in particolare di conifere, consistente nell’indurimento e arrossamento del legno del tronco, nella zona dove esso è meno protetto dal vento. Dà luogo a imbarcamento, a contorcimento della fibra, ecc.
Cantèrio Trave maestra o bordonale.
Cantina ” Luogo di un edificio completamente o parzialmente interrato, adibito alla conservazione del vino. Caratteristica essenziale è la sua temperatura; che deve essere costantemente fresca, ma asciutta, per questo avrà un buon isolamento dal terreno sottostante e nella copertura, se non inserito in un edificio a più piani.”
Cantinella Elemento di legno dolce, di norma d’abete, a sezione rettangolare. Di dimensioni variabili a seconda delle regioni:

” Belluno lunghezza m 4, sezione da 15×30 a 40×40 mm;”

” Bolzano lunghezza da 2 a 4 m, sezione da 25×40 a 35×50 mm; ”

” Genova lunghezza da 3 a 8 m, sezione 35×40; 40×60 mm;”

” Trieste lunghezza 4 m, sezione 20×20; 40×40 mm;”

” Valtellina lunghezza da 2 m e oltre, sezione 25×40; 30×50 mm.”

Canto Angolo fatto da due muri che si incontrano, sia dalla parte esterna sia dalla parte interna. Quello della parte esterna si chiama più propriamente cantone.
Cantonale Ferro profilato ad L, detto anche angolare.
Caolinite Minerale di colore bianco o tinte diverse se impuro: silicato idrato di alluminio. Costituito essenzialmente da caolino e di molte altre argille. Di solito si presenta in masse squamose poco coerenti o terrose, rarissimo invece in cristalli.
Capitello “Parte terminale di una struttura di sostegno ad andamento verticale (colonna o pilastro) a contatto con la sovrastante struttura di regola a sviluppo orizzontale. Ha larghissima varietà di forme in tutte le architetture del passato, si possono tuttavia distinguere fra le parti che lo costituiscono: l’echino, elemento soggetto a modificazioni in base alle diverse forme di decorazione, e l’abaco che lo sovra- sta. Nell’architettura greca troviamo il C. dorico, con abaco quadrato ed echino a cuscinetto curvo; il C. ionoco, caratterizzato dalle volute laterali dell’echino; e il C. corinzio, con un calato ornato di foglie di acanto e volute angolari. Da questi derivano il C. composito, il C. romanico, il C. bizantino, il C. gotico, ecc. (l’elenco qui riportato delle diverse tipologie non è assolutamente esaustivo, e richiede maggiori approfondimenti).”
Cappa ” Strato di materiale impermeabile steso su una struttura muraria per impedire eventuali infiltrazioni d’acqua, in genere costituito da asfalto o da pastina di cemento. La C. è soprattutto usata nell’estradosso delle volte; quando queste sono in muratura la C. è costituita da uno strato di malta idraulica ricca di legante, si utilizza l’asfalto solo quando l’impermeabilità deve essere garantita in modo assoluto.”
Cappotto (isolamento a) ” Si utilizza se l’intonaco non può aderire direttamente al supporto oppure quando si preferisce lasciare uno strato di microventilazione fra intonaco e supporto; tra questi ultimi due strati si inseriscono reti di armatura.”
Capra (anche cavalletto) Sostegno fornito di piedi: in legno, usato da muratori e imbianchini formato da una traversa con due gambe a V rovescio. In legno o in ferro, per carichi piuttosto grandi, formata da tre travi disposte a piramide e unite da una legatura al vertice, dove è attaccato un apparecchio di sollevamento: paranco, carrucola di rinvio di un verricello, ecc.
Capriata Struttura reticolare in legno o ferro o calcestruzzo armato che sostiene la copertura a falde inclinate.
Carabottino “Nella costruzione navale significa: graticolato, formato di strisce di legno connesse al medesimo livello fra loro, impiegato per coprire il pavimento in zone dove si raccoglie acqua (ponti, sentine). Ormai si intende con tale termine la disposizione di elementi di qualsiasi materiale che formano una griglia a maglia quadrata. Esempi sono: l’intelaiatura interna di una porta in legno tamburata; elementi (di legno, alluminio, ecc.) che costituiscono una grata frangisole.”
Carota Campione di roccia, di forma cilindrica e di varie dimensioni, che si stacca dalla massa originaria mediante le operazioni di carotaggio.
Carpenteria È il complesso delle opere di strutture portanti in calcestruzzo armato di un edificio. Nei progetti esecutivi, i disegni di C. mostrano, con idonee rappresentazioni e dimensionamenti, tutti gli elementi strutturali: pilastri, travi, solai, ecc. (con la posizione, e dimensione di tutti i “ferri” dell’armatura, ecc.).
Carton-feltro bituminato Materiale di impermeabilizzazione, costituito da uno strato di fogli di amianto, o vetro, o juta, o cotone, impregnati fino a saturazione di bitume. Può essere utilizzato a più strati, usato generalmente per le coperture piane.
Cartongesso “Pannelli formati da gesso in lastre rivestite, sulle due facce, da fogli di cartone; usati per realizzare pareti divisorie e tramezzi, lo spessore varia da 10 a 25 cm.”
Cascame Residui, in particelle più o meno grandi, utilizzabili che provengono dalla lavorazione di un altro prodotto (legno, fibre tessili, carta, ecc.).
Cassaforma a perdere Quando è impossibile il recupero della cassaforma dopo la presa del calcestruzzo, ad esempio nel caso di una soletta posta molto vicina alla superficie del terreno.
Cassero (anche cassaforma) Cassa di legno, o acciaio, o alluminio, o plastica, o altro materiale, che riproduce esattamente la forma delle strutture (portanti o di rivestimento) da eseguire in calcestruzzo, armato o no. L’armatura, se presente, viene posta nella cassa prima del getto di calcestruzzo.
Cassettoni (anche lacunari) Incavi di forma geometrica ricavati nei soffitti piani o nelle volte in muratura a scopo decorativo. In origine tale sistema veniva a formarsi naturalmente dall’incrocio delle travi di un soffitto. Già nell’architettura greca i cassettoni avevano funzioni estetiche oltre che decorative. Finti si dicono i C. solo dipinti.
Cassone “(anche cassero) Cassaforma con o senza fondo utilizzata nelle fondazioni in presenza di acqua; aperta sul lato alto per consentire il riempimento finale. Viene appoggiata sul terreno di fondazione, oppure penetra in esso, in questo caso è sprovvisto di fondo e se ne rende tagliente il bordo inferiore.”
Catena Barra di ferro, usata per consolidamento statico posta a contrasto tra muri opposti. Frequenti le C. in ferro nei porticati a volta sostenuti da colonne, dei sec. 15° e 16°. Anche una delle parti della capriata, sottoposta a sollecitazione di trazione detta anche tirante.
Catino Semicalotta che copre e chiude superiormente absidi e nicchie.
Catrame Prodotto bituminoso, viscoso o liquido derivante dalla distillazione dei carboni fossili fuori dal contatto dell’aria nelle officine del gas e nelle cokerie. Esistono diversi tipi in base al carbone utilizzato: C. di lignite, C. di litantrace, C. di scisto, C. di torba, ecc.
Caucciù Sostanza estratta da un albero del Brasile, che costituisce l’elemento essenziale della gomma elastica. In genere si intende con tale termine una vasta gamma di tipi di gomma naturale.
Cavetto (anche guscio, sguscio) Modanatura formata da un quarto di circonferenza.
Caviglia Grossa vite a legno per il fissaggio delle rotaie a suola alle traverse di legno.
Cella solare Dispositivo che utilizza semiconduttori i quali, esposti alla radiazione solare, generano corrente elettrica.
Cembra Vedi Apòfige.
Cementite Vernice opaca, a forte pigmentazione, adatta per legno, muri e metalli. Costituita da una miscela di olio di lino crudo, olio polimerizzato e resina esterificata, in genere di colore bianco.
Cemento adesivo Presenza nell’impasto di malta adesiva, per la presenza di caseina in grande proporzione rispetto a cemento, cariche ed additivi. Adatto per l’incollaggio di elementi ceramici di dimensioni fino a circa cm 20×20.
Cemento alluminoso o fuso “Ottenuto dalla calcinazione spinta di una mescolanza molto omogenea di calcare e bauxite; il processo di presa è molto lento, ma di rapido indurimento. Resistenza a compressione: dopo 3 giorni 325 kg/cmq; dopo 28 giorni 525 kg/cmq.”
Cemento-amianto “Conosciuto principalmente con il nome commerciale di Eternit. Composto di una pasta di acqua, cemento idraulico a lenta presa e fibre di amianto che, attraverso lavorazione, viene ridotta in fogli. Questi, allo stato umido, possono essere foggiati in varie forme oppure sovrapposti a formare un maggiore spessore. Ha caratteristiche di ottima elasticità e resistenza alla trazione e alla flessione, ed agli agenti atmosferici; per questo, utilizzato per lastre di copertura di ogni tipo, serbatoi, tubazioni, ecc. Ne è escluso l’uso in ambienti abitati dall’uomo a causa degli effetti dannosi sulla salute provocati dalle fibre di amianto.”
Cemento armato precompresso “Lavorazione del cemento armato che permette di sfruttare adeguatamente le elevatissime qualità meccaniche di alcuni acciai speciali; attraverso la compressione preventiva del conglomerato, ottenuta per mezzo di vari sistemi: a fili aderenti, l’armatura viene pre-tesa prima del getto di calcestruzzo, a fili scorrevoli, l’armatura, priva di tensione e protetta da una guaina, viene tesa dopo il getto di calcestruzzo. Si ottiene quindi un nuovo materiale che sotto l’azione di carichi esterni reagisce diversamente dal cemento armato comune, diversità che si manifesta attraverso la partecipazione di tutta la sezione (ad es. nella trave) che reagisce interamente alla sollecitazione di compressione, e lo sfruttamento completo dell’alta capacità di resistenza alla trazione dell’acciaio.”
Cemento d’altoforno Ottenuto con la macinazione, senza aggiunta di materiali inerti, mescolando il clinker puro di cemento e scorie basiche d’altoforno a coke sotto forma di sabbia vetrificata, derivanti dalla produzione di ghisa.
Cemento normale o Portland “Brevettato nel 1824 con il nome di Portland perché, una volta impastato con acqua e indurito, è molto somigliante alla pietra da costruzione che si ritrova nell’isola di Portland. Ottenuto dalla cottura (a circa 1400°C) di marne naturali o mescolando calcare e materia argillosa e successiva macinazione del prodotto di cottura senza aggiunta di materiale inerte. Il cemento, impastato con acqua, offre un’ottima resistenza alla compressione (dopo 7 giorni: 175 kg/cmq; dopo 28 giorni: 325 kg/cmq); fa presa tanto all’aria che in presenza di acqua.”
Cemento pozzolanico Ottenuto dalla macinazione, senza aggiunta di materie inerti, mescolando clinker puro di cemento e pozzolana.
Centina “Struttura provvisoria di legno o di tubi di acciaio a sostegno degli archi e delle volte durante la costruzione, formata da due parti: la centinatura o incavallatura, con lo scopo di sostenere il carico, costituendo l’ossatura della C.; e il manto o dossale che dà la forma alla volta o all’arco.”
Chiave di volta “(anche serraglia o cuneo) Elemento dell’arco; concio, posto alla sommità dell’arco o della volta. Se l’arco o la volta è costruita con struttura laterizia o a getto, e la C. non è elemento ben definito, si intende solo il punto centrale e più alto della volta.”
Chiave (disposizione in) Nella muratura di mattoni indica la disposizione dei mattoni stessi con il lato lungo normale alla fronte del muro. Anche elemento costruttivo di ferro che si dispone orizzontalmente secondo la corda di un arco, ancorandolo con le murature che lo fiancheggiano per contrastare le spinte dell’arco sui piedritti.
Cicogna “Ferro inchiodato o murato al canale di gronda e che ne fa il sostegno; ha una forma semicircolare.”
Cimasa Qualunque modanatura curva e sporgente. In genere si intende l’insieme di modanature a coronamento di un elemento architettonico, quale un piedistallo, una mensola, ecc.
Ciottolo Sasso che la corrente di un fiume ha arrotondato e levigato.
Cisterna “Serbatoio sotterraneo per conservare l’acqua piovana. Realizzato per lo più in muratura; provvisto di filtri depuratori sui condotti di adduzione e valvole per lo scarico periodico (spurgo). L’attingimento va fatto esclusivamente per mezzo di pompe.”
Città giardino Complesso urbanistico composto da edifici di limitato volume e distribuiti entro aree libere, secondo indici prestabiliti che tendono ad una bassa densità abitativa e carattere largamente estensivo. Questo tipo di urbanizzazione è applicabile nei quartieri periferici delle grandi città, costituendone il completamento.
Coccio pesto o macinato Tipo di intonaco ottenuto impastando calce e granuli provenienti dalla macinazione di elementi in laterizio.
Coda di rondine “Incastro che congiunge due pezzi di legno; uno dei due ha un prolungamento a sezione trapezoidale con la base maggiore verso l’esterno, l’altro in corrispondenza ha un incavo a forma del pezzo compagno. Ha notevole resistenza anche a sforzi di trazione.”
Coibenza Capacità di un corpo di essere cattivo conduttore di calore e di elettricità.
Collarino Elemento formato da un tondino ed un listello posto fra il termine superiore del fusto della colonna e il capitello.
Colmareccio La trave di colmo, parallela agli arcarecci, di una copertura a due spioventi.
Colonna “Elemento verticale, di sezione circolare, che ha la funzione di sostenere strutture sovrastanti quali muro, solaio, tetto, arco, volta, o adoperato solo in funzione decorativa. La C. è formata da base, fusto e capitello. In Grecia la C. nei tre ordini, dorico, ionico e corinzio; è scanalata, rastremata più o meno verso l’alto, priva di base nell’ordine dorico, e un rigonfiamento (entasi) più o meno leggero. Il fusto della colonna può essere liscio (C. toscana) o scanalato. Fuori dagli stili classici abbiamo fusti di colonne con una vastissima varietà di forme: rudentate, con scanalature riempite in parte da bastoncini; tortili, ossia a spirale; fogliate, intagliate a fogliame disposto a scaglie; bugnate, ecc.; v. capitello.”
Coltello (muro a) (anche coltellato o muro in foglio) Muro di mattoni messi uno sull’altro nel senso dello spessore.
Comignolo La parte terminale della canna fumaria del camino (vedi), che sporge al di sopra della copertura dell’edificio. Anche linea di colmo: la parte più alta del tetto dove si incontrano gli spioventi.
Commessura (anche commettitura) Il luogo dove due elementi, due parti, due lastre e simili, sono uniti insieme.
Commettitura Vedi Commessura.
Compensato (legno) Pannello ottenuto da fogli assai sottili (3 o più) di legname detti piallacci o sfogliati, che vengono disposti in modo alternato con le fibre incrociate e vengono poi incollati e sottoposti a forti pressioni. Il C. di legno è abbastanza flessibile e assai resistente. Lo spessore varia da 3 a 4 mm fino a 25 mm e oltre, le dimensioni del pannello in genere sono di cm 240 x 120.
Composito Ordine classico, di origine latina, derivato dalla fusione degli elementi dell’ordine corinzio con quelli dell’ordine ionico.
Concio Blocco di pietra lavorato per essere messo in opera. Secondo il suo utilizzo il C. prende nomi diversi: cuneo negli archi, tamburo o rocchio nelle colonne, bozza o bugna nelle strutture rustiche (elementi sporgenti nella faccia a vista). Anche i monoliti in cui sono suddivisi i grandi getti di calcestruzzo. In genere la lavorazione dei conci si chiama apparecchio ma può assumere nomi più specifici: sbozzatura a punta grossa, lavorazione a punta fina, martellinatura semplice o doppia.
Condizionatori autonomi Impianto monoblocco che effettua il condizionamento dell’aria in un ambiente chiuso, installato in prossimità di aperture verso l’esterno (finestre), consente di climatizzare l’ambiente mediante il trattamento dell’aria aspirata dall’esterno o il ricircolo, attraverso operazioni di purificazione e climatizzazione, di quella interna.
Confessione Sacello che si trova entro o sotto l’altare contenente il corpo di un santo.
Conglomerato Vedi Calcestruzzo.
Conifera Specie di piante legnose. Il fusto generalmente diritto può raggiungere altezze anche di 65 m in certi abeti, e 110 m per la sequoia gigante. Le foglie in genere sono aghiformi.
Connessione L’unione, fra due elementi di legno, che non sia nel senso della lunghezza.
Contraffisso Trave della capriata (vedi) collocata fra metà circa del puntone e l’estremità inferiore del monaco. In genere trave di un’incavallatura (centina) che ne riduce la luce libera di inflessione, e ne consente l’applicazione di carichi concentrati.
Contrafforte (anche sperone) Elemento di rinforzo sul fronte esterno od interno di una struttura muraria per aumentare la resistenza all’azione di forze orizzontali (spinte) che la sottopongono al pericolo di ribaltamento. Esempio è, nella costruzione di cupole, l’azione di opporre resistenza alla spinta del volto specialmente sulla linea di imposta. Acquista preminente valore compositivo e stilistico nell’architettura gotica, sotto forma di pilone collegato, mediante arco rampante, alla struttura di sostegno della volta.
Controsoffitto “Struttura di tipo leggero, appesa all’intradosso del solaio (soffitto) mediante sospensioni pendini, che formano la struttura di sostegno (legno o metallo) completata da una schermatura di vario genere; che può essere continua e chiusa, realizzata in opera con intonaco disteso su rete metallica, oppure discontinua, costituita da elementi amovibili in legno, gesso, materiali metallici (a superficie compatta, o a griglia, o a doghe, ecc.). Il C. ha la funzione di isolamento termoacustico, mascheramento di travature ed impianti in genere, e, molto spesso, di alloggiamento dei corpi illuminanti.”
Controtelaio Struttura a cui viene fissato il telaio di porte da interni, che in genere non è in vista ed ancorato direttamente al tramezzo in muratura.
Controventi Elementi di strutture, in genere di acciaio, composti da aste che hanno il compito di irrigidire la struttura stessa, rendendola atta a resistere a sforzi agenti secondo una giacitura orizzontale (es. l’azione del vento).
Conversa Elemento metallico (lamiera di ferro zincato, di zinco, di piombo) o in PVC utilizzato a raccogliere l’acqua nei compluvi e ad assicurare l’impermeabilità in punti peculiari come attraversamenti di comignoli, intersezioni con muri, ecc.
Copertura a shed “Costituita da due ordini di falde divesamente inclinati e con lunghe vetrate su uno di essi per conseguire la maggiore e più uniforme illuminazione; v. tetto.”
Copertura sospesa “Strutturata secondo una singola o doppia orditura di cavi di acciaio, resistente a sollecitazioni di trazione; che trasmettono i carichi agenti sulla struttura alle fondazioni.”
Coppella “Mantello di agglomerato di sughero che negli impianti idraulici copre le tubazioni di acqua fredda, preventivamente bitumate, per evitare l’inconveniente del trasudo; v. condensa.”
Coppiglia (anche copiglia) Perno, formato da una barretta di metallo ripiegata su se stessa, che viene introdotto nei fori e poi fermato divaricando la parte sporgente.
Coppo “(anche canale) Tegola in terracotta, curva, leggermente conica; utilizzata per coperture di tetti disponendole a file alternate con la concavità verso l’alto e verso il basso. Ha lunghezza da 30 a 40 cm; v. embrice.”
Copriferro Nelle costruzioni in calcestruzzo armato è lo spessore che separa l’armatura dalla superficie esterna del getto. Nel caso di setti, pareti e solette almeno 0.8 cm, nel caso di travi e pilastri almeno 2 cm, in presenza di salsedine marina e in ambiente comunque aggressivo le dimensioni riportate vanno aumentate rispettivamente a 2 cm ed a 4 cm.
Cor-Ten “Lega di acciaio, fosforo, rame, cromo, manganese. Ha ottime caratteristiche maccaniche. Viene fornito in lamiere, anche sottili, in barre, in profilati. L’acciaio Cor-Ten, in genere è utilizzato per rivestimenti esterni; durante l’esposizione, allo stato non pitturato, si riveste di una patina uniforme e resistente, di colorazione bruna, variabile di tonalità con gli anni e secondo l’ambiente esterno, è necessaio prevedere una messa in opera che impedisca il ristagno prolungato (acqua piovana o di condensa).”
Corda (anche luce) Distanza fra i due piedritti dell’arco (vedi).
Cordolo Elemento di calcestruzzo semplice o debolmente armato, ad andamento orizzontale, che si inserisce in una muratura in corrispondenza del piano di imposta dei solai, per ripartire su di essa i carichi verticali provenienti da altri elementi strutturali (solai, scale, ecc.).
Cordonata Strada inclinata interrotta ad intervalli regolari da gradini in pietra o laterizio con pedata molto larga e leggermente inclinata, e alzata piccolissima. Fu detta anche rampa bramantesca per l’uso che ne fece Bramante. Celebre è la C. dell’accesso principale al Campidoglio.
Cornice Membratura composta di varie modanature parallele, variamente sagomate e aggettanti l’una su l’altra. Possono corrispondere a caratteristiche costruttive dell’edificio o essere soltanto elemento di composizione e decoro. Negli stili classici la C. è una delle parti della trabeazione, si sovrappone al fregio, ed è composta da sopracornice e sottocornice. Altre parti sono lo spiovente e il gocciolatoio.
Cornicione Coronamento, quasi sempre sporgente, dell’edificio. Nell’architettura moderna il C. è scomparso o ha preso forme schematiche di semplice gronda piana in aggetto.
Corrente Qualsiasi elemento costruttivo, di forma allungata e messo in opera in posizione orizzontale, utilizzato per migliorare il comportamento statico delle varie parti della costruzione. Ad esempio i travicelli che poggiano sulle travi principali, corsi di pietra, catene e legamenti di legno. Si chiamano correntini o listelli pezzi di legno segati, dalla lunghezza variabile (da 2 a 4 m), e sezione da 15x30mm a 40x40mm.
Corso (anche filare) Serie di mattoni o di conci allineati su uno stesso piano orizzonta- le in una struttura muraria.
Corte Spazio scoperto entro il perimetro di un fabbricato, per dar luce o aria alle stanze che vi si affacciano. Anche residenza di un sovrano (règgia).
Cortina “Rivestimento di murature, portanti o di tamponamento, formato da materiale in laterizio a faccia vista. Gli elementi costituenti vengono comunemante chiamati “mattoncini”; mattoni pieni e stretti, posteriormante possono avere scanalature che facilitano la presa della malta.”
Coscia Sostegno laterale di un muro, di un ponte e simili. Si dice cosciale la trave di sostegno di una scala.
Costipare “Operazione che si compie per migliorare le condizioni di un terreno torboso o melmoso nel quale debbano essere costruite le fondazioni di un edificio; attraverso battitura con magli, in modo da aprire dei piccoli pozzi che si riempiono con materiale solido, o mediante l’introduzione nel terreno di pali di legno o calcestruzzo semplice o armato. Anche rendere compatto il calcestruzzo entro una cassaforma.”
Costolone “(raro costola) Arco di sostegno, aggettante sull’intradosso, che forma l’ossatura delle volte. I C. nella cupola hanno andamento meridiano; nella volta a botta sono paralleli e disposti normalmente alle generatrici; in quella a crociera seguono l’intersezione delle volte a botte che danno origine alla volta a crociera. I C. permettono l’alleggerimento di tutta la superficie della volta e di fare convergere tutto il peso sui punti di appoggio, che nell’architettura medioevale assumono forma di pilastri polistili, elementi, statici e compositivi, catatteriz- zanti l’arte gotica.”
Cotto Mattone piatto, cotto, poroso e di colore intenso derivante dall’impasto di argilla. Le dimensioni variano da 25×25 cm a 40×40 cm.
Cremagliera Asta dentata fissa, che accoppiata ad una ruota dentata, trasforma un moto rotatorio in moto traslatorio.
Cremonese “Sistema di chiusura di infissi di finestre e porte; formato da due aste verticali che vengono manovrate da una maniglia, e che scorrono in anelli fissati all’imposta.”
Crepidoma “La gradinata su cui si poggia il tempio classico; v. stereobate.”
Cristo Opera provvisionale in legno o ferro a sostegno di un impalcato.
Cùneo (dell’arco) Vedi Chiave di volta.
Cunetta Elemento longitudinale, di modesta altezza, realizzato generalmente in calcestruzzo, che delimita lateralmente il corpo di una strada, con la funzione di raccogliere l’acqua piovana ed avviarla ai tombini di scarico.
Cùpola Tipo di volta a pianta circolare, la sua costruzione geometrica è quella di una semisfera oppure una superficie diversa ottenuta dalla rotazione di un’altra curva intorno ad un asse verticale (C. a sezione archiacuta, C. parabolica). La C. può essere impostata su una struttura a forma di cilindro (senza le basi) detta tamburo, e raccordata ad una sottostante pianta poligonale mediante strutture di varia forma dette pennacchi. Si chiamano anche C. le volte a padiglione (vedi) su pianta poligonale regolare. Si realizzano cupole fin dall’antichità: nell’arte cretese-micenea abbiamo delle pseudocupole (thòlos). Si deve all’architettura romana la perfetta soluzione della copertura a C. in forme monumentali, ad esempio la C. del Pantheon di m 43,50 di diametro, alta altrettanto. Ricordiamo inoltre la C. di S. Maria del Fiore a Firenze, progettata da Brunelleschi (dal 1420), la C. di S. Pietro a Roma di Michelangelo, la C. di Sant’Ivo alla Sapienza a Roma di F. Borromini, ecc. L’architettura moderna sfrutta ancora tale sistema costruttivo con nuove ed eminenti possibilità offerte dall’impiego di materiali odierni (es. la C. ad elementi prefabbricati nelle terme di chianciano di P.L.Nervi).
Curtain wall Vedi Facciata continua.
Cùspide Coronamento di forma triangolare o piramidale (derivanti dal profilo di un arco acuto o a fiamma) di una costruzione o parte di essa. Un edificio si dice monocuspidale, bicuspidale, tricuspidale, policuspidale, a seconda che termini con una, con due, con tre, o con più cuspidi. È motivo predominante dell’arte gotica.
HE (profilati) Profilati a caldo di acciaio. La sezione è a forma di doppio T, le ali superiori e inferiori, sono larghe e vengono prodotte in tre serie: A, B, C, e rispettivamente si dicono leggera, normale, rinforzata. L’altezza della sezione varia da 100 a 600 mm. Il momento d’inerzia della sezione rispetto all’asse trasversale baricentrico varia da un minimo di 349 cm4 per A, 450 cm4 per B, 1143cm4 per C, ad un massimo di 141230 cm4 per A, 171041 cm4 per B, 237447 cm4 per C.
Hegemones Tegole frontali a forma di palmetta poste sulle fronti e sull’orlo dei tetti nelle costruzioni greche.
Heròon Costruzione antica dedicata alla memoria di un eroe, talvolta anche semplice- mente tomba.
Howe (trave) Trave reticolare, realizzata generalmente in acciaio, nella quale i montanti verticali, di minor lunghezza, sono soggetti a trazione, e le aste diagonali, più lunghe, sono soggette a compressione.
ICITE Istituto Centrale per l’Industrializzazione e la Tecnologia Edilizia è l’istituto di ricerca del Consiglio Nazionale delle ricerche (CNR).
Idrante antincendio “Attacco unificato collegato ad una rete di distribuzione idrica. All’interno dell’edificio è prevista una rete di distribuzione idrica (antincendio) con tubazioni metalliche; ad ogni piano deve essere derivato, con tubazione di diametro non inferiore a 40 mm, un idrante da 45 mm UNI, collocato in una cassetta con sportello di vetro.”
Imbasamento Vedi Stereobate.
Imbibizione “Assorbimento di un liquido da parte di un solido, senza dare luogo a fenomeni chimici. L’I, a seconda del meccanismo con cui si manifesta, può essere capillare, osmotica o molecolare: nella prima il liquido penetra attraverso fori del solido, sprigionando gas eventualmente presenti; nell’I. osmotica il liquido viene assorbito per osmosi; nel terzo caso il liquido assorbito provoca un aumento di volume del solido (rigonfiamento).”
Imbotte “Superficie interna di una volta o di un arco; v. intradosso. Anche l’elemento che circoscrive un vano seguendo l’andamento di questo (rettangolare, ad arco, ecc.) e addossato alla muratura in cui il vano stesso è aperto.”
Imbraga (anche braga) Negli impianti idraulici degli edifici è la tubazione angolare di raccordo fra vaso e fecale.
Imbragare (anche imbracare) In genere legare, con cavo o catena, un oggetto pesante che si deve sollevare o manovrare. Anche ancoraggio per mezzo di staffa ad anello, che viene stretta con viti e relativi dadi, fra un elemento e il suo supporto di sostegno (es. fissare tubi metallici alla struttura muraria).
Imbrecciata Preparazione di un letto di ghiaia di grossa pezzatura prima della stesura del manto stradale.
Imbutitura Lavorazione a freddo, di lastra metallica (di acciaio dolce, o di rame, o di lega di rame e di alluminio) effettuata: a mano, con apposito martello a testa arrotondata, od a macchina (pressa o tornio), per ottenere la deformazione della lamiera da piana a corpo cavo, senza modificarne lo spessore.
Imoscapo Il diametro inferiore di una colonna.
Impalcatura “Struttura provvisoria in legno o in metallo che si erige intorno ad un edificio in costruzione per consentire l’accesso dei muratori e il trasporto dei materiali; v. ponteggi. Anche l’insieme dei materiali in legno che formano l’ossatura di un pavimento; in questo caso si dice pure impalcato.”
Impiallacciatura Rivestimento con una sottile sfoglia di legno pregiato (mogano, noce, o altro).
Impiantito Pavimento per ambienti interni.
Impianto antincendio Serve a prevenire, segnalare e combattere incendi. Tale protezione richiede la presenza di estintori, bocche di presa d’acqua, paratie resistenti alle fiamme (paratie taglia-fuoco, porte REI), chiusure e aperture di sicurezza, circuiti segnalatori di un aumento lento o repentino della temperatura ambiente, ecc. il servizio antincendio è esplicato dal corpo dei Vigili del fuoco.

Impianto antincendio a gas Halon: (è sempre combinato con un impianto di rilevazione d’incendio) Il gas Halon viene immagazzinato sotto pressione in bombole d’acciaio, allo stato liquido e quindi superpressurizzato con azoto. Lo spegnimento avviene mediante reazione chimica con il combustibile.

Impianto antincendio a polvere: (può funzionare automaticamente, con il sussidio di rilevatori d’incendio, o manualmente) Lo spegnimento avviene tramite l’erogazione della polvere da ugelli collegati ad apposite tubazioni derivanti da uno o più serbatoi, che vengono adeguatamente pressurizzati.

Impianto antincendio a schiuma: lo spegnimento avviene per soffocamento provocato dalla schiuma estinguente (particolaremente indicato in presenza di liquidi infiammabili).

Impianto antincenio ad anidride carbonica: costituito da un sistema di tubazioni e valvole che permettono l’erogazione di CO2 allo stato liquido. L’impiego del CO2 è vietato in presenza di persone.

Impianto antincendio automatico a pioggia (o Sprinkler): finalizzato a spegnere l’incendio nella sua fase iniziale e a facilitarne l’arresto da parte dei servizi antincendio.

Impianto automatico di rivelazione d’incendio: ne esistono di vari tipi, in base al metodo di rilevazione dell’incendio, e cioè mediante rilevatori di calore, di fumo, di fiamma e di gas.

Impluvio “Parte del pavimento, in genere una vasca, nell’atrio dell’antica casa romana; dove si raccoglieva l’acqua piovana che scendeva dal compluvio del tetto. Oggi si dice linea d’impluvio la direzione dove confluiscono le acque piovane raccolte dalle falde sia inclinate a tetto, sia piane (sinonimo di linea di compluvio).”
Imposta “Membratura orizzontale, liscia o con modanature, sostenuta dal piedritto; dalla quale inizia e si appoggia l’arco o la volta. La linea d’I. è l’intersezione fra l’intradosso della volta e la parete interna di sostegno. Anche sinonimo di anta o scuretto degli infissi di legno.”
Impostami Per lo più termine usato al plurale per indicare il complesso degli affissi di un edificio.
Incastro Intaglio di varia forma praticato in pietre da costruzione o in pezzi di legno, con lo scopo di unirli saldamente, e, negli elementi in legno senza l’uso di chiodi.
Incatenamento Sistema costruttivo di paramenti murari, consistente nella disposizione dei conci in modo che le connessure di un filare non corrispondano con le connessure dei filari adiacenti.
Incrudimento Fenomeno collegato alla deformazione plastica di metalli, generando cambiamenti delle proprietà meccaniche: aumento del limite elastico, del carico di rottura, della durezza, diminuzione della resilienza, dell’allungamento, ecc. L’I. è operazione per la trafilatura di prodotti che debbono avere requisiti di durezza e rigidità (es. chiodi, ecc.).
Indiana Tipo di intercapedine vuota e ventilata, realizzata fra il muro di sostegno del terreno ed il muro interrato dell’edificio.
Inerti “Materiale composto da frammenti lapidei di varie dimensioni, come: sabbia, ghiaia, pietrisco che derivano da pietre naturali; oppure laterizi, ed altri che provengono dalla frantumazione di materiali artificiali. I materiali I. costituisco- no una parte degli impasti dei conglomerati, essi non subiscono nessuna modificazione chimica durante il processo di presa e di indurimento.”
Infisso Vedi Serramento.
Inginocchiata Tipo di inferriata di finestra con la parte bassa ricurva (la parte concava è verso l’interno) per dare modo di appoggiare le braccia sul davanzale ed affacciarsi comodamente. Anche finestra che arriva quasi a terra.
In foglio Disposizione “a coltello” (nel senso dello spessore) dei mattoni di una muratura.
Intaglio Operazione eseguita con strumenti manuali, che consiste nell’asporto di materia dal legno, dal marmo, da pietre dure, dal metallo, dall’avorio, ecc., per ottenere opere scolpite.
Intàrsio Decorazione di pezzi di legno o marmo, ottenuta incastrando nella superficie dell’opera elementi di varia materia, dando luogo a disegni, scritte, ecc.
Interasse Distanza, misurata per lo più in orizzontale, fra gli assi di simmetria di due elementi strutturali, verticali e paralleli. Esempio: la distanza fra due pidritti di una trave, oppure la distanza fra i due stipiti di una porta, ecc.
Intercapedine “Spazio fra due superfici, solitamente parallele. L’I. è rappresentata dallo spazio vuoto (o riempito a vespaio) fra il terreno e le murature interrate degli edifici, per impedire l’infiltrazione dell’umidità dal sottosuolo nelle strutture murarie. È buona norma prevedere un sistema di areazione nell’I.; dove, talvolta, si aprono le finestre degli ambienti interrati (I. chiusa superiormente da griglie dalle quali entra luce ed aria). I. è anche la cosiddetta camera d’aria delle murature in elevazione, o al disotto dei solai per l’isolamento termico e acustico fra gli ambienti abitati; v. muratura a cassa vuota.”
Intercolùnnio “La distanza, in orizzontale, fra i fusti di due colonne, misurata in corrispondenza del diametro inferiore (imoscapo). Tale distanza, secondo Vitruvio, poteva essere: picnostilo (diametri 1 e _); sistilo (2); eustilo (2 e _); diastilo (3); aerostilo (altre i 3 diametri). La trattatistica rinascimentale assegna in media da 2 a 2 e _ all’I. corinzio, da 2 e _ a 3 e _ all’I. ionico, da 2 e _ a 3 al dorico.”
Intonaco “Materiale di rivestimento delle murature, con funzioni protettive e di preparazione per altri trattamenti delle superfici murarie, quali: decorazioni pittoriche, semplici verniciature o (se intonaco interno) rivestimenti cartacei. Costruttivamente esso è ottenuto applicando sulla superficie grezza delle murature uno strato di malta di spessorre complessivo da 1,5 a 2,5 cm. L’applicazione dell’I. viene eseguita a strati successivi di materiale: arricciatura (rustica o fratazzata) con malta di calce su muri retti o centinati (dello spessore di mm 15); e lo strato di colla con malta fina (dello spessore da 3 a 5 mm) rimaneggiato e lisciato a perfetta levigatura. Fra gli intonaci: il cosiddetto stucco romano o I. a stucco lucido; composto da calce spenta grassa e polvere di marmo bianco o colorato, si ottiene una superficie lucida, suscettibile di perfetta levigatura e molto resistente agli agenti atmosferici; gli I. impermeabilizzanti, usati specialmente nei locali sotterranei, nei serbatoi, ecc., sono a base di cemento a lenta presa e sabbia fine.”
IPE Vedi Doppio T.
ISO (International Standardizing Organization) Organismo che detta norme per la preparazione di macchine, di apparecchi, di manufatti, ecc. In Italia le norme internazionali introdotte dall’ISO sono riportate nelle tabelle e norme UNI (vedi).
Isòdomo Disposizione dei conci di una muratura in modo di avere i filari tutti di uguale altezza e spessore. Si dice pseudo-isodomo o isodomo alterno quando la disposizione dei conci nei filari ha diverse altezze che però rimangono costanti per tutto il filare, e si ripetono in modo alterno.
Isotropo Sostanza che presenta le medesime proprietà fisiche, in ogni direzione.
Macadam Pavimentazione stradale costituita da una massicciata di pietrisco. Il M. ordinario o all’acqua, può essere strutturato senza fondazioni se il terreno è asciutto e compatto, ma in genere si preferisce preparare un sottofondo di pietrame o di materiale di demolizione, il pietrisco di cui è costituita la massicciata, sotto la forza di rullo compressore produce polvere che bagnata con acqua costituisce il legante, se il pietrisco usato ha un basso potere legante esso viene corretto con l’aggiunta di pietrischetto calcareo. Il M. all’acqua può essere trattato in superficie con l’applicazione di un materiale bituminoso, che lo protegge dall’azione disgregatrice dell’acqua piovana e del gelo. Il M. cementato è rinforzato, durante il costipamento mediante rullo compressore, con l’aggiunta di malta di cemento.
Magatelli Piccoli tavole in legno che vengono incorporati al massetto del solaio e permettono la chiodatura per l’applicazione del parquet.
Magra “Tipo di calce ottenuta con una bassa percentuale di acqua e un’alta quantità di sabbia; v. calce.”
Magrone Tipo di calcestruzzo di cemento, con una bassa percentuale di legante, usato quando non è richiesta nessuna caratteristica statica, ad esempio nella gettata al di sotto dei plinti di fondazione.
Maiolica Prodotto ceramico, meno fine della porcellana, a pasta porosa, opaca colorata oppure bianca, con rivestimento trasparente o colorato. Le M. si suddividono in tre categorie: M. verniciate, M. smaltate o comuni, M. fini o terraglie. Trovano largo impiego nel rivestimento di ambienti che richiedono qualità igieniche.
Malta “Qualsiasi prodotto legante impastato con acqua e materiali inerti (l’acqua manca solo nelle M. a base di leganti idrocarburati, e cioè asfalti, bitumi e catrami). I vari tipi di M. si distinguono in base alla natura dei leganti (gesso, calce, cemento, bitume, ecc.) e al processo di presa del conglomerato; sia che avvenga in presenza di aria: M. aeree (di leganti idrocarburati), sia che avvenga in presenza di aria o di acqua: M. idrauliche (di calce idraulica, cemento, ecc.). Fra i vari tipi: la M. bastarda nella quale oltre alla calce sono presenti altri leganti (cemento, gesso); M. per stucchi nella quale l’inerte è costituito da polvere di marmo; M. adesiva che nel composto contiene percentuali di silicio, carbonato, sabbia e additivi, derivandone un adesivo impiegato per incollaggio di piccoli elementi ceramici (30×30 cm).”
Mansarda Piano abitabile sufficientemente finestrato ricavato nell’altezza del tetto a falde inclinate, spesso a profilo spezzato. Sistema molto usato in Francia e nei paesi nordici, esistono esempi già nell’epoca medievale, ma riproposto nella seconda metà del sec. XVII dagli architetti francesi F. e J.H. Mansard.
Mantellata Opera di difesa degli argini di un fiume, formata da una specie di grossa stuoia fatta di sottili pertiche e grossi vimini, fissata con paletti alla scarpata da proteggere. La M. può essere anche in calcestruzzo armato, formata da elementi collegati fra loro da fili di ferro zincato o anche articolati con cerniere di calcestruzzo armato.
Marmetta “Lastra costituita da uno strato di conglomerato cementizio ed uno strato superficiale di cemento misto a graniglia di marmo; si possono ottenere vari colori tinteggiando la malta di cemento e usando vari tipi di marmo. Le dimensioni variano da cm 20×20 a cm 40×40 con spessori da cm 1,7 a cm 3,5. Le lastre sono usate soprattutto per pavimenti.”
Marmettone “Lastra di cemento puro e pezzi di marmo, generalmente di forma quadrata con spessore da 1,8 a 2,5 cm e dimensioni da 20×20 cm a 50×50 cm; impiegata per pavimentazioni, soprattutto d’interni; v. marmetta.”
Marmo “Roccia calcarea, cristallina, a grana piuttosto uniforme; può essere lucidata e lavorata per ottenere lastre, blocchi, colonne, architravi, ecc., le lastre sono usate soprattutto per pavimenti e rivestimenti. I M. possono essere policromi (venati, broccati, listati, screziati, fioriti, ecc.) e monocromi se la colorazione è uniforme. Fra le numerose varietà ricordiamo i M. di Carrara: bianchissimi e traslucidi se puri, ed i M. rari: alabastri orientali, cipollini, sieniti, onici e graniti. I M. hanno una resistenza a compressione che varia di solito tra 900 e 1200 kg/cmq, e peso specifico tra 2400 e 2800 kg/cmc.”
Marmo artificiale “Materiale costruito ad imitazione del marmo. Ottenuto dalla mistura di gesso, allume, solfato di zinco, cloruro di calcio ed altre sostanze che lo rendono lavabile e ne aumentano la resistenza; il composto viene posto in forme e pressato, poi levigato e lucidato. Può essere ottenuto anche da lastre di cemento, di amianto o di lavagna poi lucidate e colorate. Impiegato soprattutto in lastre per il rivestimento di pareti.”
Marmorino “Tipo di intonaco lucido, impermeabile e biancastro; usato per paramenti interni ed esterni.”
Martellinatura Lavorazione, effettuata con la martellina, sulla superficie di conglomerati, asportando parti e mettendo in evidenza il pietrame del conglomerato. In genere lavorazione di superfici di materiali quali laterizi, pietre, rame, ottone, bronzo, ecc., per abbellimento.
Mascelle Pezzi di legno squadrati fissati su palancati inclinati usati come protezione anti scivolo.
Maschio “(anche mastio) Muro di sostegno, di spessore rilevante, con contrafforti a contatto con il terrapieno da sostenere; si dice soletta verticale di sostegno se il muro è in cemento armato. Nei castelli medievali e nelle rocche rinascimentali è la torre principale; esempio il Maschio Angioino.”
Massicciata “Strato di materiale lapideo che forma la sovrastruttura di una strada; v. macadam, ballast.”
Masonite Particolare tipo di cartone derivato dal legno, sottoposto ad alte pressioni. La M. viene usata per costruzioni leggere, ed è anche impiegata come isolante elettrico e acustico.
Mastio Vedi Maschio.
Mattone “Laterizio che è elemento tipico delle costruzioni in muratura, di strutture di solai e di coperture. Può essere pieno o forato, nel primo caso è un parallelepipedo pieno, le sue superfici si dicono: fascia o piatto quella maggiore; testa o punta quella minore; lista, costa o fianco quella di mezzo. Il M pieno può avere sulla fascia o piatto incavi di limitata profondità, oppure fori verticali passanti della superficie uguale o inferiore al 15% della fascia stessa. Esistono poi i M. semipieni, e si distinguono dai precedenti perché possono avere fori verticali passanti della superficie compresa fra il 15% e il 45% della fascia stessa. I M. forati, utilizzati per tramezzature e per la formazione di solai in laterocemento (vedi), sono di varie dimensioni e prendono nomi diversi: tavelle, tavelloni, pignatte, ecc., in tutti la foratura è disposta in senso orizzontale, e la malta non penetra nei fori i quali costituiscono principalmente un isolante termico; v. laterizio.”
Mattonella “Laterizio piatto di forma quadrata, rettangolare, esagonale, ottagonale, usato per pavimentazioni. La M. può essere ottenuta anche con altri materiali: cemento e graniglia oppure asfalto compresso per pavimentazioni stradali; v. marmetta e marmettone.”
Mazzetta Elemento verticale collocato fra gli stipiti e la battuta di porte o finestre, al quale è collegato il telaio dell’infisso, in genere lo spessore della M. è quello di una testa di mattone.
Mazzocchio Altro termine per indicare la modanatura di toro specie se usato nella base della colonna.
Meniano “Percorso anulare che divideva in settori la cavea del teatro e dell’anfiteatro romano. Nell’architettura romana è anche la sporgenza di un edificio simile ad una loggia o ad un balcone; elemento ripreso in molti palazzi romani del sec. 18° e 19°, utilizzato soprattutto come comodo punto di vista in occasioni di feste e cerimonie. Nell’architettura moderna è sinonimo di ballatoio pensile.”
Mensola Struttura di varie dimensioni e materiali, che si fissa ad un estremo lasciando che la restante parte sia in aggetto per sostenere altre strutture. Nella trabeazione degli ordini classici e in vari tipi di cornici e cornicioni, la M. sostiene, spesso non staticamente, la parte sporgente costituita dal gocciolatoio. La mensola di raccordamento si chiama la superficie, spesso a forma di grande voluta, che collega la parte centrale e più alta con le parti più basse della facciata di molte chiese rinascimentali, come in quella di S. Maria Novella a Firenze.
Mensolone Grande mensola che ha funzione prevalentemente costruttiva di sostegno per terrazzi, balconi, ecc.
Merlo Rialzo in muratura che guarnisce la sommità di taluni edifici, e specialmente di torri, castelli, ed altro. Oltre che coronamento delle mura, serviva soprattutto come riparo ai difensori. Nel Medioevo i M. si distinsero in guelfi e ghibellini.
Messa a terra Vedi Rete di terra.
Mezzanino Il piano di un edificio che si trova fra il piano terreno e il primo piano.
Mezzorilievo Tipo di bassorilievo (vedi).
MF Resine melamminiche.
Modanatura Membratura che dà rilievo alle cornici architettoniche, formata da un profilo geometrico che raggruppa in modo vario elementi rettilinei e curvilinei. Fra i tipi di M. più comuni sono: la fascia, il listello, il guscio o cavetto, l’ovolo o echino, la gola diritta o lesbia, la gola rovescia o dorica, la scozia, il toro o astragalo, il becco di civetta, il tondino, i dentelli, ecc.
Mòdulo “(anche mòdano) Misura numerica o figura geometrica che si assume come modello fondamentale (con i suoi multipli e sottomultipli) per determinare e proporzionare le misure di un insieme. Gli architetti del Rinascimento chiamarono M. l’unità di misura per il dimensionamento degli ordini classici; questa misura è il diametro all’imoscapo della colonna.”
Modulor Scala di misure armoniche, creata da Le Corbusier, basata sulla statura umana, che permette di “ordinare” il mondo delle forme, architettoniche o non architettoniche, e di istituire fra di esse un rapporto che può dirsi umano.
Monaco Elemento verticale e centrale della capriata palladiana, posto fra le testate dei due puntoni, e collegato, nella sua estremità inferiore, mediante staffa metallica, alla catena, ed in questo punto s’innestano i saettoni obliqui di rinforzo dei puntoni stessi.
Monocottura Prodotto smaltato ottenuto da materiali di partenza simili a quelli dei grès e del klinker.
Monta Distanza verticale dalla chiave fino alla lina d’imposta.
Montante Elemento, in genere metallico, ad andamento longitudinale e disposto, per lo più in verticale per sostegno e rinforzo di strutture. Ad esempio le aste verticali nelle strutture reticolari, l’elemento verticale che sostiene un serramanto esterno, ecc.
Moquette Specie di tappeto di lana o di fibra sintetica che si fissa al pavimento che ne è interamente ricoperto. Il “rovescio” della M., per facilitare l’opera di incollaggio a pavimento, viene, spesso, impregnato con lattice di gomma. È prodotta in rotoli di altezza da 0,7 a 5 m e di lunghezza fino a 35 m, oppure in quadrotti di varie dimensioni.
Morsa “(anche ammorsatura) Nella costruzione di muratura in pietra o mattoni che deve essere temporaneamente interrotta, o si deve realizzare un paramento trasversale a quello costruito; si lasciano i conci con addentellature cioè alternativamente sporgenti e rientranti, in modo che il nuovo tratto possa legarsi a quello già eseguito; è questo un tipo di attacco che serve a dare una migliore continuità diminuendo il pericolo delle incrinature, che si possono formare lungo l’unione per l’assestamento della nuova costruzione; v. addentellato.”
Mostra La cornice che inquadra nella parte esterna ed interna il vano di una porta o di una finestra.
Murale “Travicello in legno, per lo più a sezione quadrata (circa cm 8 x 8), impiegato nell’orditura secondaria dei tetti a falde; si chiama mezzo murale il tavicello a sezione rettangolare di, circa, cm 8 x 4.”
Muratura È la struttura composta da elementi (mattoni, pietre, ecc.) disposti in maniera da formare una superficie compatta. La M. può essere:

– M. di pietra da taglio, costruita con blocchi di pietra, in genere parallelepipedi rettangolari, che sono collegati fra loro con varie tecniche (incastri con perni di ferro o in pietra, addentellature, ecc.). Le pietre usate sono normalmente graniti e basalti, calcari e arenarie compatte. Questo tipo di M. è impiegato quando l’edificio richieda particolare importanza architettonica.

– M. di pietrame, le pietre utilizzate sono irregolari e di modesto taglio, la loro dimensione maggiore è disposta perpendicolare alla faccia esterna del muro, non sono utilizzate pietre argillose, gessose e gelive.

“- M. a sacco, struttura impiegata per fondazioni continue; i blocchi di pietra (calcare, tufo calcare, ecc.) sono di grande pezzatura e non sono squadrati, vengono gettati nello scavo e completamente avvolti dalla malta di allettamento (calcestruzzo idraulico o cementizio, molto fluido).”

– M. a secco, costruita con blocchi di pietre irregolari connessi senza interposizione di malta, gli interstizi sono chiusi dall’innesto di piccoli frammenti di pietra. Per assicurare un corretto comportamento statico, è necessaria una buona esecuzione, e, a parità di forze agenti, un maggiore spessore rispetto alle M. con malta e pietre tradizionali.

“- M. a cassa vuota, composta da due paramanti paralleli e vicini (circa 5 cm) di mattoni (pieni quelli verso l’esterno, forati o pieni quelli interni) e collegati fra loro da mattoni pieni disposti ortogonali alla parete, ogni 3 o 4 teste; la camera d’aria che si viene a formare fra una parete e l’altra assicura l’isolamento termico e acustico. Tipologia impiegata soprattutto per tamponatura negli edifici con struttura “a gabbia”.”

– M. armata, costruita con mattoni e con tecniche tradizionali, l’armatura può trovarsi: o nell’intercapedine in calcestruzzo fra i due paramenti, o diffusa e passante in appositi fori dei mattoni, o concentrata in particolari punti in blocchi di calcestruzzo.

– M. di pietrame listato, è una M. mista, composta da pietrame e mattoni, questi ultimi, disposti secondo le tecniche tradizionali, sono impiegati in particolari punti (spigoli, stipiti di vani, archi, piattabande, ecc.), e in corsi orizzontali semplici o doppi distanziati in altezza di 80 – 100 cm, la restante parte del paramento è costruita con pietrame.

Muro di mattoni “Muratura largamente impiegata, i mattoni possono essere pieni e forati. Se viene costruito senza il completamento superficiale dell’intonaco, si chiama M. a cortina. Per lo spessore, il M. di mattoni si dice: in foglio o accoltellato quando il mattone posa sul piano col suo spessore; di una testa o soprammattone, quando ha lo spessore della larghezza di un mattone; di due teste se ha per spessore una lunghezza di mattone, pari a due larghezze; di tre teste se ha lo spessore di una larghezza e mezza pari a tre larghezze e così via.”
Quadratura “Tecnica per la pittura murale a prospettive, nella decorazione di pareti, volte, cupole, ecc. usata in epoca classica, rinascimentale, ma soprattutto barocca; ricordando il quadraturista bolognese G. Curti il Dentone. L’applicazione illusionistica della prospettiva è presente anche nelle opere di architettura e di pittura eseguite da Donato Bramante, ricordando il braccio del coro simulato, attraverso una finta volta a botte cassettonata realizzata in stucco, nella chiesa di Santa Maria presso S. Satiro a Milano.”
Quadrìfora Finestra divisa in quattro luci da tre regoli, o pilastri, o colonnine.
Quadrilobo (anche quadrifilo) Elemento architettonico caratteristico dell’arte gotica, è un motivo ornamentale, spesso un’apertura, diviso in quattro lobi disposti in croce. Se il Q. è inscritto in un cerchio, è chiamato quadrilobato.
Quadriportico Portico con quattro archi e quattro fronti. Più spesso s’intende con tale termine il portico del cortile quadrilatero che precede la basilica paleocristiana o romanica, e talora il cortile stesso.
Quarzo Minerale molto diffuso e usato. È anidride silicica trigonale, in forma di cristalli. Si distinguono numerose varietà in base al colore: Q. ametista, Q. citrino, Q. latteo, ecc. Il Q. è uno dei componenti essenziali di molte rocce eruttive, meta- morfiche e sedimentarie. Si dicono pitture al quarzo plastico quelle pigmentate con Q. macinato, hanno il pregio di far evaporare l’eventuale umidità della muratura su cui sono applicate, attraverso la microporosità che si crea sulla pellicola essiccata.
Quota Misura reale dell’oggetto edilizio rappresentato nel disegno, sia esso rappresenta- to in pianta, sia in sezione, sia in prospetto. L’insieme delle misure che corredano un disegno è chiamato quotatura. Le norme per il disegno tecnico, tenendo conto del tipo di oggetto da rappresentate, suggeriscono il numero, la posizione ed il sistema di quote da usare.
Radiatore “È l’elemento che cede calore all’ambiene da riscaldare; è costituito da elementi cavi in ghisa, lamiera d’acciaio o alluminio entro cui scorre acqua calda (termo- sifone). Nei sistemi a riscaldamento elettrico il R. è invece costituito da un apparecchio nel quale una resistenza è riscaldata dal passaggio della corrente.”
Rampa Piano inclinato che permette di superare un dislivello. Anche successione di un certo numero di gradini compresa fra due ripiani o pianerottoli.
Rampante Vedi Arco.
Rastremazione “Diminuzione progressiva del diametro del fusto di una colonna, con misura maggiore all’imoscapo e minore al sommoscapo, oppure a partire da un terzo dell’altezza; v. entasi. Il termine è più genericamente impiegato per indicare la riduzione progressiva delle dimensioni della sezione di un elemento costruttivo ad andamento verticale (piedritti, pilastri, muri), se tale riduzione avviene mediante cambiamenti bruschi della sezione, è detta risega.”
Ratta Estremità rastremata di una colonna. La R. superiore è detta sommoscapo, la R. inferiore è detta imoscapo.
Refrattario “Si dice di materiale che resiste alle alte temperature senza fondere, né deformar- si, né screpolarsi. Uno dei più importanti prodotti di partenza per la fabbricazione di materiali R. è il caolino. Le qualità dei R. dipendono dalla natura del materiale, dalla composizione chimica, dalla specie e dal tenore delle impurità, e dalle aggiunte necessarie per formare l’impasto. I materiali R. si suddividono in R. acidi come l’argilla; R. basici, come la dolomite e la magnesia; e R. neutri come la cromite. Con tali materiali si fabbricano generalmente mattoni pieni e semipieni, che presentano superfici liscie e spigoli vivi, e debbono essere posti in opera interi, confezionando pezzi speciali per raccordi, angoli, ecc., in genere, si fa a meno di cementanti, qualora occorressero si adoperano malte refrattarie; che sono della stessa natura dei R. che esse cementano. I mattoni sono impiegati per rivestimento di focolai di caldaie, anche di uso domestico, nei caminetti, nei cunicoli per l’uscita dei fumi caldi, nella schermatura di elementi strutturali in acciaio, ecc. (le caratteristiche di tali materiali sono stabilite dalla norma UNI 4678).”
Règgia “È il complesso degli edifici destinati all’abitazione del sovrano e della sua famiglia ed ai servizi relativi. Nella struttura compositiva della R. elemento di grande importanza è la realizzazione di giardini e cortili, che a seconda delle epoche e dei luoghi assumono varie tipologie, ma sempre accomunate dal carattere scenografico e spettacolare; dalle R. dell’antichità, a quelle dei popoli islamici o dell’Estremo Oriente, a quelle europee sia rinasimentali, sia, e soprattutto, barocche. “
Regola d’arte (a) Si dice dell’esecuzione di un lavoro edilizio secondo le buone usanze comunemente acquistate. In realtà tale espressione non è basata su regolamenta- zioni ufficiali, e per questo è spesso causa di equivoci.
Regolo (anche listello) Membratura a superficie piana che serve a separare elementi architettonici, ad esempio sono R. i tre anelli che cingono la sommità del fusto della colonna dorica.
REI “Sigla che indica la stabilità R, la tenuta E, l’isolamento termico I; requisiti che deve avere l’elemento costruttivo per resistere al fuoco, secondo un programma termico prestabilito e per tempo determinato; v. porta antincendio.”
Remenato Tipo di arco formato da un quarto di circonferenza.
Rena (anche arena) Termine che indica la sabbia, usata per la preparazione di malte.
Reni “Le parti dell’arco comprese fra l’estradosso dell’arco, la linea di continuazione del piedritto e la tangente al colmo della curva; analogamente in ponti ad arco.”
Resilienza “Indice di resistenza dei materiali; resistenza a rottura dinamica di un materiale ricavata con una prova d’urto. L’opposto del valore di R. è l’indice di fragilità. La R. si misura in kgm/cmq; v. durezza.”
Resine “Prodotti di natura plastica e viscosa di origine naturale (sia vegetale, sia animale) o sintetica, con cui si fabbricano vernici, materiali isolanti, ecc. si distinguono in R. naturali e R. artificiali: le prime vengono prodotte naturalmente dalla secrezione di piante, sono sostanze trasparenti, insolubili in acqua, solubili nei solventi organici; si usano per la fabbricazione di materiali isolanti, di vernici, di saponi, ecc. L’unica R. di origine animale è costituita dalla gomma lacca, impiegata per la lucidatura di mobili, ma anche per la preparazione di vernici da levigatura, ecc. Le R. artificiali sono i prodotti macromolecolari ottenuti per polimerizzazione, o per policondensazione, o presenti in natura come tali e resi plastici attraverso opportuni trattamenti chimici, ad esempio il polistirolo, il polietilene, il polivinile, i fenoplastici, i poliesteri, poliammidi, ecc. Inoltre si dicono R. termoindurenti quelle sintetiche che polimerizzano per effetto del calore, ed una volta ultimato il processo divengono rigide, e si mantengono tali sia a freddo, sia a successivi riscaldamenti. Le R. termoplastiche sono quelle che rammolliscono per effetto del calore e sono lavorabili in queste condizioni, a fine processo ridiventano rigide, ma possono di nuovo rammollire se esposte nuovamente al calore; v. polimero, polietilene.”
Resistenza al fuoco Vedi REI.
Restauro “In generale qualsiasi intervento volto a rimettere in efficienza un prodotto dell’attività umana. Si avrà dunque un R. relativo a manufatti industriali e un R. relativo all’opera d’arte. Il R. “primario” è quello che riguarda l’opera d’arte, e costituisce l’insieme delle tecniche e teorie che hanno lo scopo di conservare e parzialmente reintegrare la visione e il godimento dell’opera d’arte, senza commettere un falzo artistico o un falzo storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell’opera d’arte nel tempo; sulla necessità di questo comportamento si basano tre principi fondamentali: l’integrazione deve essere sempre riconoscibile (invisibile alla distanza a cui l’opera d’arte deve essere guardata, ma subito riconoscibile ad una visione ravvicinata); la materia che costituisce l’aspetto dell’opera d’arte è insostituibile, non però la sua struttura; ogni intervento di R. non deve rendere impossibili, anzi deve poter facilitare gli eventuali interventi futuri.”
Rete di terra Utilizzata per convogliare e disperdere a terra quelle scariche elettriche e correnti,che possono essere causate da numerose fonti (masse metalliche presenti nell’edificio), non previste e quindi non controllabili provenienti dall’impianto di distribuzione elettrica di un edificio.
Reticolare “Tipo di struttura composta da aste, travi ad asse rettilineo, fra loro collegate in corrispondenza dei nodi, a formare un traliccio a maglie per lo più triangolari. Le capriate, le travi, e archi reticolari fanno parte dei sistemi R. piani. Le volte reticolari fanno parte dei sistemi R. spaziali. Dal lato costruttivo le travi R., ad esempio, sono formate, come accennato, da un insieme di aste sollecitate prevalentemente da sforzi assiali; le aste che limitano la trave superiormente ed inferiormente si dicono briglie, le altre invece: aste di parete; di queste quelle verticali sono dette montanti, e quelle inclinate diagonali. I punti ove concorrono e si collegano, più o meno rigidamente, due o più aste si dicono nodi. L’altezza delle travi supera raramente 1,20 m, quelle al di sotto dei 70 cm sono dette travi basse e le altre normali; v. Howe, Pratt, Vierendeel, Warren.”
Retrobecco Sperone sporgente, in muratura o in altra struttura, della pila di un ponte, che ha lo scopo di regolarizzare il moto delle acque per ridurre la formazione di vortici alla base della pila. E’ collocato in posizione opposta all’antibecco (vedi) ed è spesso sagomato come questo.
Ridotto Luogo di riunione di più persone, spesso è così chiamato il foyer dei teatri.
Riflumento “Deformazione del suolo, causata da spostamenti sotterranei di terra; derivati dall’azione del carico delle fondazioni dell’edificio.”
Rinfianco Negli archi da ponti a struttura in muratura il R. è il sostegno, costruito in muratura di mattoni e spesso alleggerita con l’adozione di voltine, della massicciata stradale e viene appoggiato sull’estradosso dell’arco.
Ringhiera Parapetto leggero, di metallo, di legno, ecc. che ripara un balcone, una terrazza, una scala, un ballatoio. Numerosi sono gli esempi di R. in ferro battuto, talora adorne di parti di bronzo od ottone e con gran varietà di disegni. Oggi, con l’utilizzo di nuovi materiali metallici o non e, soprattutto del vetro, esistono R. con forme originali e talvolta bizzarre.
Rinzaffo (raro rabbocco) Primo strato dell’intonaco (vedi) necessario per regolarizzare la superficie rustica del paramento. È costituito da malta di calce o di cemento.
Riporto (anche rinterro, terrapieno) L’aggiunta di terra con lo scopo di colmare una depressione sull’andamento altimetrico naturale del terreno, o per formare un rilevato stradale, un argine, una diga, ecc.
Risarcitura Ripristino di un elemento architettonico costruttivo, decoratico, ecc.
Risega “Riduzione brusca della dimensione di un elemento architettonico o strutturale, in genere s’intende la R. di una struttura muraria; v. addentellato.”
Ritiro “Durante il fenomeno di presa del calcestruzzo e quindi d’indurimento, si presenta anche il fenomeno di contrazione, detto appunto R., la cui entità tende asintoticamente nel tempo a un valore finale. Il R. aumenta all’aumentare della dosatura di cemento e del rapporto acqua/cemento, mentre diminuisce sensibil- mente all’aumentare del grado di umidità. Il problema che può presentarsi durante tale fase è una diversa contrazione delle superfici esterne rispetto a quelle interne; ciò provoca, nel conglomerato, stati di coazione e conseguenti fessurazioni. Invece il R. del legno significa la riduzione della sua dimensione causata dalla diminuzione dell’umidità contenuta. Nelle costruzioni in muratura portante, per R. s’intende la diminuzione dello spessore del muro da un piano all’altro.”
Rocchio Blocco di pietra cilindrico che costituisce una porzione del fusto della colonna.
Rosa “Grande finestra circolare riccamente decorata; v. rosone.”
Rosone “Motivo ornamentale, di forma circolare, generalmente composto da assi radiali riccamente e variamente decorati, i cui disegni raffigurano elementi, stilizzati, della flora. In uso nell’antica architettura orientale, egiziana, greca, e ripreso in epoca rinascimentale; il R. decorava le volte cassettonate, i lacunari dei soffitti, ecc. Dal R. classico deriva il R. caratteristico dell’architettura medievale; aumenta notevolmente il suo diametro, assume la funzione di grande finestra circolare; costituisce, spesso, l’elemento architettonico più importante delle facciate di chiese. E’ suddiviso interamente da una intelaiatura marmorea radiale, formata da colonnine, raccordate da archetti, dona all’ambiente interno della chiesa un’incantevole e affascinante illuminazione. Di carattere più sobrio e regolare il R. romanico, mentre diventa riccamente e variamente decorato di sculture e rilievi, raggiungendo diametri variabili fra i 9 e i 13 m (Notre-Dame di Parigi) il R. gotico.”
Rosta La tipica inferriata arcuata a forma di ventaglio posta, generalmente, sopra l’imposta di una porta o finestra.
Rùdere (raro rùdero) Resto di un manufatto dell’attività umana (edificio, statua, ecc.), più spesso usato al plurale per indicare gli avanzi di edifici antichi. Nella teoria del restauro il R. assume una fondamentale importanza, non tanto per la sua consistenza attuale, ma per il suo passato, perché è testimonianza dell’opera umana nella storia, e, per ciò, è necessaria una sua conservazione per il futuro.
Rustico Edificio in cui il paramento murario e le aperture sono decorati a bugne. La definizione al rustico significa, invece, le dimensioni di un elemento edilizio escluse le opere di finitura (intonaco, rivestimento, ecc.).
Sabbiatura “Tecnica di pulitura di superfici murarie, o di pezzi metallici, o per la finitura di questi; l’operazione avviene mediante il getto ad aria compressa di sabbia silicea o di graniglia metallica contro l’elemento da ripulire, o rifinire.”
Saetta Pezzo di legno a sezione quadrata, che rinforza il puntone della capriata, ed è appoggiato sul monaco.
Saettone Trave di legno che, nella capriata semplice, dalla metà del puntone va all’estremità inferiore del monaco, e serve ad aumentare la capacità portante del puntone.
Sagrestia Ambiente annesso alla chiesa per custodirvi i paramenti sacri.
Sandwich (pannello) Vedi Pannello Sandwich.
SBR Elastomero termoplastico stirenebutadiene.
Sbraccio Distanza, misurata sia in altezza sia in lunghezza, alla quale un operaio puo gettare la terra di uno scavo durante il trasporto di terre escavate. La misura in altezza non può superare 2,00 m.
Scagliola Tipo di stucco formato da gesso cristallino mescolato con gesso cotto, al quale si aggiungono, talvolta, o una soluzione di colla forte, o materie coloranti per imitare le pietre venate.
Scala Costruzione che serve per superare forti dislivelli. I vari tipi di scala sono:

– S. a rampa diritta, è quella con la rampa che segue una linea retta.

– S. a forbice o a tenaglia, è il tipo di s. a doppie rampe rettilinee disposte simmetricamente ai lati di una rampa centrale alla quale fanno seguito.

– S. a chiocciola, o a spirale, o elicoidale, si svolge su pianta circolare, più raramente ovale o poligonale, in una rampa pressochè continua a spirale.

– S. alla marinara, è molto ripida, in cui i gradini, con pedata minima, sono sfalzati solo leggermente l’uno rispetto agli altri. Nelle scale verticali, lo sfalzamento è nullo.

– S. mobile, è costituita da una serie di gradini fissati a catene continue, rotanti su un doppio binario.

Scalèa Scala monumentale, per lo più costruita all’aperto.
Scalinata Scala molto ampia con gradini molto larghi.
Scalino “(anche gradino) Elemento che fa parte della scala, sul quale si poggia il piede per salire o scendere; v. pedata.”
Scalone Scala monumentale, costruita all’interno di un edificio, in genere destinata all’accesso ai piani di rappresentanza.
Scanalatura “Incavo di piccola profondità e larghezza, eseguito su un oggetto di pietra, legno e metallo, come ornamento o per motivi funzionali. La S. è uno degli elementi caratteristici della colonna degli ordini classici; nella colonna dorica ci sono da 16 a 20 S. separate l’una dall’altra da spigoli acuti; negli altri ordini il numero di scanalature è 24 e sono dette a pianuzzo, perché fra l’una e l’altra S. c’è un listello verticale.”
Scandola Assicella di vario materiale (legno, asfalto, ardesia, cemento, ecc.) e di varie dimensioni utilizzata per rivestimento dei tetti, soprattutto per quelli molto inclinati.
Scapo “Fusto di una colonna; imoscapo è la parte inferiore della colonna, sommoscapo è la parte superiore della colonna.”
Scarificazione Operazione che si compie, mediante macchine meccaniche (scarificatori), per demolire una massicciata stradale, o per rimuovere terreni particolarmente tenaci, fino a circa 30 cm di profondità.
Scarpata (anche scarpa) Muro o terreno che ha la superficie esterna inclinata rispetto alla verticale (argine, basamento di un edificio, ecc.).
Scavo “Qualunque sottrazione di terra per realizzare le fondazioni di un edificio o altra struttura. Le opere di S. si distinguono in S. subacquei; v. cassone, e S. a cielo aperto, quest’ultimi si suddividono in S. a sezione ristretta, e S. di sbancamento. I primi hanno sezione ristretta, possono essere continui, di larghezza fra 0,8 e 2,0 m e profondità fra i 4 e 5 m, e sono detti a trincea; mentre a pozzisono quelli con profondità che può superare anche 25 m, e le altre due dimensioni sono notevolmente più piccole. Gli S. di sbancamento o splateamenti sono quelli in cui la superficie orizzontale è preponderante rispetto alla profondità dello scavo, in genere si ricorre a questi per le fondazioni a platea (vedi). I mezzi utilizzati per le opere di S. possono essere: manuali, ad es. pala, zappa, piccone, secondo la natura del terreno e del volume di terra da scavare; meccanici, ad es. per mezzo di mine esplosive, e per mezzo di macchine escavatrici.”
Scena “Parete di sfondo nei teatri antichi; aveva tre porte, da quella centrale “usciva” l’attore principale, da quelle laterali, gli attori secondari.”
Scialbatura Tinteggiatura di pareti a colore unito, tenue e slavato.
Scossalina Elemento metallico, in lamiera sottile, utilizzato per evitare infiltrazioni d’acqua o d’umidità fra pezzi di vario genere accostati fra loro, o per formare una sorta di gocciolatoio, o ancora come terminale architettonico.
Scozia Modanatura dalla sezione a forma di curva concava, spesso eccedente il semicerchio, con la parte della curva più lunga in basso.
Selce “Roccia sedimentaria, dura, di colore scuro. Il termine viene spesso usato al mashile e plurale, i selci, per indicare blocchetti di roccia a sezione rettangolare, grossola- namente sbozzati; impiegati per pavimentazioni stradali.”
Selciato “Tipo di pavimentazione usato per strade, piazze, cortili e sotterranei, costituito da selci, o ciottoli, o lastre di pietra; v. acciottolato, lastricato.”
Serraglia “Sinonimo di chiave dell’arco o della volta; spesso è decorata, assumendo forma di mensola che sorregge figure umane, protomi, ecc., come negli archi di trionfo; o come nelle volte gotiche, che prende la forma di medaglioni, rosoni, stemmi, riccamente decorati.”
Serraglio Esattamente significa la residenza dei sovrani e potentati del mondo islamico, costituita da un complesso di cortili, giardini, e di edifici destinati ad usi diversi. In genere, però, s’intende con tale termine l’harem, ossia la parte della casa musulmana riservata alle donne ed ai bambini, dove è vietato l’ingresso agli estranei.
Serramento “Struttura, di vario genere, che serve a chiudere i vani di porte o finestre; possono essere S. esterni o interni, mobili o fissi, trasparenti ed opachi. I S. esterni sono quelli che hanno la funzione di oscurare l’ambiente in cui essi si trovano (persiana, porta che chiude verso l’esterno dell’edificio, ecc.), quelli interni sono, in genere, tutti i tipi che, comunemente, somo chiamati finestra (vedi), e sono composti da una parte, il telaio, ancorato al muro e perimetra il vano del S., e da una parte mobile che consente, mediante apertura, il libero passaggio dell’aria, oppure fissa.”
Sesto Indica le varie forme che può assumere un arco (vedi), come ad es.: a tutto S., S. acuto, S. ribassato, S. rialzato, S. rampante, ecc.
Sezione aurea Di un segmento AB, la S. aurea è quella sua parte AX che è media proporzionale fra l’intero segmento e la rimanente parte XB, tale che valga la proporzione AB:AX=AX:XB.
Sfrido Materiale residuo che deriva da una qualsiasi lavorazione, lo S. è anche il calo subìto da una merce durante la lavorazione o il trasporto.
Sheds “Tipo di copertura; v. tetto.”
Shoji “È la tipica parete scorrevole della casa giapponese; costituita da due o quattro pannelli contigui che scorrono l’uno sull’altro, fino a sovrapporsi completamente, mediante binari posti in alto e in basso.”
Shunt Tipo di canna fumaria, utilizzata negli edifici multipiani, che può servire più focolai disposti su una medesima verticale, consiste in una canna principale collettrice continua, sulla quale s’innestano ai diversi piani i tubi delle varie cappe.
SI “Sistema Internazionale di unità di misura adottato internazionalmente nel 1960. Le unità di misura principali sono: metro per la lunghezza; bes per la massa; secondo per il tempo; ampere per l’intensità di corrente elettrica; grado Kelvin per la temperatura; candela per l’intensità luminosa.”
Sienite Roccia eruttiva intrusiva, priva o poverissima di quarzo, i componenti accessori più comuni sono invece: zircone, apatite, ossido di ferro, titanite. Di colore bruno biancastro a struttura granulare. Ha grande resistenza agli urti, alle abrasioni e agli agenti atmosferici, trova, quindi, largo impiego per pavimentazioni stradali, ma anche come rivestimento e per ornamento.
Siliconi “Sono polimeri, si possono ottenere prodotti solidi o liquidi più o meno viscosi: quelli solidi hanno buona stabilità termica, inerzia chimica, repellenza all’acqua, resistenza agli agenti atmosferici, ecc., sono impiegati come resine da stampaggio, per fabbricare laminati, ecc.; quelli liquidi sono incolori, insolubili nell’acqua, non tossici, con buona resistenza al calore (da –50 a 250 °C) ed agli agenti chimici, ecc., sono impiegati come sigillanti, adesivi, lubrificanti per stampi, ecc.”
Sima Vedi Geison.
Sìstilo Intercolunnio (vedi) di due diametri.
Smerigliatura Operazione di finitura superficiale: lucidatura, pulitura, ecc., ottenuta con lo smeriglio (vedi).
Smeriglio Minerale, varietà bruna di corindone. E’ usato, ridotto in polvere, come abrasivo.
Soffitta (anche sottotetto) Ambiente collocato direttamente sotto la copertura, e sopra l’ultimo piano, in genere non è abitabile e la sua funzione è, spesso, quella di deposito.
Soffitto “La superficie “che si vede dal basso” e che delimita superiormente qualsiasi ambiente coperto. Il S. può essere la faccia inferiore di un solaio, oppure la struttura leggera ancorata al solaio e che spesso con esso forma un’intercapedine, per isolamento termico e acustico; tale struttura è detta controsoffitto (vedi); v. camera a canna, cassettoni.”
Soglia Parte inferiore di una porta o di altri vani d’ingresso, è orizzontale, generalmente in marmo o pietra, con leggera inclinazione verso l’esterno e dotata di “rompi goccia”.
Solaio “Struttura piana orizzontale che separa due piani di un edificio. Le tecniche utilizzate per la sua relizzazione sono molte: travi principali in legno appoggiate sui muri portanti, e sostenenti una seconda orditura di travicelli in legno sui quali si poggia un assito pure in legno; travi principali in ferro profilato sulle quali poggiano lamiere metalliche; strutture miste (ferro e laterizi); e strutture in calcestruzzo armato costituite dalle nervature, che possono paragonarsi alle travi principali dei S. in ferro, e la soletta (vedi) che costituisce la parte piana del S.; v. laterocemento.”
Soletta “Elemento strutturale in calcestruzzo semplice o armato, in forma di lastra, impiegata soprattutto per solai e strutture a sbalzo, ma anche per pareti verticali. Si dice S. alleggerita, quella realizzata in cemento armato e laterizi forati o simili; S. nervata, quella orizzontale in cemento armato con costole parallele sporgenti verso il basso, o incrociate. Solettone è una soletta di notevole spessore in calcestruzzo per lo più armato.”
Sommoscapo “Diametro superiore del fusto di una colonna; v. scapo.”
Soppalco Ambiente di norma non abitabile, per lo più di limitata altezza, ricavato fra due solai e destinato a ripostiglio.
Sordino Arco di scarico costruito sopra la piattabanda, con lo scopo di alleggerire il carico gravante su di essa.
Sospesa Vedi Copertura sospesa.
Sossello Il tipico sedile in marmo o pietra che corre lungo le facciate di alcuni palazzi rinascimentali.
Sostacchina Vedi Abetella.
Sottogola Gola sotto i dentelli nella cornice classica.
Sottogrado Il rivestimento in pietra o altro dell’alzata del gradino.
Sottoponte Nei ponteggi è il tavolato di sicurezza allo scopo di fermare la caduta occasionale dei materiali, il S. non deve superare la distanza di m 2,5 sotto il ponte sovrastante.
Sottopuntone Nelle capriate il S. è analogo al contraffisso, ha lo scopo di ridurre la luce libera d’inflessione di un puntone del corrente superiore.
Spalla “Ciascuno degli elementi verticali costituiti dallo spessore del muro nella parte in cui sono aperti dei vani; servono d’appoggio all’architrave, o arco, o piattabanda.”
Spalletta “Ciascuno degli elementi verticali tagliati obliquamente al vano; servono a reggere gli infissi. La S. è anche il parapetto in muratura di ponti, e lungo le rive dei fiumi.”
Spalto Nelle cinte fortificate era il ballatoio che correva lungo la cima, e serviva per proteggere i difensori che stavano su di esso. Tale termine è oggi usato al plurale, gli spalti, e indica l’insieme delle gradinate di uno stadio.
Spaziale (struttura) Struttura reticolare in cui le travature parallele sono collegate a travature trasversali anch’esse rigide come quelle principali, impiegata per la copertura di vasti ambienti. Tali strutture sono classificate secondo l’elemento base utilizzato: il triangolo, il rettangolo, ecc.
Speco “Piccolo tempio egiziano scavato nelle montagne. Negli antichi acquedotti, era il canale dove scorreva l’acqua; era scavato nel terreno o costruito in muratura.”
Spècola L’edificio destinato a sede di un osservatorio astronomico.
Sperone Vedi Contrafforte.
Sperone Termine locale (usato nel Lazio) che indica una roccia di colore giallo-bruno e di aspetto tufaceo.
Spiccato (piano di) “Superficie orizzontale che indica la base delle strutture di elevazione di un edificio; anche il piano su cui si appoggiano i muri portanti di un edificio, sulle sottostanti fondazioni; anche il piano di appoggio delle fondazioni sul sottostante terreno.”
Spicchio “(anche unghia) Porzione di una volta compresa fra due spigoli o due nervature sporgenti (costoloni); ad esempio una volta a crociera che ha più di quattro spigoli, o le cupole a S. che sono suddivise in una serie di S. raggianti.”
Spina (muro di ) “Muro disposto secondo l’asse longitudinale all’interno di un organismo architettonico. Tale significato deriva dalla S. degli antichi circhi, cioè: l’insieme degli elementi architettonici, disposti lungo una linea retta e che congiungevano le due mete; v. circo.”
Sporto Antico termine che indica un aggetto di parti architettoniche di un edificio.
Sprinkler “Valvola terminale automatica delle tubazioni per la distribuzione dell’acqua; ha lo scopo di estinguere incendi. In genere s’intende l’intero impianto; v. impianto antincendio.”
Stadia (anche mira) Asta verticale graduata usata per la lettura diretta delle quote.
Staffa “Elemento di varia forma e dimensione che ha la funzione di collegare o tenere unite le parti di una struttura, ad es. il legamento di ferro che tiene unito il monaco alla catena della capriata. Nel calcestruzzo armato le S. sono tondini di ferro di piccolo diametro che uniscono i ferri principali dell’armatura. Nei pilastri hanno la funzione di contenere il calcestruzzo e di tenere fermi i ferri verticali; sono, infatti, piegate intorno a questi, in posizione orizzontale od a spirale. Nelle travi inflesse (di calcestruzzo armato) servono a resistere, in parte, agli sforzi di taglio e, se si verificano, alle sollecitazioni di torsione.”
Stagionatura “Processo comune a diverse tecnologie, con lo scopo di far assumere al prodotto stabilità maggiori, conservandolo in particolari condizioni ambientali per un determinato periodo di tempo. Tale operazione può avvenire in condizioni naturali, oppure, per ridurre i tempi, si può ricorrere alla S. artificiale. Ad esempio il legname, dopo l’abbattimento, deve acquistare caratteristiche di umidità idonee per l’uso cui è destinato, per evitare deformazioni e ritiri quando sarà utilizzato. Ciò accade durante la S., che può avvenire naturalmente (all’aperto o in capannoni ventilati) oppure artificialmente in appositi forni; (da non confondere con l’essiccamento, che è un processo essenzialmente fisico).”
Stauss Tipo di graticcio, ricoperto da uno strato di malta fina di calce o di cemento o di gesso, per la realizzazione di controsoffitti fissi, composto da una maglia in fili di ferro (1 mm di diametro) che formano quadrati di 20 mm di lato, con l’inserimento negl’incroci di piccoli elementi in cotto sfaccettati, la maglia è tenuta da un’armatura principale e secondaria in legno.
Stilata Serie di colonne o pilastri.
Stillicidio Lo spazio attorno ad un edificio sul quale cade l’acqua piovana proveniente da un tetto, da una gronda, ecc.
Stipite Ciascuno dei due elementi verticali della porta o della finestra sul quale poggia l’architrave,o l’arco, o la piattabanda.
Stoà Termine greco che indica il portico (vedi).
Stocco Elemento di legno squadrato impiegato nei ponteggi provvisori degli edifici in costruzione, è posto perpendicolare all’edificio ed è ancorato alla filagna, l’elemento ortogonale ad esso. L’impalcato poggia direttamente sugli stocchi.
Strallo Struttura di irrigidimento, in cavi d’acciaio, usata per evitare il pericolo d’inflessione laterale di elementi costruttivi come: i pali, le antenne, ecc. I ponti strallati sono quelli sospesi, dove le oscillazioni e le sollecitazioni (torsione) della struttura sono ostacolate da appositi stralli.
Strombatura “Svasatura che si pratica allo stipite di una finestra; serve per facilitare l’apertura dell’infisso e per migliorare l’illuminazione nell’interno. La S. era caratteristica nei portali degli edifici romanici e soprattutto di quelli gotici.”
Struttura spaziale Vedi Spaziale.
Stucco “Malta composta da gesso con una soluzione di colla animale e piccole quantità di solfato di zinco, può essere colorata; è impiegata per la preparazione di superfici (soffitti, pareti) prima della lucidatura, e per eseguire motivi decorativi in rilievo (cornici). Lo S. lustro è l’impasto a base di calce grassa e polvere di marmo, impiegato per rivestimenti di membrature architettoniche dall’apparenza del marmo. Lo S. veneziano è l’intonaco colorato in pasta; si ottiene una superficie lucida e impermeabile, è utilizzato sia per esterni sia per interni.”
Sughero “È parte della corteccia di diverse specie legnose, letteralmente è solo la quercia da sughero. Viene impiegato, principalmente, per la fabbricazione dei turaccioli, è anche usato come materiale isolante e galleggiante, e per la realizzazione di linoleum e degli agglomerati, ottenuti dalla macinazione del S. ed agglomerato con opportuni collanti, poi essiccato in forno; hanno ottime caratteristiche d’isolamen- to acustico e termico e di conservazione nel tempo.”
Warren (trave) Trave reticolare in acciaio, l’elemento base della maglia è il triangolo, con lati di simili misure ed angoli compresi fra 45° e 60°.
Xesturgia Termine raro che indica il processo di pulitura delle pietre.
Xystòs (anche xisto o sisto) Pista, talvolta coperta, dove si esrcitavano gli antichi atleti greci, in genere, s’intende l’intero complesso degli edifici del ginnasio, comprendenti la palestra.
Zanca Ciascuno degli elementi metallici utilizzati per ancorare il telaio principale del serramento alla muratura e al controtelaio (vedi).
Zincatura Processo di rivestimento, con uno strato di zinco, oggetti di ferro, per salvarli dalla ruggine. Viene effettuato con bagno elettrolitico o a caldo, in zinco fuso. Lo spessore del rivestimento è di un certo numero di micrometri e si determina secondo la norma UNI 5741.
Zinco (Zn) “Elemento chimico metallico. Numero atomico 30. È un minerale di colore bianco azzurrino, fragile, fonde a 419,5 °C. Lo Z. metallico s’impiega per leghe (acciaio, ecc.) e come rivestimento protettivo di oggetti di ferro; lo Z. precede il ferro nella scala elettrochimica, e quindi fino a che tutto lo Z. non è attaccato non inizia la corrosione del ferro.”
Zòccolo “In genere qualsiasi tipo di basamento in pietra, in legno, o altro materiale. Ad esempio: lo Z. di una statua è la pietra su cui essa poggia; lo Z. di un edificio ha la funzione di basamento o di piedistallo; lo Z. di un piedistallo è la sua parte inferiore e sporgente; il battiscopa è lo Z. in legno o altro materiale che decora e protegge la parte inferiore degli ambienti interni degli edifici, ecc.”
Bachelite Resina sintetica, insolubile, infusibile. In forma liquida è adatta per vernici, in forma semisolida o solida è impiegata per laminati plastici e polveri da stampaggio. Essendo un buon isolante elettrico e termico trova largo impiego per apparecchi elettrici semplici come interruttori, isolatori, spine ecc.
Bacino E’ un tipo di volta.
Baggioli ” Specie di mensole per marmi o pietre, ma più spesso si intende una serie di muretti di mattoni pieni, di solito lo spessore è una testa, distanziati tra loro circa un metro, che collegano il terreno al piano di calpestio, realizzando una intercapedine aereata, e che, in genere, sostengono un impalcato sul quale è stata gettata una soletta in cemento armato; v. vespaio.”
Balastra Inerte con dimensioni dei pezzi da 35 a 100 mm.
Balaustra (anche balaustrata) Parapetto formato da una serie di colonnette, collegate in basso da un basamento continuo e in alto da un altro elemento continuo che serve da corrimano. La singola colonnetta si chiama balaustro o pilastrino. La balaustrata di una chiesa divide il presbiterio dalla navata.
Balcone Spazio calpestabile sporgente a sbalzo dalla facciata dell’edificio, è accessibile attraverso una o più porte-finestre e circondato da un parapetto in muratura, o da balaustra, o da ringhiera in ferro. Il ballatoio e la balconata sono termini che indicano un balcone dove la lunghezza è la dimensione prevalente, e consentono l’accesso a diversi ambienti.
Baldacchino Drappo sostenuto da un telaio che, ai lati, ricade con frange o tendaggi. E’ improprio, ma giustificato nei riguardi dell’altare della Confessione a S. Pietro in Vaticano, l’uso di chiamare B. il coronamento, in marmo o pietra, posto su edicole, nicchie o altari.
Ballast Massicciata del binario ferroviario. E’ costituita da un primo strato di pietrisco o di ghiaia di media e grossa pezzatura (da 5 a 10cm), su cui si posano le traverse, che poi si rincalzano e ricoprono con materiale di pezzatura minore (da 2 a 5cm), fino a lasciare libera la sola parte superiore delle rotaie.
Ballatoio Vedi Balcone.
Ballon Frame Sistema costruttivo in legno, diffuso nel Nord America fin dai primi dell’800, costituito da montanti e travetti di sezione ridotta (rispettivamente 2×4 e 2×8 pol-lici), connessi esclusivamente mediante chiodi, senza quindi incastri. L’altezza massima di un edificio così costruito non può superare i due piani, anche se le modifiche apportate nel corso del tempo permettono di superare questo limite.
Banchina I tratti delle rive dei porti o delle rade, costituiti da opere murarie o in cemento armato o palafitte e, a volte, completate da escavazioni del fondo. Nelle costruzioni in legno è la trave orizzontale che serve di appoggio ad elementi verticali che da essa dipartono (es. il punto in cui i puntoni di una capriata si congiungono alla catena).
Banchinaggio Armatura provvisoria, in genere per sostegno di opere a notevole sviluppo orizzontale, che può essere in legno o in acciaio. Sostacchine sono le travi in legno a sezione rettangolare di cm 13×16, oppure a sezione circolare, con diametro di cm 10 o più.
Banderuola Piccola bandiera metallica girevole intorno all’asta verticale, che si pone alla sommità dei tetti per indicare la direzione del vento.
Barbacane Qualsiasi struttura di rinforzo per costruzioni terrestri o navali (dalla scarpata di rinforzo ai piedi di un edificio, al puntello collocato obliquamente a sostegno di un muro). Anche feritoia lasciata nello spessore di un muro per permettere lo scolo delle acque.
Bardiglio ” Varietà di marmo di varie gradazioni; B. comune con tinta bluastra uniforme; B. turchino con tinta più carica; B. fiorito con venature in nero. “
Barra Profilato metallico ottenuto a caldo per laminazione, oppure a freddo per trafilatura, può avere sezione poligonale o tonda. Le barre ad aderenza migliorata costituiscono le armature delle strutture in calcestruzzo armato, la loro superficie è dotata di rilievi che favoriscono l’adesione del calcestruzzo.
Barriera al vapore Materiale con bassa permeabilità e quindi alta resistenza al passaggio del vapore, viene collocato nella parte interna (faccia calda) dell’isolante termico nelle pareti composte. Generalmente è costituita da carta Kraft con bitume oppure da un sottile foglio di alluminio o di polietilene.
Barriere architettoniche ” Impedimenti che rendono difficile o impossibile l’accesso ad edifici o a spazi all’aperto e l’utilizzo di servizi ed attrezzature pubbliche, da parte degli utenti portatori di handicap fisici (utilizzo della sedia a ruote, mancanza della vista, ecc.). L’inaccessibilità riguarda gradini, rampe troppo ripide, porte, vano ascensore, servizi igienici, parcheggi auto troppo stretti, pulsanti di comando nel vano ascensore, telefoni pubblici troppo alti per l’uso dalla sedia a ruote, semafori pedonali con segnali non avvertibili per i privi di vista, ecc. Le norme legislative sono tese al superamento delle B. A. negli edifici pubblici, privati aperti al pubblico e nel settore dei trasporti pubblici; dettando regolamenti e dimensionamenti da osservare
Barulla Arco in muratura che collega le teste dei piloni nelle fondazioni a pozzi o a piloni in muratura. Anche un tipo di centina per costruire gli archi.
Basalto ” Roccia vulcanica povera di silice ma ricca di ferro, magnesio e calcio. E’ molto pesante, dura e tenace; di colore scuro (verde scuro, bruno rossastro, nero). In genere è impiegata come materiale per pavimentazioni.”
Basamento ” La parte inferiore di un edificio o di un monumento, ha funzione costruttiva e/o decorativa. Forme caratteristiche di B. sono: il piedistallo di statue o monumenti onorari isolati; il podio del tempio romano; i piani inferiori di certi palazzi che costituiscono lo zoccolo dell’intera facciata sovrastante.”
Basculante Sistema di apertura per serramenti di finestre, per porte di accesso a box per auto. Il movimento avviene attraverso la rotazione attorno ad un asse orizzontale più una traslazione verso l’alto, secondo una direzione parallela al piano del serramento.
Base Elemento che nella colonna o nel pilastro si interpone fra il fusto e le parti sottostanti della costruzione, in genere è una modanatura a sezione quadrata detta plinto.
Basolato ” Pavimentazione stradale carreggiabile realizzata con basoli; elementi lapidei tagliati a spacco (porfidi, quarziti, ecc.) a contorno poligonale, murati su sottofondo di calcestruzzo o poggiati su sottofondo in terra battuta.”
Bastarda (malta) ” Malta nella quale sono presenti, oltre alla calce, altri leganti come cemento e gesso; nelle malte per stucchi è presente, come inerte, la polvere di marmo.”
Battente ” Può significare sia la parte dell’imposta di un serramento, che chiudendolo combacia con lo stipite, la soglia e l’architrave, o con l’altra imposta (battuta); sia la parte dello stipite o della soglia su cui batte l’imposta nel chiudere.”
Battiscopa Striscia di legno, o grès, o marmo, oppure pietra (di altezza da 6 a 16 cm, e di spessore circa 2 cm), collocata alla base delle pareti interne e lungo le rampe di scala, che protegge l’intonaco e la tinteggiatura da urti e da macchie derivanti dalle operazioni di pulizia dei pavimenti.
Battuto ” Pavimento per interni ed esterni. Il B. di cemento è costituito da un sottile strato (da 1 a 2 cm) di pastina di cemento, su un sottofondo di conglomerato cementizio (da 8 a 15 cm); lo strato superficiale, dopo il getto, viene trattato in modo da avere una superficie compatta, e viene rigato a grossi scomparti, per ovviare agli inconvenienti del ritiro. Il B. può essere anche di argilla, di calce, di asfalto, o semplicemente di terra.”
Bauletto ” Può significare sia il laterizio utilizzato per copertina a parapetti, a muri, ecc., sia la protezione alle tubazioni orizzontali che sopportano carichi potenzialmente dannosi; costituita da un sottofondo, da un rinfianco e da una cappa, per uno spessore medio di circa 15 cm.”
Beccatello Mensola che rinforza e sostiene una trave infissa nel muro, in genere sostiene i correnti in aggetto del tetto.
Bentonite Roccia composta essenzialmente di un minerale argilloso, montmorillonite o beidellite. Ha la proprietà di assorbire acqua fino ad un massimo di 20 volte il volume iniziale.
Bèola (anche bèvola) Roccia metamorfica gneissica a tessitura tubolare. Facilmente separabile in lastre piane, e per questo usata principalmente per pavimentazioni di scale, marciapiedi, ecc. (utilizzata soprattutto in Lombardia).
Beton Termine francese che significa calcestruzzo.
Biacca ” Carbonato basico di piombo. Usatissima in passato come pigmento base (bianco) per vernici ad olio, ma annerisce alterando i colori ed è velenosa; per questo oggi è sostituita dall’ossido di zinco e il bianco di titanio.”
Bicromia Pittura o decorazione, per sintesi sottrattiva, con due tirature soltanto (es. arancio e il verde-blu).
Bietta Barretta metallica, detta anche chiavetta o chiavella, che serve ad impedire lo scorrimento o la rotazione di due pezzi a contatto. Anche il laterizio che è fra due volterrane.
Bìfora Apertura, che sia porta o finestra, divisa, sulla fronte esterna, in due parti uguali mediante una colonnetta, pilastrino, piantone od altro. Oltre alla sua funzione estetica, ha pratica utilità nell’essere, spesso, supporto dell’infisso.
Bigèmina Apertura, che sia porta o finestra, suddivisa in quattro parti. Esempio sono quelle del Palazzo Venezia a Roma.
Binate ” Si dice sia di colonne disposte a due a due; sia due finestre separate da breve spazio.”
Binder Conglomerato bituminoso, a base di bitume, sabbia e pietrisco, che si applica, in uno strato di 5-10 cm di spessore, tra fondazione e strato d’usura nelle pavimentazioni che debbono sopportare un traffico pesante per evitare cedimenti, ondulazioni o fratture del manto stradale.
Bioarchitettura Disciplina che studia le proprietà fisiche dei materiali usati nell’edilizia in relazione alla salute dell’uomo.
Biscotto Terracotta o terraglia o porcellana dopo la prima cottura, priva cioè di vetrina.
Bisello Bordo molato della lastra di vetro.
Bitume ” Miscela untuosa, nera e fragile; liquida o solida (ammollisce a circa 50 °C), utilizzata per ricoprire la massicciata delle strade. Il B. è contenuto nell’asfalto.”
Blinda (a) ” Tavolato o assito usato per realizzare muri portanti o pareti interne; formato da tronchi d’albero appena sgrossati, oppure tavoloni piallati e squadrati. Tali elementi sono sovrapposti l’uno sull’altro nel senso della lunghezza; la connessione è assicurata da incastri più o meno complessi, effettuati nell’intera lunghezza, oppure da linguette longitudinali inserite in appositi alloggiamenti.”
Blocco pieno e semipieno ” Elemento in laterizio, impiegato nelle murature portanti, di forma di parallelepipedo recante sulla fascia o piatto, incavi di limitata profondità oppure fori verticali passanti; che nel blocco pieno costituiscono una superficie inferiore o uguale al 15% della superficie della stessa fascia; nel blocco semipieno invece costituiscono una superficie compresa fra il 15% e il 45% della superficie della stessa fascia.”
Bocca di lupo (anche boccadilupo) Apertura che si pratica nella parete verticale di un locale sotteraneo o interrato, per dare aria e luce dal piano stradale.
Bocchettone Elemento di raccordo tra il canale di gronda o il piano in pendenza della terrazza e il pluviale. In genere anche il giunto che collega tubi e rubinetti ad altri tubi, negli impianti idraulici.
Bocciardato ” Superficie, spesso lapidea, trattata con la bocciarda; grosso martello avente l’estremità della bocca dotata di più punte piramidali l’una accanto all’altra. Tale lavorazione può chiamarsi anche picchiatura.”
Boiacca Impasto molto fluido di un legante con acqua (ad es. boiacca cementizia).
Bollettonato ” (o bullettonato) Pavimento costituito da pezzi irregolari di marmo o travertino (di dimensioni variabili da 6 a 15 cm, e di spessore da 2 a 4 cm); allettati e stuccati i giunti con malta di cemento.”
Bolzone Paletto o bietta di ferro che, infilata all’estremità di una catena da muro serve a contrastarla.
Borchia Piastra metallica, in genere circolare e convessa, con funzione estetica per coprire la testa di uno stelo penetrato in un materiale più tenero.
Bordo sgreggiato Quando una lastra di vetro è tagliata senza eccessiva rifinitura.
Bordonale Trave maestra.
Bòtola Apertura sul pavimento, di dimensioni ridotte con chiusura che ristabilisce la continuità del pavimento, e mette in comunicazione, per mezzo di una scala, ai vani di sotto. Anche le aperture che si trovano sulle strade e permettono l’accesso alle fogne.
Bottazzo Marmo del colore dell’ardesia chiara.
Bow Window ” Balcone, chiuso da finestre, sporgente per uno o più piani della facciata di un edificio; costituisce un’appendice dello spazio interno, fortemente illuminata, ragione per cui venne introdotta nei paesi nordici, ma diffusa dappertutto con l’architettura moderna; sia per l’esigenza estetica (più che funzionale) di vaste aperture vetrate, sia per la buona adattabilità ai sistemi costruttivi odierni. Si chiama anche bay-window.”
Bronzo Categoria di leghe metalliche costituita principalmente da rame, che conferisce malleabilità con proporzione superiore al 70%, e da stagno, che conferisce durezza. Il termine viene usato anche per le leghe rame-silicio (B. al silicio), rame-berillio (B. al berillio), rame-manganese (B. al manganese).
Buccia d’arancia ” Trattamento delle superfici di pareti appena tinteggiate; battute con le setole di una spatola, l’aspetto diventa simile alla buccia di un’arancia.”
Bugna ” (anche bozza) Concio sporgente con regolarità dal vivo del muro, per accentuarne il contrasto chiaroscurale. La B., generalmente di forma quadrata o rettangola- re, può essere: piana, con contorni netti e superficie levigata; a cuscino, con superficie convessa e forme mollemente arrotondate; sagomata, quando il rilievo è a più piani; a punta di diamante, se sfaccettata come il diamante. Il bugnato è il trattamento di una parete con un insieme di bugne. Insigni esempi sono i Palaz- zi Strozzi e Rucellai a Firenze, il palazzo dei Diamanti a Ferrara.”
Bulldog Sistema di unione dei vari componenti di una costruzione in legno lamellare. I vari pezzi convergenti in un nodo, vengono fresati e nella fessura risultante sono introdotte lamine di acciaio sagomate, fissate al componente mediante perni passanti. Il risultato è un nodo senza elementi metallici affioranti.
Bullone Elemento di collegamento, formato da uno stelo metallico cilindrico, recante ad una estremità una testa quadrata o esagonale, e all’altra una filettatura a vite, più o meno estesa, su cui si avvita un dado per stringere l’accoppiamento. I B. possono essere grezzi, calibrati o ad alta resistenza. Utilizzati principalmente nella costruzione di edifici a struttura metallica.
Bulzone Barra metallica di ancoraggio di una putrella alla muratura portante.

 

Dado Membratura di forma parallelepipeda, parte centrale del piedistallo, delimitata inferiormente dalla base e superiormente dalla cimasa del piedistallo stesso. Talora arricchita con sculture figurative, decorative o con motivi araldici.
Davanzale Parte orizzontale inferiore dell’incorniciatura del vano-finestra, costituita da lastra di pietra naturale o artificiale, raramente in legno, su cui si posano gli stipiti e con lo scopo di assicurare lo scolo delle acque piovane verso l’esterno. Il D. deve essere dotato della scanalatura detta rompi goccia.
Deambulatorio “In senso generico parte di un edificio che ha funzione subordinata rispetto ad un’altra parte. Tale termine nell’architettura medievale e soprattutto nell’arte romanica indica un corridoio che gira intorno all’altare della chiesa a pianta “radiale”; caratterizzata proprio da una maggiore complessità nello sviluppo della parte absidale, infatti lungo le pareti del transetto e dell’abside si svolgono absidiole minori accessibili mediante il D (es. chiese della via dei pellegrinaggi).”
Decorazione Il complesso degli elementi (fregi, cornici, bassorilievi, dorature, stucchi, balze di marmo, affreschi, parati, mosaici, ecc.) che abbelliscono la struttura esterna o interna di un edificio.
Dentelli “Serie di elementi parallelepipedi applicati ad una faccia piana e distanti fra loro circa la metà della loro lunghezza, tale serie forma una delle modanature caratteristiche della sottocornice ionica (poi anche corinzia); parte al di sotto dell’aggettante gocciolatoio. I D. vengono rielaborati come elemento decorativo fino in epoca moderna. Si dice dentellatura l’insieme dei dentelli.”
Diaspro Roccia silìcea molto dura, varietà di quarzo microcristallino. Di colore rosso, giallo, verde o nero, a tinte unite o a più strati diversamente colorati. Si usa come pietra d’ornamento, per fabbricare cammei e oggetti artistici di valore.
Diòtono “Sistema costruttivo di muri, usato dai greci e romani; consiste nel disporre i blocchi adoperati nell’opera quadrata, in una sola cortina ossia con blocchi che occupano tutto lo spessore del muro. Nella Roma repubblicana viene usato tale sistema con una variante: i blocchi sono alternati per testa e per taglio, mantenendo, comunque, il sistema ad una sola cortina.”
Diglifo Decorazione del fregio classico simile al triglifo, ma con solo due glifi (scanala- ture). Il listello che separe i glifi si dice femore o coscia.
DIN (Deutsche Industrie Normen) “Sigla della Commissione tedesca per la normalizzazione nell’industria, compresa l’industria edilizia (tabelle DIN e norme DIN); v. UNI, CEI.”
Diorite Roccia eruttiva intrusiva, con medio contenuto di silice. Secondo che siano o no presenti quantità di quarzo si distinge la D. quarzifera e la D. non quarzifera. Usata come materiale da costruzione e, se lucidata, come pietra di rivestimento.
Diòstilo Sistema di colonne abbinate. Esempio la facciata meridionale degli Uffizi di Firenze.
Disarmo “L’atto di smontare e rimuovere le armature provvisorie costruite per sostenere le strutture definitive durante la loro messa in opera. Esempi sono il D. delle strutture ad arco e a volta, il D. delle cassaforme contenenti il getto di calcestruzzo e degli elementi di sostegno (v. banchinaggio); viene effettuato quando il calcestruzzo ha raggiunto un sufficiente indurimento, tale periodo varia a secondo del cemento usato e delle condizioni climatiche presenti, temperatura, umidità dell’aria e vento. I tempi di D. sono stabiliti dalle norme tecniche vigenti al momento dell’esecuzione dell’opera (per calcestruzzo di cemento normale si va da un minimo di 3 giorni ad un massimo di 28 giorni, per quello ad alta resistenza da un minimo di 2 giorni ad un massimo di 14 giorni; sono tempi solo indicativi). Disarmante si chiama il liquido che facilita il distacco della cassafor- ma dal calcestruzzo.”
Discendente (anche doccione) Grosso tubo per lo smaltimento delle acque meteoriche. Doccione, in particolare, si intende solo l’elemento di scolo, delle acque piovane, distante dai muri, che nelle varie epoche ha spesso assunto forme bizzarre di animali grotteschi e mostruosi.
Displuvio “Nelle coperture di edifici sia piane (ma sempre con una debole pendenza) sia a falda di tetto è la linea di intersezione fra due piani contigui che formano un angolo convesso; su questa linea scorrono le acque meteoriche seguendo la pendenza dei piani intersecati.”
Dodecàstilo Edificio che presenta dodici colonne sul fronte.
Dolmen “Tomba preistorica megalitica costruita con poche pietre rudi dritte sul suolo che reggono una grande pietra orizzontale; talora sono coperte da tumolo. Trovati esemplari in Spagna, in Francia, in Inghilterra e in Europa settentrionale. In Italia abbiamo importanti esempi in Puglia attribuibili alla civiltà del bronzo; in Sardegna e in Sicilia.”
Doppio T (profilati a) “( anche IPE) Profilati a caldo di acciaio, dalla forma di una doppia T; le superfi- ci delle ali sono parallele. Usati in strutture metalliche, soprattutto per le travi inflesse e nelle travi miste. La loro altezza varia da 80 a 600 mm. Con momenti d’inerzia rispetto all’asse trasversale x-x da 80,1 a 92080,0 cm4.”
Dormiente Trave ausiliaria, che non svolge alcuna funzione statica specifica, ma di appog- gio ad elementi sovrapposti, verticali ed orizzontali, ed alla ripartizione dei carichi da essi trasmessi.
Dossale Tavolone o travicello che si dispone secondo le generatrici a formare il manto delle centine per la costruzione di volte. Anche faccia anteriore dell’altare cristiano.
Drenaggio “Operazione che si compie per sottrarre acqua ad uno strato di terreno o ad altre materie incoerenti, attraverso la collocazione di canali a pareti permeabili o tra- forate che si riuniscono in una rete di scolo che evacua l’acqua. Lo scopo è di rendere coerente un tereno o di estrarre ed utilizzare l’acqua. Il D. elettrosmotico consistente nell’applicazione di due elettrodi, tra cui è stabilita una differenza di potenziale; utilizzato soprattutto come consolidamento di parti di edificio con degrado derivante dall’umidità presente nel fabbricato.”
Duralluminio Lega (UNI 3577-84) di alluminio contenente rame (da 3 a 4%), silicio (da 0,5 a 1,5%), magnesio (da 0,6 a 1%), e piccole dosi di manganese (0,2%). La durezza viene raggiunta con l’invecchiamento che dura circa una settimana, o poche ore a temperatura di 100°C. Usata per fabbricare serramenti, maniglie, mobili metallici, ecc. Le resistenze alla rottura per trazione vanno dai 35 ai 45 kg/mmq. Annerisce, pertanto è preferibile la placcatura con alluminio puro.
Durame È la parte centrale del tronco dell’albero.
Durezza Proprietà di un materiale di resistere alla scalfitura. Esistono diversi metodi per classificare la D. di un materiale (mediante prove soggette a precise normative): D. Brinell, D. Rockwell, D. Vickers, D.- Scala di Mohs. Secondo una indicativa classificazione, i materiali si distinguono in: teneri se si lasciano rigare dall’unghia, semiduri se si lasciano rigare dall’acciaio e non dall’unghia, duri se sono scalfiti dalla porcellana e non dall’acciaio, durissimi se scalfiscono la porcellana.
Edilizia “È il complesso delle opere che riguardano la costruzione e la manutenzione di edifici pubblici e privati, di strade, ponti, ferrovie, ecc. E’ necessario distinguere all’interno della vasta materia dell’E. due diversi argomenti: uno riguarda l’E. intesa come processo produttivo, e si chiama industria dell’E., riguarda il cantiere e l’opera vera e propria; l’altro riguarda tutto ciò che si riferisce al piano regolatore di una città e all’urbanistica in genere, che prescrive norme, e rgolamenti (edilizi) con lo scopo di progettare insediamenti demografici razionali. “
Effetto serra Effetto che produce un aumento di temperatura dell’ambiente in cui esso si genera. Tale ambiente è costituito da una superficie trasparente (generalmente vetro) che consente il passaggio della radiazione solare icidente e riscalda gli oggetti ed i materiali in esso contenuti. I quali, una volta riscaldati, re-irraggiano energia termica ad una lunghezza d’onda dipendente dalla temperatura del corpo, in base alla legge di Wien, e tale energia è trattenuta dalla superficie trasparente.
Efflorescenza Macchia o striscia biancastra provocata dalla formazione di croste di carbonato di calcio, dovuta ad umidità o acqua circolante in materiali porosi contenenti sali solubili, nelle murature possono arrivare a provocare, a lungo andare, il distacco dell’intonaco. L’E. può verificarsi nel calcestruzzo di recente esecuzione. Per evitare tale inconveniente è opportuno evitare il contatto dell’acqua esterna con la superficie del getto, non deve cioè penetrare acqua fra getto e parete della cassaforma. Avvertendo in tempo il fenomeno, si può eliminare l’idrossido di calcio (perché in contatto con l’anidride carbonica dell’aria si trasforma in carbonato di calcio causa dell’E.) mediante lavaggio con acqua potabile, prima che avvenga l’asciugamento, e comunque conviene accelerare il prosciugamento.
Elastòmero Indica tutte quelle sostanze (polimeri) che hanno proprietà elastiche simili a quelle della gomma, dovute all’allineamento delle macromolecole.
Èmbrice Laterizio piano di forma trapezia, con i bordi rialzati sui due lati obliqui. Vengono disposti lungo l’inclinazione del tetto, in file parallele, intercalate da file di tegole curve disposte in modo analogo (v. coppo), costituendo la così detta copertura alla romana.
Èntasi (anche ventre) Rigonfiamento del fusto della colonna posizionato ad un terzo inferiore della sua altezza. La colonna con E. si dice accorpata.
EP Resina epossidica.
Epistìlio Vedi Architrave.
Epìtide Membro superiore di una cornice.
EPM – EPDM Elastomeri termoplastici etilene-propilene.
  Anche nell’architettura moderna, generalmente, ogni disposizione planimetrica a semicerchio si dice ad E.
Estinzione È l’operazione di versare acqua sulla calce (vedi) per farla fermentare e ottenere la calce spenta.
Estradosso (di un arco) Vedi Arco.
Estrusione “Operazione meccanica per fabbricare tubi o barre profilate di metallo, e di resine sintetiche, sfruttando la plasticità del materiale a conveniente temperatura. Si usano presse idrauliche di grande potenza capaci di dare pressioni di alcune tonnellate per cmq. La matrice, fatta di acciai speciali, è applicata alla parte terminale della filiera e serve a foggiare il materiale che viene spinto a forza; si può passare agevolmente la lavorazione da un profilo ad un altro cambiando solamente la matrice. I metalli che si estrudono sono: piombo, stagno, alluminio e le sue leghe, ottone, rame e le sue leghe.”
Eternit Vedi Cemento-Amianto.
Facciata continua (anche curtain walls, che in italiano significa “pareti a pannelli”) E’ costituita da facciata metallica prefabbricata, applicata in vario modo, alla struttura in acciaio oppure in calcestruzzo armato dell’edificio. L’origine di tale sistema si riconnette alle murature di tamponamento nelle strutture a scheletro. I pannelli prefabbricati sono “appesi” alla struttura principale e la loro posa in opera si esegue ancorandoli ad un’ orditura secondaria di sostegno, mediante la sigillatura e la sovrapposizione dei lembi per ottenere una perfetta tenuta che eviti le infiltrazioni di aria e di acqua. Tenendo conto della dilatazione termica, sarà necessario provvedere alla messa in opera di opportuni giunti telescopici.
Facciata sospesa E’ composta da vetrate trasparenti o riflettenti sospese, la struttura retrostante (di controventamento) sostiene il peso del vetro (carico verticale) e la spinta del vento (orizzontale). Vengono, generalmente, adoperati vetri monolitici temperati con uno spessore minimo di 12 mm e i bordi sono sigillati con silicone che ha solo la funzione di evitare infiltrazioni d’acqua.
Facciata strutturale È un tipo di facciata continua (vedi) nella quale il vetro non è inserito in sistemi di intelaiatura, ma è fissato all’esterno dei telai formando con gli altri pannelli di vetro una faccita compatta senza interruzioni. Il fissaggio avviene mediante l’applicazione di sigillanti detti “strutturali” con requisiti di elevata sicurezza. Si distinguono due sistemi di applicazione: il fissaggio dei pannelli di vetro avviene con battitura tradizionale sui due lati orizzontali, e con sigillante “strutturale” su i due verticali, oppure il fissaggio con sigillante “strutturale” su tutti e quattro i lati del pannello di vetro.
Facciavista (a) Facciata in cui gli elementi che costituiscono il tamponamento o la struttura del- l’edificio (muratura in laterizi, pietra, calcestruzzo, ecc.), non vengono rivestiti da alcuna rifinitura superficiale (es. intonaco). Naturalmente è necessaria una scelta accurata dei materiali ed accorgimenti particolari per l’esecuzione.
Faenze Prodotti di ceramica a pasta colorata, porosa, rivestita con uno smalto bianco, brillante, a base di ossido di piombo e di stagno. L’uso è simile a quello delle maioliche.
Falda “(anche spiovente) E’ la superficie inclinata di un tetto; v. impluvio e displuvio.”
Fan Coil Vedi Ventilconvettore.
Fasce “Nell’operazione di intonacatura è la messa in opera sulla parete di guide realiz- zate con malta, o con metallo, su cui far scorrere il frattazzo durante la posa della malta; v. fratazzatura.”
Fascia Modanatura piana di forma allungata, con leggero aggetto. Fasce sono le tre parti leggermente aggettanti l’una sull’altra che costituiscono l’architrave dell’ordine ionico e dei suoi derivati. Per disposizione in fascia, invece, si intende la costruzione di un muro dove i mattoni sono disposti con il lato lungo secondo l’asse longitudinale del muro.
Fazzoletto Piastra metallica che serve a collegare, mediante chiodatura, le aste di pareti alle briglie, superiore ed inferiore, nelle travi reticolari di acciaio chiodate.
Fe Sigla che indica gli acciai impiegati per laminati a caldo in profilati, barre, larghi piatti, lamiere, tubi, ecc. Nelle tabelle UNI sono indicati gli acciai: Fe 360 (Fe37), Fe 430 (Fe 44), Fe 510 (Fe 52) nella qualità A, B, C e D. il numero che segue la sigla indica il carico minimo di rottura in N/mmq (kgf/mmq). Le lettere A, B, C e D indicano, in ordine crescente, l’idoneità alla saldatura. Anche sigla dell’elemento chimico ferro.
Feldspati “Gruppo di minerali monoclini e triclini costituiti da silicati di alluminio e di potassio, o sodio o calcio. Hanno in media durezza 6 nella scala di Mohs. I F. si trovano in quasi tutte le rocce eruttive; v. durezza.”
Felloplastica Arte di scolpire figure in sughero. Era l’antica arte usata per costruire modelli di edifici.
Fermapiedi È così chiamata la tavola di legno alta cm 20, messa di costa ed aderente al piano di calpestio dei ponteggi di legno, su tutti i lati esposti verso il vuoto. Unitamente al F. è obbligatorio anche un robusto parapetto alto non meno di 1 m.
Ferro (simbolo chimico Fe) “Metallo diffusissimo ed abbondante in natura, raramente si trova allo stato libero, per la sua ossidabilità. Ha numero atomico 26, peso atomico 55.85, densità 7.85 g/cmc, fonde a 1535 °C. Si trova in numerosi minerali, quali la magnetite, l’ematite, la limonite, la siderite, la pirite. Il F. si ottiene in forni speciali (altiforni), che permettono di ricavare la ghisa che può essere usata direttamente o trasformata in acciaio. La massima parte del F. viene, oggi, usata nella produzione di acciai speciali; v. acciaio. Il primo edificio in solo ferro e vetro, in ordine di tempo, è il palazzo di Cristallo in Hyde Park a Londra del 1851, poi il Glaspalast di Monaco del 1853 e il Salone delle macchine e la torre Eiffel a Parigi in occasione dell’Esposizione del 1889. In Italia un esempio è la grande tettoia della Stazione di Milano.”
Ferrofinestra Profilati di acciaio a caldo usati per serramenti esterni ed interni. Impiegati principalmente in locali secondari perché non hanno buone caratteristiche (soggetti a corrosione, presentano elevato coefficiente di conducibilità termica e la tenuta all’aria non è perfetta).
Fibra Nella scienza delle costruzioni, è ognuna delle striscie elementari in cui può pensarsi suddivisa una trave, con la condizione che in ogni sua sezione trasversale tutti i punti di una striscia siano ugualmente sollecitati.
Fibre di vetro Ottenute attraverso vari procedimenti, fino all’attuale TEL, con lo scopo di avere fibre sempre con migliori prestazioni. In commercio si hanno:

“- noduli per il riempimento dell’intercapedine nelle murature a cassa vuota;”

“- pannelli rigidi e semirigidi di spessore da 1.5 fino a 10 cm, di varie dimensioni usati per isolamento di pareti e solai;”

“- pannelli di varie dimensioni e spessori per la formazione di controsoffitti;”

– coppelle di vario spessore e diametro usate per isolamento di tubazioni.

Fibre minerali Prodotti fibrosi naturali, che si formano nel regno minerale, come: tremolite, actinolite, crocidolite, ecc.
Fibrocemento Vedi Cemento – Amianto.
Filagna Traversa di legno utilizzata nei ponteggi, parallela al fronte dell’edificio, vincolato ai montanti verticali (o antenne).
Filare Vedi Corso (di mattoni).
Finestra Apertura praticata nei muri esterni di un edificio, con lo scopo di dare luce e aria agli ambienti interni e a consentire la vista verso l’esterno. Parti principali della F. sono: la luce, l’architrave, gli stipiti, il davanzale. Tipi di finestre sono:

“- ad ante verticali, i battenti sono incernierati sui lati verticali;”

“- a vasistas, il battente è incernierato sul lato orizzontale inferiore; ”

“- a bilico, il telaio mobile ruota attorno ad un asse orizzontale meridiano;”

– a saliscendi, l’apertura dell’infisso avviene mediante scorrimento verticale.

Tranne il primo, gli altri esempi presentano difficoltà per l’affaccio e per la pulitura.

Fink (trave) Trave reticolare, realizzata generalmente in acciaio, nella quale non tutte le maglie sono triangolari. Per determinare gli sforzi nelle singole aste si può usare il metodo analitico e, con qualche accorgimento, anche il metodo grafico.
Fire-Clay (anche Grès porcellanato) Prodotto ceramico, il colore tende al giallastro. Usato per apparecchi igienico-sanitari ove le esigenze estetiche siano limitate e si richiedano buone proprietà meccaniche.
Float-glass “Tecnica recente per fabbricare il vetro in lastre; il vetro fuso galleggia su di un bagno fuso, in atmosfera inerte.”
Fondazioni “Parte della struttura dell’edificio che si trova ad immediato contatto con il terre- no, alla quale è affidata la funzione statica principale di trasmettere a terra il peso della costruzione (carichi permanenti e accidentali), in misura compatibile con le possibilità portanti del terreno prescelto. È necessario quindi che l’analisi del tipo di fondazione da adottare segua due fasi distinte: la prima riguarda il terreno di F.; la seconda l’opera di F. propriamente detta. Si distinguono F. dirette su terreni resistenti superficiali, F. indirette su terreni resistenti profondi e F. su terreni cedevoli di scarsa resistenza e melmosi; v. palo, trave rovescia, cassone, plinto.”
Formella Pezzo di mattone, ceramica, marmo, ecc. usato per pavimentazioni, o se decorato con pitture o rilievi trova impiego in applicazioni ornamentali. Anche elementi decorati inquadrati in una cornice che si ripetono in serie (es. i cassettoni del soffitto). L’insieme di formelle si dice formellato.
Fòrmica Nome di una classe di resine sintetiche ottenute da urea e fenolo-formaldeide. Commercializzato in laminati multistrati, che possono essere variamente colorati e recanti qualsiasi disegno, ottenuto con procedimenti di fotoincisione o stampando uno strato, ricoperto da un altro sottile e trasparente di resina melaminica. La F. è usata per rivestimenti di pareti interne, di mobili d’arredo, ed ha buona resistenza all’acqua, all’usura e al calore.
Foro “Centro vitale delle città antiche; in tale spazio, spesso circondato da porticato, si erigevano basiliche, templi, palestre, terme, ginnasi, curie. Celebri a Roma i Fori Imperiali.”
Fossa settica (anche F. biologica o F. a depurazione biologica) Vasca o sistema di vasche per l’eliminazione di acque luride domestiche, in mancanza di fognatura urbana. Prima operazione è la chiarificazione delle acque che avviene mediante sedimentazione dei fanghi, che vengono decomposti attraverso la fermentazione anaerobica che spontaneamente subiscono in assenza di aria, per cui le sostanze organiche vengono così trasformate in sostanze inorganiche, in forma liquida, e non più fetide che sono poi disperse nel terreno mediante una fogna perdente costiuita da tubi forati.
Freccia “Elemento ornamentale e terminale, spesso di guglie, proprio dell’architettura gotica. In geometria e nelle costruzioni la F. è la distanza verticale fra la linea di imposta e il punto più alto dell’intradosso dell’arco; sinonimi sono: monta di un arco e saetta.”
Fregio “Decorazione con andamento prevalentemente orizzontale; parte della trabeazione degli ordini classici compresa fra l’architrave e la cornice (es. metope e triglifi nel tempio dorico).”
Fresatura “Lavorazione meccanica dei metalli mediante la fresa; utensile rotativo a taglienti multipli disposti simmetricamente rispetto all’asse di rotazione; per cui ogni spigolo tagliente uno dopo l’altro viene a contatto con il pezzo in lavoro. La fresa può avere diverse forme (cilindrica, conica, ecc.) ed essere impiegata nella macchina a diverse velocità di rotazione.”
Frontone (anche frontispizio, coronamento, fastigio) Coronamento di un edificio, di una finestra, una nicchia, ecc. a forma di triangolo, perché deriva dalla testata del tetto a due spioventi. Il F. dei templi greci e romani è sempre triangolare e le sue parti sono il timpano e il sima o geison. Già in molte soluzioni di epoca romana il F. diventa circolare, spezzato, accorciato, forme queste riprese nel Rinascimento, ed è poi con l’arte barocca che si sviluppano fino alle più libere e talora stravaganti espressioni.
Fumaiòlo (raro fumaiuolo) Parte della cappa del camino sporgente al di sopra della copertura dell’edificio per assicurare il tiraggio della combustione e l’allontanamento del fumo, in genere si usa il termine comignolo. Il termine F. è usato nell’architettura industriale dove acquista dimensioni rilevanti e impotanza funzionale.
Fusto (anche scapo, tronco) Parte centrale e più importante della colonna, compresa fra la base (la colonna dorica è priva di base) e il capitello.
Gabbionata Tipo di argine costituito da gabbioni parallelepipedi di rete di filo di ferro zincato, riempiti di pietrame e disposti in corsi regolari così da formare una grande e robusta muratura per protezione di scarpate fluviali, per costruzione di briglie in alveo e simili.
Ganascia Pezzo di legno duro e tenace, generalmente olmo, che collega mediante chiodi elementi di legno accostati. La sezione è di circa cm 4 x 6 e di varia lunghezza, i fori per i chiodi sono preventivamente praticati per evitare che si producano spacchi.
Gattello Specie di mensola di sotegno in legno duro di forma trapezoidale. Nella capriata tiene saldi gli arcarecci.
Geison (anche sima) Parte del frontone nel tempio greco: è la cornice sporgente sopra il fregio della trabeazione.
Gelività Caratteristica di alcuni materiali di disgregarsi per azione del gelo, a causa della porosità di detti materiali l’acqua penetra, e diventando ghiaccio aumenta di volume e facendo pressione ne provoca la disgregazione.
Gelosia In genere tutti quei tipi di serramenti di finestra che permettono la vista verso l’esterno, ma impediscono la vista dell’interno dal di fuori. Anche come sinonimo di persiana alla romana.
Geminate Due colonne che dipartono dal medesimo tronco. In genere si utilizza il termine gemine quando porte, finestre, arcate e simili sono unite due a due.
Geotecnica “Campo della geologia che studia tutte le applicazioni pratiche, le proprietà meccaniche, fisiche, chimiche e le caratteristiche geologiche dei terreni; allo scopo di risolvere tutti i problemi di porzionamento ed esecuzione di opere di fondazione e di scavo, e di tutti i tipi di opere in terra.”
Gerber (trave) Trave su più appoggi resa isostatica con l’inserimento di vincoli (cerniere) intermedi. Rispetto alla trave continua ha il vantaggio di essere praticamente insensibile a piccoli cedimenti degli appoggi. Il suo uso è molto largo nei ponti metallici e di calcestruzzo armato a più luci, ma il principio è applicabile anche a costruzioni più modeste.
Gesso “Solfato di calcio nelle sue varie forme: di minerale, di roccia, di legante; quest’ultimo ottenuto dalla cottura della cosiddetta pietra da gesso o gesso crudo. Esistono vari tipi di G. con diverse applicazioni e prestazioni in edilizia; derivanti dalle diverse qualità del minerale di base e le differenti temperature di cottura:”

“- gesso fino, utilizzato per lavori di modellismo e stucchi; cottura intorno a 130°C;”

“- gesso comune, o gesso da presa, a presa rapida; usato nella posa in opera di manufatti e per stucchi, cottura intorno a 170°C;”

“- gesso forte; a presa lenta ma di elevata resistenza; usato per fabbricare lastre, e altri manufatti, la cottura avviene intorno a 300°C;”

“- gesso da pavimento; nella cottura, che avviene intorno a 1000°C, viene impastato del calcare, aumentando la sua resistenza. Usato nella realizzazione di sottofondi di pavimenti da incollare. “

Gettata Operazione di riempimento con calcestruzzo delle casseforme o di versamento del conglomerato su una superficie orizzontale (es. gettare il massetto per realizzare il pavimento). È opportuno non eseguire strutture in calcestruzzo quando la temperatura ambientale è prossima o inferiore a 0°C, e nei periodi invernale è necessario aggiungere all’impasto sostanze antigelo che abbassano il punto di congelamento dell’acqua di impasto.
Ghiaia “Materiale che proviene dalla frantumazione naturale di rocce; se queste sono compatte, non friabili, non idrosolubili (es. gesso), non polverulente, con buona resistenza al gelo e a compressione; il pietrisco che ne deriva forma il materiale inerte per la preparazione dei calcestruzzi, insieme alla sabbia e ad un legante (generalmente cemento), mescolati con acqua. La G. è impiegata anche per pavimentazioni stradali. Si distingue in G. piccola, media o grossa; in particolare si chiama: pietrischetto se i frammenti hanno dimensioni fra 4 e 8 mm; pietrisco o ghiaia mezzana fra 8 e 20 mm; pietrisco o ghiaia ordinaria fra 20 e 31,5 mm; ghiaia grossa o grossolana fra 31,5 e 63 mm.”
Ghiera Nella formazione del cemento armato precompresso (vedi) è un anello filettato che blocca, all’interno di una cassaforma, la testa cilindrica di acciaio alla quale fanno capo i singoli fili di ogni cavo, prima di rimuovere il martinetto che ha esercitato il tiro. Anche arco estradossato di spessore uniforme.
Ghisa “Lega di ferro e carbonio con tenore di carbonio maggiore di 1,7%. Più è basso il tenore di carbonio e di silicio in essa contenuto più la G. è dura, tuttavia se aumenta la durezza diminuisce la lavorabilità. Esistono le G. bianche, contenenti praticamente tutto il carbonio allo stato combinato, sono dure e fragili; le G. grigie o comuni, permettono buona lavorabilità del prodotto e notevole tenacità; le G. trotate di scarso impiego perché troppo dure e fragili. Le G. trovano impiego in costruzioni di pezzi meccanici, vashe da bagno e apparecchi igienici se sono porcellanate o smaltate, ecc.”
Giardino pensile “Giardino creato su una terrazza; celebri quelli di Babilonia (detti fra le meraviglie del mondo) sospesi su terrazze artificiali sostenute da pilastri e volte.”
Giunto “Elemento che stabilisce la continuità o l’accoppiamento fra due parti costruttive. Il G. murario è l’unione dei conci o dei mattoni; il G. lineare è usato per ottenere un elemento lungo unendo fra loro due o più pezzi, in questo caso il G. può essere ad incastro, a dente semplice o scalettato. Fra i G. ad incastro esiste quello a tenone e mortasa: il tenone è l’estremità di un elemento di legno intagliata che penetra, generalmente in senso ortogonale, in un incavo, detto mortasa, di un altro elemento. Il G. a dente è usato per congiungere, in genere, elementi fra loro ortogonali (ad esempio trave con parete); vengono asportati dagli elementi due picoli tasselli rettangolari corrispondenti fra loro, la giunzione fra i due pezzi diventa, così, solidale e si impediscono scorrimenti longitudinali e trasversali. Il G. di dilatazione è in pratica un taglio che si effettua nelle strutture in calcestruzzo armato per consentire, sia pure parzialmente, la dilatazione ed i ritiri provocati dalle variazioni termiche, altrimenti si provocherebbero tensioni tali da compromettere la stabilità delle opere. I G. di dilatazione hanno un’ampiezza fra i 2 e 5 cm, devono attraversare tutta la costruzione, dalle fondazioni alla copertura, e devono essere posti alle seguenti distanze: ogni 5-10 m nei muri di calcestruzzo isolati; 10-20 m nei muri di sostegno; 30-40 m (fino ad un massimo di 50 m) negli edifici a uno o più piani. Nelle dighe di sbarramento, in generale nelle grandi masse murarie di calcestruzzo ed in altre opere; è necessario progettare opportuni G. di contrazione disposti molto ravvicinati, fra 3 e 8 m rispetto a quelli di dilatazione che come si è visto possono essere spaziati a 50 m.”
Gneiss Rocce metamorfiche olocristalline, contenenti uno o più feldspati associati a minerali vari. Gli G., abbondanti nelle Alpi e in Calabria, sono usati per ricavarne lastre di diversi spessori e dimensioni, trovano impiego nella costruzione di gradini, nella pavimentazione stradale, nel rivestimento di facciate, architravi, pilastri. Molto note sono le piastre di G. dette bèole della Val d’Ossola.
Gocciolatoio Elemento orizzontale, con pendenza verso l’esterno (che può essere parte della cornice di un fabbricato, parte terminale di un muretto, o di un parapetto, il corrente in legno o un profilo metallico incastrato al telaio mobile di un serramento rispettivamente di legno o di metallo) che protegge da infiltrazioni d’acqua o dalla pioggia battente le superfici verticali su cui è aggettante. Può essere in pietra, in marmo, in legno e in metallo (presentano una piccola scanalatura sottostante detta “rompi goccia” per non far arrivare l’acqua piovana alla superficie verticale protetta). Il G. è anche la membratura della cornice classica, aggettante rispetto alle modanature della sottocornice e al piano del fregio, e sormontata dalla cimasa.
Gola Modanatura il cui profilo è costituito da due archi di cerchio a forma di S.
Gomme naturali Prodotti derivanti per coagulazione del lattice ottenuto per incisione dai tronchi di alcune piante delle zone tropicali, e aventi proprietà elastiche. Sono impiegate nella fabbricazione di pneumatici, guarnizioni di tenuta e tubi elastici.
Gomme siliconiche “Prodotti elastici di alta qualità; idrorepellenti, stabili al calore, ed alla luce ed a molti solventi organici. Sono impiegate nella fabbricazione di tubi, rivestimenti elettrici, nastri isolanti, ecc.”
Gomme sintetiche “Vari polimeri di sostanze insature quali: stirolo, etilene ed altri; hanno proprietà simili a quelle della gomma naturale.”
Gomma vulcanizzata Gomma naturale nella quale è stata incorporata una certa quantità di zolfo che la rende più elastica, non solubile, isolante, più resistente e non adesiva.
Gotica (disposizione) Tipo di muratura nella quale i mattoni di uno stesso ricorso sono disposti in maniera incrociata: alternando mattoni disposti in chiave a mattoni disposti in lunghezza o a fascia.
Granito “Pietra costituita da quarzo, feldspati e uno o più minerali femici del gruppo delle miche. Il suo colore varia dal grigio al rossastro, in relazione al contenuto di feldspato e di ferro. Ottima resistenza agli agenti atmosferici ed a compressione: da 800 a 2200 kg/cmq. Viene impiegata, soprattutto, come materiale ornamentale per rivestimento, per scale, in genere di rappresentanza, anche all’aperto, per pilastri, colonne, basamenti, ecc. I tipi più comune di G. sono: gli alcali-calcica o G. comuni; i G. alcalini; i G. aplitici.”
Grappa Barra di metallo ripiegata all’estremità inserita nella struttura muraria con lo scopo di tener fissi gli elementi della struttura stessa oppure a sostenere oggetti appesi esternamente alla struttura. Già in uso nell’architettura greca e romana per unire l’uno all’altro i blocchi della muratura, ha assunto varie forme: a C, a doppio T, a S, a coda di rondine. Oggi, raramente ha funzione costruttiva di legameno (per l’impiego dei materiali conglomeranti), ma diviene semplice mezzo per l’ancoraggio di parti particolarmente sollecitate. Nelle strutture in legno è usata per unire e fissare assi o travi.
Grassello “Aggiungendo acqua alla calce viva si ottiene la calce spenta detta G. che si presenta sottoforma di pasta untuosa; v. calce.”
Grattacielo Edificio dove lo sviluppo verticale è predominante su quello orizzontale. La struttura può essere in cemento armato (con limite massimo finora raggiungibile di 150 m), in acciaio, o combinando i due sistemi (montanti verticali in profilati di acciaio e i solai in calcestruzzo). Difficoltà e aspetti particolari presentano gli impianti antincendio, sia di prevenzione sia di estinsione, e gli impianti per i trasporti verticali. Esemplari da menzionare sono: l’Empire State Building di New York con 102 piani e 381m di altezza, nella stessa città il Chrysler Building alto 319m con 77 piani, la Lever House alta 180m, uno dei primi edifici dove si è adottata la facciata continua (con pannelli prefabbricati di acciaio e vetro).
Grès “Materiale ceramico a pasta dura compatta, sonora, impermeabile ottenuto dalla cottura (da 1200 a 1400 °C) di un impasto di argille naturali autofondenti. Si distinguono il G. ordinario o comune, il G. fino, il G. porcellanato: il primo è quello ottenuto impastando argille plastiche refrattarie, contenenti per lo più ferro; la cottura avviene a 1200 e 1300 °C, il colore è variabile fra il giallo, il bruno, il grigio, ma in genere è rosso, impermeabile, duro e resistente agli agenti chimici. Trova impiego nella fabbricazione di recipienti alimentari, tubazioni, mattonelle per pavimenti o per rivestimenti anche di apparecchi chimici. Il G fino si ottiene con impasti più duri a base di caolino, quarzo, feldspato, ecc., la cottura avviene a 1300 e 1400 °C, si usa per oggetti artistici di uso domestico, per piastrelle, per apparecchi igienico-sanitari, ecc.”
Grifo (anche grifone) Animale fantastico col corpo di leone e testa, collo ed ali di aquila, usato come motivo ornamentale negli stili classici.
Griglia parafoglie Griglia usata per mantenere liberi i discendenti dell’acqua piovana, è collocata, nelle coperture piane, all’imbocco di questi.
Gripers “Listelli di legno utilizzati come ancoraggio dei tessuti che rivestono pareti interne; vengono chiodati o incollati al supporto murario rivestiti, compresa la superficie da essi racchiusa, con fogli di feltro sui quali viene posto in opera, per mezzo di chiodatura (con pistola meccanica o pneumatica) il tessuto in tensione.”
Gronda Parte del tetto sporgente in fuori, che protegge il muro dalla pioggia.
Grondaia Vedi Canale di gronda.
Guglia (anche aguglia o pinnacolo) Elemento architettonico a forma piramidale molto allungata, posto come coronamento di strutture a sviluppo verticale (campanili, contrafforti, ecc.), e arricchito da motivi ornamentali (figurativi e non). Elemento caratteristico dell’architettura medievale, e soprattutto dell’arte gotica, infatti la G. sottolinea ancora di più il verticalismo tipico nelle opere gotiche.
Klinker Materiale composto da un impasto di argille caoline, sabbia quarzifera e feldspati, addizzionato con ossidi coloranti, la cottura avviene alla temperatura di 1250 e 1300°C. Il K. è resistente agli agenti atmosferici e all’usura, ed è usato per pavimentazioni e rivestimenti.
Kraft (carta) Prodotto ottenuto con cellulosa, resistente all’acqua ma non al vapore, impiegato come ulteriore protezione al vento ed alla pioggia, in genere è collocato sopra al rivestimento strutturale.
L (profilati ad) (anche angolari) Profilati a caldo di acciaio a forma di L. I lati possono essere uguali (norma UNI 821-823), oppure disuguali (norma UNI 824-827), in entrambe i casi gli spigoli sono arrotondati.
Lacunari Vedi Cassettoni.
Lambrècchia Tipo di laterizio utilizzato come prima copertura di pavimenti e tetti.
Lamiera “Materiale metallico prodotto in lastre dalle dimensioni variabili (da 1 x 2 m fino a 4 x 12 m) e di spessore da 0,2 a 50 mm. Le lavorazioni che generalmente si eseguono sulle L. sono: la tranciatura, la piegatura, l’imbutitura. Si possono ottenere L. striate, sono sagomate a forma di losanghe in rilievo su una faccia. E’ di questo tipo la L. bugnata, su una faccia presenta una serie di rilievi di varia forma, variamente orientati, le L. striate e bugnete sono impiegate nella fabbricazione di scale metalliche, impalcati industriali, ecc.; L. stampate, è di questo tipo la L. grecata, ha il profilo a forma di greca o simile, è impiegata nella costruzione di solai nelle strutture metalliche, lo spessore nei punti maggiori varia da 35 a 120 mm; e ancora L. stirate, ondulate, forate, ecc.”
Lamierino Lastra di materiale metallico di piccolo spessore, secondo le norme UNI a questa categoria appartengono le L. di acciaio che hanno uno spessore compreso fra 0,3 a 4 mm escluso.
Lana di roccia “Materiale composto da strati sottilissimi ricavati dalla filatura di rocce naturali miste a scorie; usato come isolante.”
Lana di vetro “Fibre di vetro di lunghezza variabile; usate come materiale isolante, sia termico sia elettrico, o acustico.”
Lanterna Elemento terminale di molte cupole, a forma di edicola rotonda o poligonale sulla quale si appoggia una copertura cuspidale. Oltre alla sua funzione ornamentale e di coronamento, costituisce la sorgente luminosa centrale della cupola. Già usata dai romani diventa motivo importante nella composizione di chiese rinascimentali e soprattutto barocche. Esemplari sono: la L. di S. Pietro in Vaticano, la L. di S. Ivo alla Sapienza a Roma, la L. della Cappella della Santa Sindone a Torino, progettata da G. Guarini, ecc.
Lapideo Si dice sia di materiale simile alla pietra, sia di manufatti realmente di pietra.
Lastricato (anche selciato) Tipo di pavimentazione, in genere stradale, costituita da lastre di pietra poggiate su uno spesso letto di malta.
Laterizio “Materiale composto da argilla, contenente quantità variabili di carbonato di calcio (fino al 30%), sabbia, ossido di ferro; la cottura avviene a temperatura variabile, da 900 a 1000°C. I L. si distinguono in: pieni, forati, e per coperture. I mattoni comuni appartengono alla prima categoria, le dimensioni medie sono di 25 x 12 x 5,5 cm, hanno resistenza a compressione di circa 150 kg/cmq. Tavelle, tavelloni, volterrane, ecc. appartengono, invece, alla categoria dei forati; si distinguono per dimensioni e per il numero dei fori, sono impiegati per muri divisori, solai, ecc. I L. per coperture, chiamati talvolta terrecotte ornamentali, sono composti dalla cottura di argille molto grasse e si distinguono in: tegole piane (romane e marsigliesi), tegole curve (coppi), pezzi speciali usati per comignoli, colmi, ecc.”
Laterocemento “Prodotto costituito da laterizi forati (pignatte), calcestruzzo semplice e armato, in genere è usato per la costruzione di solai; il laterizio ha il compito di alleggerire la struttura, il calcestruzzo armato in forma di travetti viene gettato in opera o prefabbricato, ed il calcestruzzo semplice è poi gettato superiormente per completamento. I travetti possono essere disposti secondo un unico asse oppure incrociati.”
Laterogesso Prodotto costituito da laterizi forati (tavelloni a 4 o a 8 fori) e gesso. I laterizi vengono incastrati fra loro in modo da costituire un pannello verticale, che poi è rivestito su una o entrambe le superfici da gesso, oppure su una faccia da un pannello isolante.
Latte di calce “Tipo di calce che si ottiene aumentando la dose di acqua nella fase di spegnimento della calce; ne deriva un liquido denso, di colore bianco, usato per tinteggiare le pareti; v. calce.”
Lavagna Roccia metamorfica, simile all’ardesia, ma meno facilmente suddivisibile in lastre sottilissime, di colore plumbeo-nerastro. È spesso impiegata, nei paesi nordici, come materiale per copertura dei tetti.
Leca (formato dalle iniziali di lightest expanded clay aggregate) Sinonimo di argilla espansa.
Leganti Materiali naturali che, mescolati con acqua oppure da soli, si collegano saldamente, mediante un processo di presa, con altri materiali da costruzione (laterizi, pietre naturali, ecc.). La presa può avvenire all’aria, e questi sono detti L. aerei (calci aeree, gesso), oppure può avvenire a contatto, anche permanente, con l’acqua, sono questi i L. idraulici (cementi, calci idrauliche), che possono però fare presa anche all’aria.
Legno “Materiale naturale non omogeneo a struttura fibrosa ed elementi cellulari allungati; la sua, in genere, notevole resistenza meccanica, la sua leggerezza e la sua lavorabilità, ne fanno un ottimo materiale per l’edilizia. Esistono diverse classificazioni per i legnami, fra cui quella in base alle caratteristiche meccaniche (da essenze forti o dure, a essenze dolci o tenere); in base all’impiego (da legnami per combustione a legnami da lavoro); ecc. In commercio vengono forniti in varie dimensioni e forme, fra cui: pali a sezione uniforme, diametro da circa 25 cm, e lunghezza da 2 a 8; antenne di diametro 12-25 cm alla base, 6-7 alla punta, lunghezza 5-14 m; sostacchine a sezione quadrata variabile da cm 5×5 a 10×10 e lunghezza 4 m.”
Legno lamellare Lavorazione del legno consistente nel produrne pezzi da costruzione formati dall’incollaggio di quattro o più tavole sovrapposte, ogni tavola è spessa circa 38 mm, larga da 10 a 24 cm e lunga da 4 a 6 m. In genere la continuità fra i pezzi è assicurata da giunti a pettine e l’incollaggio (nel senso della lunghezza e larghezza) con colle all’urea-formaldeide o alla resorcina, ottenendo pezzi per costruzioni di dimensioni variabili. In genere viene usato il legno di conifera: abete rosso ed anche abete bianco e pino silvestre.
Lesena Elemento verticale decorativo dall’aspetto di semicolonna o semipilastro poco sporgente dal muro.
Limbello Rientranza a sezione rettangolare ricavata nel rivestimento in marmo dell’alzata del gradino di una scala.
Linoleum Materiale commercializzato in fogli o rotoli, costituito dall’impasto di un legante a base di olio di lino e di resine speciali, utilizzato per pavimentazioni e per rivestimenti di pareti.
Listello Vedi Cantinella.
Loggia Parte di edificio o edificio stesso formato, almeno in parte da un colonnato, una fila di arcate, ecc. con la funzione di portico.
Loggiato “Forma simile alla loggia, ma con funzioni secondarie; di coronamento, o come mezzo di collegamento, o disimpegno fra gli ambienti di un edificio.”
Lunetta Porzione di parete compresa fra l’arco che interseca la parete con la volta ed il piano d’imposta di quest’ultima. Anche finestra a forma di luna usata specialmente sopra le porte
Neoprene Gomma sintetica al policloroprene. Resistente al vapore acqueo, all’acqua, alla putrefazione, all’ozono, ecc. Lavorata per estrusione, è impiegata per la realizzazione di guarnizioni per vetrature, e per giunti fra pannelli cementizi.
Nervatura “Sistema costruttivo che aumenta la resistenza di una struttura. Le N. possono rimanere occultate entro la massa della struttura, come nelle volte e murature romane ove la loro funzione di irrigidimento è affidata interamente all’uso di materiali più resistenti (costruzioni di archi nella muratura stessa), oppure sporgere dalla superficie assumendo oltre che carattere strutturale anche carattere compositivo (es. i costoloni nelle cattedrali gotiche); v. costolone.”
Nicchia Incavo nello spessore del muro, a sezione circolare o poligonale, con coronamen- to, in genere, formato da un quarto di sfera. Costituisce elemento decorativo, per lo più destinato ad accogliere una statua.
Nichel “Elemento chimico di simbolo Ni, numero atomico 28. Si trova in natura in vari minerali (nichelina, smaltite, ecc.). Solo di rado il metallo si trova allo atato libero, per es. in qualche meteorite. Il suo colore è bianco lucente, d’aspetto simile all’argento; resistente agli agenti atmosferici. Il N. si impiega, più che per la fabbricazione di oggetti, per ricoprire altri metalli a scopo protettivo (nichelatura) o decorativo, e nella preparazione di acciai tenaci e resistenti alla corrosione.”
NR Gomma naturale.
Ogivale Arco a sesto acuto.
Ometto Vedi Monaco.
Ornato Il complesso dei motivi ornamentali che decora l’architettura degli edifici.
Orsatura Lavorazione dei conci che consiste nel pulimento mediante sfregamento con una pietra dura.
Ottone “Lega di rame e zinco. Gli O. si contraddistinguono con un numero progressivo che indica il loro tenore in rame (sigla UNI: OT60, al 60% di rame; OT63, al 63% di rame; OT72, al 72% di rame). L’O. è impiegato per la fabbricazione di oggetti ornamentali o di arredo, di pezzi meccanici, rubinetterie, parti statiche di imbarcazioni perché resistente all’acqua marina, ecc.”
Òvolo Tipo di modanatura avente il profilo a forma di quarto di cerchio, in genere questa è ornata da piccoli motivi a rilievo detti ovoli, divisi fra di loro da un altro motivetto a rilievo, il dardo o la freccia o lancetta, nome che deriva dalla sua forma. La modanatura ad O. termina nell’angolo, generalmente con una foglia d’acanto o di palma.
Padiglione Tipo di costruzione, in origine piccolo edificio che faceva parte di un complesso più ampio (es. i P. delle ville seicentesche), oggi costruzione isolata in uno spazio libero e destinato ad usi vari, come esposizione, sosta e ritrovo in parchi, ecc.
Padiglione Vedi Volta, Tetto.
Palanca “Grossa tavola di legno (cm 4x25x400), o elemento tubolare metallico; utilizzato, nelle opere in costruzione, per livellare superfici varie, oppure come piano praticabile nei ponteggi.”
Palancole Tavole di legno, con bordi sagomati, o analoghi elementi di ferro, o calcestruzzo armato, collegati fra loro e infissi nel terreno, in modo di ottenere una parete continua ed impermeabile posta attraverso un corso d’acqua, per passarvi sopra a piedi, o anche per contenimento dell’acqua o di terreno incoerente (paratia).
Palazzo “Edificio che può avere diverse funzioni (abitazione civile, uffici, ecc.), ed è di più grandi dimensioni rispetto alla casa; tale carattere è proprio dell’architettura moderna. In passato il P. era edificio maestoso, costruito con ricchezza di materiale e per lo più artisticamente decorato, dimora di principi o di signori o sede di uffici pubblici.”
Paniforte Pannello di legno composto da un’anima di spessore notevole, in listelli di legno incollati e da un rivestimento di due strati superficiali di legno compensato.
Pannelli radianti Nei sistemi di riscaldamento i P. radianti possono essere sia i comuni radiatori a forma di piastra, sia un sistema di tubazioni in acciaio, rame, o resine sintetiche, annegato nel massetto di sottopavimentazione dei locali da riscaldare, o inserito in appositi elementi prefabbricati di calcestruzzo con cui si rivestono le pareti o i soffitti. L’acqua calda che circola nel sistema a serpentina viene mantenuta alla temperatura di circa 25 – 30 °C.
Pannello Sandwich Elemento che unito alla struttura di sostegno e agli ancoraggi costituisce il moderno sistema di paramenti di facciata detto Curtain Walls (vedi). Caratteristiche fondamentali dei P. Sandwich sono la resistenza agli agenti atmosferici, agli urti e al fuoco, debbono essere sufficientemente rigidi, buoni isolanti acustici e termici, ed impermeabili all’aria e all’acqua. Sono formati da uno strato di materiale isolante, inserito solidamente fra due strati sottili di materiale diverso dei quali, quello esterno lo protegge dagli agenti atmosferici e quello interno dagli urti. Lo spessore complessivo dei P. Sandwich oscilla dai 5 ai 15 cm, ed il peso dai 25 ai 75 kg/mq.
Pannello solare “(anche collettore piano) Costituito da una o più lastre trasparenti, generalmente di vetro, e da una lastra assorbente; composta da parte piana e da un sistema di tubi entro i quali scorre il liquido vettore del calore, il quale confluisce in un boiler che funzionando da scambiatore di calore riscalda l’acqua di rete, che anch’essa è confluita nel boiler, per poi essere distribuita a servizio degli utenti.”
Pannello tamburato Può essere classificato come tipo di pannello sandwich (vedi). Il P. tamburato è in legno, costituito da due strati superficiali generalmente di compensato e bordati da listelli di legno massiccio. Il nucleo centrale ha lo scopo di conferire rigidità all’insieme, e può essere realizzato in vari modi:

“- listelli di legno incrociati che formano un disegno di quadrati o losanghe;”

“- listelli di legno curvati a spirale;”

“- strisce di compensato ondulato;”

“- nido d’ape a maglie esagonali con carta Kraft (vedi);”

– riempimento con resine sintetiche.

Pannello truciolare Pannello costituito da particelle di legno (trucioli), che vengono impregnate di collante e distribuite su una superficie pari a quella del pannello, poi avviene la pressatura a caldo. Le dimensioni dei pannelli, così ottenuti, variano da 160×305 cm a 185×308 cm, e lo spessore da 6 a 40 mm.
Paradosso Trave principale in legno che nell’orditura del tetto segue l’inclinazione della falda, e nei ponteggi provvisori è appoggiata sulle opere murarie già edificate.
Parasta Semi pilastro addossato ad una parete.
Parquet “Tipo di pavimento in legno formato da doghe o tavolette quadrate di varie dimensioni, o quadroni di lato da 80 a 120 cm formati da piccoli pezzi posti a disegno; può essere chiodato, oppure incollato sul sottofondo ben lisciato o su un pavimento esistente, secondo varie disposizioni: a spina di pesce, a lista o a tolda. Dopo la posa in opera, si procede con lame o arrotatrici meccaniche all’eliminazione dei piccoli risalti, per poi passare alla lucidatura con cera o vernice trasparente. Vengono usate specie legnose forti (pitch-pine, teak, larice, noce, rovere, castagno, ecc.).”
Passafuori Travetto di legno inchiodato al puntone di un tetto, sporgente oltre il filo esterno del muro perimetrale, per sostenere il cornicione sovrastante.
Passinata Serie di correnti e travicelli nell’orditura di un soffitto o di un tetto.
Passone “Palo di legno (quercia, ontano, castagno, pino rosso, ecc.) di lunghezza da 2 a 4 m, con diametro di circa 15 e 50 cm e più; utilizzato per il costipamento di un terreno incoerente superficialmente; v. pali di fondazione.”
Patio Luogo simile ad un cortile all’aperto, sul quale si affacciano i vari ambienti della casa, spesso con porticato o loggiato che si apre verso il giardino interno.
Pavimentazione a coda di pavone Tipo di pavimentazione per esterni formata da elementi in porfido di piccole dimensioni (da 4×4 cm e 6 cm d’altezza, a 9×9 cm e 12 cm d’altezza), allettati su sabbia, e l’inserimento nelle connessure di malta liquida di cemento. La loro disposizione planimetrica è spesso quella del ventaglio, o di archi contrastanti, si usano in genere due colori che danno forza al disegno (disegno a ventagli incrociati).
Pavimentazione alla veneziana “Pavimentazione costituita da frammenti di marmo, di varie dimensioni e colori, disposti in modo di ottenere un disegno geometrico, inseriti in uno strato di malta di sabbia e cemento (per interni da 1 a 1,5 cm di spessore; per esterni da 1,5 a 2 cm), steso sopra un primo strato di calcestruzzo di cemento magro (per interni da 4 a 6 cm di spessore; per esterni da 10 a 12 cm).”
Pavimentazione galleggiante “Tipo di pavimentazioni per interni con lo scopo di assicurare un buon isolamento acustico fra un piano e l’altro dell’edificio; il piano di calpestio viene posto sopra uno strato di calcestruzzo leggero ed uno strato isolante che rivolta verticalmente sulle pareti per interrompere la continuità.”
Pavimentazione sopraelevata Il pavimento è formato da pannelli con più strati di vario materiale che assicurano un buon isolamento termoacustico, sono mobili e rigidi, e appoggiati sul solaio mediante sostegni in acciaio, di altezza regolabile (da 10 a 100 cm). Nell’intercapedine così costituita possono essere installate canalizzazioni varie. Impiegati soprattutto nei centri tecnici attrezzati, radiofonici, uffici, ecc. Da non confondere con il pavimento galleggiante.
Pece Sostanza vischiosa che si ottiene principalmente dalla distillazione di varie qualità di catrame. La P. comune è una massa di color nero, insolubile nell’acqua, usata per proteggere dall’umido e dall’acqua, per unire fra loro le parti in legno di botti, della carena delle navi, ecc., e nella preparazione di asfalti artificiali per pavimentazioni, di cartoni e feltri catramati, per vernici e come materiale isolante.
Pedata “Parte orizzontale del gradino, dove poggia il piede. La sua dimensione p (nella direzione della rampa) è in diretta relazione con l’alzata a, la parte verticale del gradino, secondo varie formule, fra cui: 2a + p = 64 cm; a + p = 48 cm; oppure 4/3 a + p = 52 cm.”
Peduccio (anche piede) Pietra liscia o variamente scolpita che serve di appoggio all’imposta dell’arco o della volta, spesso per la sua forma e funzione si chiama capitello pensile.
Pennàcchio Parte di una volta costituita dalla superficie di raccordo fra i piedritti, e la forma rotonda o poligonale della volta, quando questa sia impostata su un ambiente a pianta diversa da quella della volta stessa (ad esempio una cupola impostata su un ambiente a pianta quadrata o poligonale). In genere il P. prende la forma di triangolo sferico, è spesso decorato con affreschi o mosaici, celebri ad esempio i P. a triangolo nel battistero della basilica di S. Marco a Venezia.
Pensilina Struttura a sbalzo addossata ad un edificio o isolata e sostenuta in vari modi, per proteggere dalla pioggia o dal sole le persone che devono transitarvi o sostarvi.
Peperino Roccia sedimentaria piroclastica o tufo vulcanico, di colore grigiastro con macchie simili a grani di pepe. Impiegato in edilizia soprattutto per zoccolature, fasce, modanature e altre ornamentazioni.
Persiana “Chiusura mobile posta esternamente alle finestre, con lo scopo di attenuare l’illuminazione, e la luce diretta del sole, permettendo il passaggio dell’aria. Le P. si possono dividere in tre categorie principali: a sportello girevole, a sportello scorrevole, avvolgibili. I primi due tipi sono detti P. alla romana; sono costituiti da un telaio perimetrale cui viene fissata una serie di tavolette inclinate dall’interno verso l’esterno, fisse o mobili. Il sistema di apertura nelle P. a sportello girevole avviene per movimento a ribalta con cerniere verticali, mentre nelle P. a sportello scorrevole il movimento è di scorrimento, per mezzo di rotelle, su due rotaiette poste sul davanzale, all’interno del muro perimetrale; tale sistema rende molto difficili gli eventuali interventi di manutenzione o di riparazione all’apparato di scorrimento. I materiali impiegati nella costruzione delle P. alla romana sono il legno, e più raramente l’alluminio, e le materie plastiche, recentemente viene impiegato il ferro zincato, specialmente nelle grandi città per protezione dai furti. Le P. avvolgibili sono costituite da tante stecche sottili (in legno o in materie plastiche) di adatto profilo, tenute assieme da laminette di acciaio; la P. avvolgibile scorre verticalmente dentro due guide metalliche fatte ad U fissate agli stipiti del vano, avvolgendosi su un rullo sistemato in un incasso collocato sopra l’architrave.”
PF Resina fenolica.
Pianella “Mattonella in laterizio di circa cm 20×20, e 2 cm di spessore, impiegata come materiale per pavimentazioni rustiche; il pavimento risulta assorbente, polveroso e antigienico.”
Piano di campagna Quota presa come riferimento dalla superficie naturale del terreno dove avviene la misurazione degli edifici da costruirsi o costruiti, emergenti dal terreno o interrati, ovviamente tale riferimento ha una certa approssimazione a causa delle irregolarità naturali che presenta il piano stesso.
Piano quotato Misurazione altimetrica di un terreno o altro, attraverso un piano orizzontale immaginario posto ad una certa quota a partire da un punto di riferimento, rispetto al terreno da misurare, si determineranno altri punti e se ne misurerà la quota dal terreno fino al piano immaginario, in modo da ottenere il rilievo esatto della sezione del terreno misurato. Inoltre i punti misurati saranno legati da una maglia triangolare (triangolazione) che permetterà anche il rilievo della planimetria del terreno, o di ciò che si è misurato (ad es. un interno di edificio).
Piantana Asta verticale in legno o tubolare metallico che unita ai correnti (aste orizzontali) costituisce la struttura portante del ponteggio.
Piattabanda Elemento strutturale che ha la stessa funzione dell’architrave, ma impiegato per luci modeste (porte, finestre), costruito con una serie di mattoni pieni o forati, o pietre da taglio, disposti per ritto e saldati con uno strato di malta, disposta in modo da formare un arco molto ribassato che scarica sulle spalle il peso sovrastante.
Picnòstilo Distanza dell’intercolunnio (vedi) di un diametro e mezzo.
Piedistallo “Basamento di elementi architettonici (obelischi, guglie, pinnacoli, colonne, statue). Nell’ordine architettonico classico ha il compito di sostenere colonne o statue, è formato da un parallelepipedo detto dado poggiato su una base costituita da una cornice sporgente verso il basso, lo zoccolo; e delimitato superiormente da una cornice sporgente verso l’alto, la cimasa.”
Piedritto (anche spalla) Sostegno verticale su cui poggia l’arco, o l’architrave, o la piattabanda. I P. debbono sopportare sollecitazioni di compressione, dovute al carico su di essi insistente, e quelle relative al rovesciamento per effetto di spinte orizzontali indotte sia dalle strutture sostenute, sia direttamente da altre forze esterne.
Pietrisco Vedi Ghiaia.
Pignatta “Mattone cavo in laterizio, di dimensioni e numero dei fori variabili. Impiegato soprattutto, unitamente a travetti di calcestruzzo armato, per la costruzione di solai. In alcuni tipi la faccia superiore risulta particolarmente resistente in modo da limitare al minimo lo spessore del sovrastante getto di calcestruzzo, o ancora esistono tipi che hanno la faccia inferiore con due sporgenze laterali di dimensioni pari alla metà della larghezza del travetto, per ottenere un intradosso omogeneo; v. laterizio, laterocemento.”
Pila “Struttura portante, spesso costituita da un massiccio muro, che sorregge due arcate o due travi continue di un ponte, trasmettendo al terreno i carichi permanenti ed accidentali (peso della struttura e quello che deriva dal transito sul ponte). La P. può essere costruita in muratura, in calcestruzzo semplice o armato (a traliccio o internamente cava). Necessario è uno studio preliminare, sia delle maggiori piene possibili, sia della velocità massima del defluire dell’acqua; v. antibecco, retrobecco.”
Pilastro Elemento strutturale di sostegno, ad asse verticale di forma per lo più prismatica, può essere incassato nel muro, isolato (consentendo la riduzione degli ingombri), oppure leggermente sporgente dal muro (parasta). Lo scopo del P. è di concentrare su di esso sollecitazioni a compressione e a flessione derivanti dai carichi sostenuti, in relazione alla sezione, al materiale ed all’altezza del P. stesso. In genere viene ripetuto ad intervalli, secondo punti stabiliti dalla cosiddetta “maglia strutturale”.
Pilastro pendolare “Pilastro usato nelle strutture metalliche, vincolato a cerniera alle due estremità; ciò consente movimenti di traslazione e di rotazione alla struttura sostenuta. Le cerniere sono del tipo sferico o cilindrico.”
Pilastro polistilo “(anche a fascio) Tipo di pilastro caratteristico dell’architettura romanica, ma soprattutto di quella gotica, per sostenere le nervature (costoloni) delle volte; presenta una sezione cruciforme, cioè quadrangolare con quattro semicolonne accorpate, che corrispondono ciascuna a una nervatura, in seguito, specialmente con il gotico francese, le colonne che formano il pilastro aumentano di numero, diventando, spesso, più sottili, e dalla nervatura fino in terra non hanno punti di discontinuità accentuando così il verticalismo dell’edificio caratteristico di quest’architettura.”
Pilone Elemento strutturale ad asse verticale costruito in muratura o calcestruzzo armato. Può assumere diverse funzioni: se fuori terra è l’elemento che sostine le arcate o le travi di un ponte (vedi pila), se costruito sotto terra è elemento di sostegno delle fondazioni di edifici.
Pilone Caratteristico portale monumentale dei templi egiziani, costituito da due tratti di muraglia di elevato spessore, rastremati verso l’alto, tra i quali si apre la porta.
Pilotis “Pilastri, per lo più in cemento armato e a sezione circolare, isolati e ripetuti ad intervalli; che sostengono un edificio, isolandolo al piano terreno, delimitando uno spazio coperto, libero da pareti, e in diretta relazione con l’esterno. I P. costituiscono uno dei cinque punti programmatici enunciati da Le Corbusier.”
Pinnàcolo Vedi Guglia.
Pirex Vedi Pyrex.
Plafoniera Particolare tipo di portalampada, che viene applicato direttamente al soffitto o al controsoffitto di un ambiente. Il suo scopo è quello di nascondere tutto l’apparato necessario al sistema illuminante. Esistono “infiniti” tipi di P. con diverse forme e disegni tali da costituire elemento di decoro per l’ambiente.
Platea E’ un tipo di fondazione che si esegue quando la resistenza del terreno è molto debole rispetto al carico unitario tasmesso dall’edificio alla fondazione, o quando il terreno resistente è tanto profondo da non essere economicamente raggiungibile. La P. è costituita da una piastra di calcestruzzo armato formata da una soletta inferiore, appoggiata sul terreno, portata da un sistema di travature principali e di travi secondarie, se l’edificio da costruirsi è di limitata altezza la P. è costituita da un solettone. Condizione essenziale per la stabilità della P. è che il terreno sia il più omogeneo possibile, sia superficialmente sia in profondità, per uno spessore pari almeno una volta e mezza la largezza della P.
Plexiglas Vetro acrilico, ossia resine di metacrilato di metile. Viene fabbricato in lastre, tubi, bacchette, articoli vari e di fantasia. Presenta trasparenza, minor peso specifico del vetro, infrangibilità, elevata resistenza alla rottura, ma purtroppo ha una bassa resistenza all’abrasione che ne limita notevolmente l’impiego.
Plinto Nell’architettura classica è la parte inferiore della base della colonna a forma di basso paralleledipedo a sezione quadrata.
Plinto di fondazione “Struttura in cemento armato costituita da un solido a forma di piramide tronca o di parallelepipedo, di preferenza a pianta quadrata, che ha la funzione di ripartire il carico del pilastro sul terreno; così da costituire un naturale allargamento della sezione del pilastro (in cemento armato o in acciaio), elemento portante dell’edificio. I plinti isolati in cemento armato possono essere alti e rigidi, o bassi e flessibili:”

“- plinto rigido, la sua forma è a tronco di piramide, o a gradoni, l’altezza del plinto è notevole rispetto alla base, e la pendenza laterale è compresa fra i 45° e i 60°, salvo una leggera griglia posta alla base può essere privo di armatura metallica, perché l’altezza della sezione del conglomerato cementizio è tale da poter sopportare le relative sollecitazioni di flessione e taglio;”

“- plinto flessibile, la sua forma è a tronco di piramide o a parallelepipedo, la pendenza laterale è uguale o inferiore a 45°. Le forze presenti sono il carico verticale trasmesso dal pilastro e la reazione del terreno esercitata sulla base del P.; l’armatura in questo caso è sempre presente, e i tondini di acciaio sono disposti prevalentemente sul lembo inferiore.”

Ai fini della ripartizione uniforme del carico sul terreno, i P. rigidi (alti e poco armati) sono sempre da preferirsi a quelli bassi e flessibili.

Pluviale “Tubo verticale di scarico delle acque meteoriche provenienti dalla copertura. Può essere realizzato sia esterno all’edificio sia inglobato all’interno della muratura; nel primo caso è un tubo composto di vari elementi sovrapposti e incastrati l’uno sull’altro, di lamiera zincata o in PVC rigido, mentre la parte inferiore è realizzata in ghisa per proteggerla dagli urti.”
Podio “Piedistallo su cui erano costruiti molti monumenti classici; i templi romani erano quasi sempre poggiati su alti P., le cui fronti erano variamente interrotte da scalinate. Negli anfiteatri il P. era il basamento del palco su cui erano i sedili dell’imperatore, dei senatori, dei magistrati e delle vestali.”
Policarbonato Vetro organico, simile al plexiglas (vedi).
Policloruro di vinile Vedi PVC.
Polietilene “Prodotto di polimerizzazione dell’etilene, da liquido può diventare fino a masse cerose più o meno dure; quest’ultime sono le più importanti dal punto di vista pratico, sono pochissimo solubili nei vari solventi, impermeabili all’acqua, con caratteristiche elettriche di bassa permettività, basso fattore di potenza, elevata resistenza dielettrica, ecc; sono insensibili agli acidi, agli alcali, ecc.; sono però degradate dall’ossigeno atmosferico che le rende fragili; si aggiungono quindi additivi antiossidanti. Il suo impiego è ampio: dalla produzione di film, per avvolgere prodotti alimentari e altro, alla fabbricazione di tubi, alla riduzione in fogli per impermeabilizzare coperture e tetti.”
Polifora Finestra con parecchie aperture.
Polimero Sostanza formata da due o più molecole dello stesso composto. I P. comprendono composti naturali (la gomma, la cellulosa), o sintetici (materie plastiche o resine sintetiche, fibre artificiali, ecc.).
Poliuretano “Polimero ottenuto per poliaddizione di polialcoli e diisocianati. I P. trovano impiego come materiali da stampaggio, adesivi, vernici, e come elastomeri e fibre sintetiche. I vari manufatti in P. hanno buone proprietà dielettriche, meccaniche, termiche; si possono ottenere blocchi e pannelli con porosità chiuse, usati per isolamento termoacustico.”
Ponte Opera architettonica costruita con vari materiali e sistemi strutturali, con lo scopo di consentire l’attraversamento di un luogo (fiume, strada, ferrovia, ecc.) da un punto ad un altro. Si hanno P. in legno, in ferro o altri materiali metallici, in calcestruzzo semplice o armato, e in cemento armato precompresso. I P. in muratura o in calcestruzzo semplice sono tutti P. ad arco, non potendo questi materiali sostenere bene alcuna sollecitazione che non sia la pressione semplice. I P. in ferro o in cemento precompresso possono avere una maggiore varietà di schemi statici (da semplici travi continue ai P. sospesi).
Ponteggio “(anche impalcatura) Costruzione provvisoria di legno o di tubi, che serve ai muratori per lavorare agli edifici in costruzione. E’ preferibile utilizzare P. metallici realizzati con tubi di acciaio zincato (la denominazione commerciale è generalmente tubi Innocenti) del diametro interno mm 48 e spessore mm 4; per il montaggio più rapido, per il completo recupero degli elementi utilizzati e per una maggiore resistenza e indeformabilità. I tubi sono collegati fra loro mediante giunti, serrati con bulloni (esistono diversi brevetti).”
Porcellana “Prodotto ceramico pregiato, formato da pasta a grana finissima e compatta assai bianca, traslucida, sonora, impermeabile. Deriva dalla cottura alla temperatura fra i 1350°C e 1450°C di argilla pura bianca (caolino), quarzo e feldspato impastati con acqua. Impiegata, sia allo stato grezzo sia ricoperta da un rivestimento trasparente, per vari usi; da oggetti per uso domestico, a elementi isolanti elettrici, a vasche e tubi utilizzati per contenere anche liquidi aggressivi.”
Porfido “Roccia eruttiva o effusiva, di vario colore, dal rosso scuro, al verde, al grigio fino al nero. Si distinguono i P. granitici, i P. quarziferi, ecc. Ha buona resistenza a compressione che può superare anche i 2000 kg/cmq, per quanto il peso specifico non sia molto grande (da 2400 a 2700 kg/mc) perché leggermente porosa; è adatta per pavimentazioni stradali e interne e per rivestimenti.”
Porta Apertura lasciata in un muro o altra struttura, per crearvi un passaggio. Le parti principali sono: la soglia, che è l’elemento orizzontale inferiore del vano, gli stipiti o spalle o ritti (nelle P. di antichi monumenti si chiamano piedritti), che la delimitano sui due lati verticali, l’architrave, o l’arco, o la piattabanda, che la ricopre superiormente. La larghezza fra i due stipiti si dice luce.
Portale Porta esterna d’ingresso ad un edificio, ma più imponente e artisticamente più studiata di una semplice porta. Spesso è l’elemento più caratteristico di tutta una facciata. Celebri e di esemplare bellezza, sia per la loro composizione, sia per la loro decorazione scultorea, sono i P. gotici come, per es.: il P. del Giudizio di Notre-Dame a Parigi, il P. della Vergine Dorata della Cattedrale di Amiens, il P. centrale della facciata della Cattedrale di Saint-Etienne a Bourges.
Pòrtico Ambiente a pianoterra coperto, del quale almeno un lato è aperto e composto da colonne o pilastri. Esempi se ne hanno dall’antichità fino ai nostri giorni. Celebri a Roma sono: il P. di Ottavia, il colonnato di S. Pietro, ecc.
Postmenio Piazza fuori delle mura di una città.
Pozzetto Manufatto in muratura o prefabbricato in calcestruzzo che serve a raccogliere per poi convogliare alla rete fognaria le acque piovane che scendono dai pluviali, le dimensioni sono variabili di circa 40x40x40 cm con coperchio superiore d’ispezione a pefetta tenuta, in ferro, ghisa od anche in calcestruzzo armato. Di dimensioni maggiori (con sezione minima di 70×70 cm) sono i P. d’ispezione collocati ogni 20 o 30 m lungo le tubazioni delle fogne, per consentire l’ispezio- ne e la pulizia della rete di fognatura.
Pozzo artesiano “Tipo di pozzo che serve a prelevare acqua da una falda artesiana (falda che scorre fra due strati impermeabili, in pressione come se scorressero entro tubazioni), o comunque da falde acquifere superficiali o profonde. Con il tubo d’acciaio (tubi Norton), che fa da condotto di estrazione dell’acqua, si procede alla percussione del terreno; che avviene a più riprese sui diversi tronchi del tubo avvitati l’uno sull’altro per mezzo di giunti a vite e manicotto. Con la percussione a mano si possono raggiungere profondità di circa 7 o 8 m; con la percussione a mezzo di battipalo circa 20 o 30 m.”
Pozzo nero Sistema di raccolta dei liquami di scarico di edifici sprovvisti di fognatura. È un vano interrato con pareti di muratura o di calcestruzzo, bene intonacate. Sono obbligatori almeno due spurghi l’anno, e in base a questo, in fase di progetto, sarà misurata la sua capienza. Tale sistema è ormai sostituito dalla fossa settica (vedi).
Pozzolana In origine era un tipo di sabbia vulcanica, di cui a Pozzuoli esistono giacimenti di qualità rinomata, che durante la presa dà luogo con la calce a reazioni complesse che assicurano all’impasto una particolare solidità e anche notevoli proprietà idrauliche. Oggi, impropriamente, sono così chiamati i prodotti, sia naturali sia artificiali, che hanno la proprietà di reagire con la calce e in presenza di acqua, costituendo così dei leganti che hanno notevoli proprietà idrauliche e una particolare resistenza alle acque aggressive naturali più comuni.
Pratt (trave) Trave reticolare, generalmente realizzata in acciaio, la cui struttura è rappresentata da montanti verticali (di minor lunghezza) sottoposti a solleci- tazioni di compressione, e le aste diagonali (più lunghe) sono, invece, sottoposte a trazione.
Precinzione Vedi Balteo.
PRFV Resina poliestere rinforzata con fibra di vetro.
Primer Sostanza liquida, a rapido asciugamento, utilizzata per far aderire meglio lo strato d’impermeabilizzazione ad ogni tipo di supporto, e per saturare le porosità del cemento.
Profilato “Sbarra metallica ottenuta al laminatoio, la forma della sezione trasversale è quella che dà il nome al P. Nelle tabelle UNI sono riportati i valori caratteristici dei P. in base alle loro dimensioni; v. C, L, HE, doppio T, T.”
Pseudo isodomo Tipo di assestamento (vedi) di una muratura in cui i conci di pietra o i mattoni sono tutti di uguale altezza nello stesso filare, ma ogni filare ha diversa altezza.
Pulvino Elemento strutturale o puramente decoratico, formato da un blocco, generalmente di pietra e scolpito, con le faccie inclinate (spesso a forma di tronco di piramide rovescia), collocato sopra il capitello. Esempi sono quelli nelle chiese bizantine.
Puntone Nelle strutture reticolari è l’elemento soggetto prevalentemente a sollecitazione di compressione assiale, come nel caso, ad esempio, delle capriate, in cui i P. sono le aste inclinate secondo la pendenza del tetto, mentre le aste soggette a sollecitazione di trazione sono dette tiranti. Quando i P. sono molto snelli, aventi cioè lunghezza notevole rispetto alla sezione trasversale, può verificarsi l’inflessione laterale, ed è allora indispensabile la verifica a carico di punta.
PUR Poliuretani reticolati.
Puteale “Parapetto di forma circolare o poligonale che protegge l’orifizio dei pozzi, in genere è, nella sua superficie esterna, decorato con motivi architettonici o rilievi scolpiti, soprattutto nei pozzi medievali; che adornavano i chiostri dei monasteri e dei conventi.”
Putrella “Profilato di acciaio a doppio T, usato negli edifici in muratura per la costruzione di solai, accoppiato a tavelloni laterizi di vario tipo, o come architrave sopra i vani del fabbricato; e negli edifici a struttura di acciaio.”
PVC “Sigla con la quale si indica il cloruro di polivinile, una delle prime materie plastiche studiate e preparate, e forse anche la più usata. Il cloruro di vinile viene prima essiccato, liquefatto e distillato, poi polimerizzato in blocco o in soluzione, ma più spesso coi sistemi in emulsione o in sospensione, e i prodotti che si ottengono nei vari casi hanno proprietà e caratteristiche leggermente diverse. Nella mescola saranno aggiunti al polimero, stabilizzanti, plastificanti, materiali di carica, pigmenti, lubrificanti, ecc. Il cloruro di polivinile può essere foggiato con o senza l’aggiunta di plastificanti; nel primo caso (il più comune) si ottengono prodotti più o meno flessibili e resilienti, nell’altro prodotti rigidi. Il PVC è di uso comune in una vasta gamma di applicazioni: nell’edilizia è impiegato per la preparazione di tubi flessibili, di lastre, di valvole, e per il rivestimento di pareti e pavimenti (es. linoleum al PVC), pannelli per esterni, ecc.”
Pyrex “Tipo di vetro formato da 80,9 % di quarzo; 12,6 di anidride borica; 4,4 di ossido di sodio; 1,8 di alluminia; 0,3 di ossido di calcio. Ha un bassissimo coefficiente di dilatazione cubica e pertanto resistente agli sbalzi termici, al calore resiste fino a 550°C.”
T (profilati a ) Profilati a caldo di acciaio a forma di T. Possono avere spigoli vivi ed altezza variabile da 20 a 50 mm (norma UNI 739-740), oppure spigoli arrotondati ed altezza variabile da 60 a 100 mm (norma UNI 731-732). Utilizzati, soprattutto i primi, per la realizzazione di edifici a struttura metallica, sono, in genere, accoppiati fra loro oppure con altre membrature.
Tagliolo Nome del laterizio che serve a chiudere gli archi.
Tamburo Elemento architettonico a parete verticale a forma cilindrica o prismatica che poggia sui pennacchi e sostiene la cupola, inserito, spesso, nelle chiese medievali e rinascimentali, come elemento di raccordo sia costruttivo, sia formale, fra le navate e la cupola. Molto spesso è sorgente di luce naturale, se nelle sue pareti sono praticate ampie finestre. Il T. è anche sinonomo di rocchio.
Tarsia “La singola opera che si ottiene intarsiando; v. intarsio.”
Tassello Piccolo pezzo di legno, metallo o altro impiegato per connettitura o ripieno. Nell’arte dell’intarsio o del mosaico i T. sono i piccoli pezzi di legno, avorio, ecc. che costituiscono l’elemento principale per il compimento dell’opera.
Tavella Laterizio di piccolo spessore (3 cm) e di notevoli dimensioni superficiali (circa 25 x 50 cm), impiegato per pavimenti ma soprattutto per la realizzazione di controsoffitti appesi al solaio. I bordi lunghi sono scanalati, quindi adatti alla collocazione di tondini di ferro murati con malta cementizia (controsoffitto Perret).
Tavellonato Pavimento per il piano terra costituito da tavelloni (vedi) affiancati in filari regolari, i tavelloni poggiano su bassi muriccioli fra i quali deve essere assicurata buona ventilazione per l’isolamento dall’umidità. Si dice T. anche un tipo di controsoffitto realizzato con tavelle (vedi).
Tavellone Laterizio forato, parallelepipedo, di spessore variabile da 8 a 10 cm e di notevoli dimensioni superficiali (fino a 25 cm per l’altezza, e 200 cm per la lunghezza). E’ impiegato sia per tramezzi sia per alcuni tipi di solaio.
Tavolato Vedi Assito. In alcune regioni il T. è la muratura, non portante, realizzata con mattoni forati.
Tegola “Elemento di piccole dimensioni in laterizio o in cemento-amianto, utilizzato per la realizzazione del manto di copertura delle falde inclinate dei tetti. La T. marsigliese è in terracotta e piana, le dimensioni superficiali sono circa 24 x 39 cm; sono incastrate fra loro per mezzo di piccole scanalature sui bordi. La T. portoghese è in terracotta ed è formata, in un solo pezzo, da un embrice e da un coppo; v. embrice, coppo, cemento-amianto.”
Telaio Negli infissi indica ognuno degli elementi fissi che sostengono, mediante cerniere, gli elementi mobili, e sono in contatto con il controtelaio (vedi), o direttamente con la muratura. Il T. mobile è la struttura composta da montanti e traversi che costituisce l’elemento apribile di un serramento.
Tempera “Tipo di tintura costituita da sospensioni acquose di pigmenti e cariche finemente macinate, con l’aggiunta di colle naturali o sintetiche. Le T. sono impiegate solo per tinteggiature d’interni, perché poco resistenti all’acqua. La T. è anche una tecnica pittorica e per decorazioni; consistente in colori stemperati con latte o acqua di colla e applicata all’intonaco secco; v. affresco.”
Tenia Modanatura liscia con cui l’architrave della trabeazione dell’ordine ionico e corinzio è suddiviso.
Tenone Vedi Giunto.
Tensostruttura “Tipo di struttura che evita l’utilizzo di elementi inflessi, cioè una struttura i cui elementi siano prevalentemente tesi o compressi; si affida il sostegno dei vari piani dell’edificio, anziché alle consuete strutture di elevazione innalzate sulle fondamenta, ad una fitta rete di cavi di acciaio, sostenuti in alto da un sistema di sostegni centrali, concentrati in una zona ristretta della pianta, consentendo di ottenere spazi liberi con il minimo impiego di materiale.”
Tercisato “Sottofondo per la posa in opera di pavimenti a lastre; è costituito da un leggero strato di malta di calce.”
Terraglie Tipo di ceramica più economica, formata da una pasta porosa bianca, i cui componenti sono: l’argilla, il quarzo, il feldspato, con l’aggiunta o meno di calcare. La cottura avviene fra i 1100 e 1200 °C ottenendo le T. tenere, oppure a 1300 °C ottenendo le T. forti. Il prodotto è ricoperto di una vernice trasparente a base di borosilicati. Ha larghissimo impiego specialmente per gli usi domestici e per la fabbricazione di articoli sanitari.
Terranova Tipo di intonaco per esterni colorato nell’impasto. Viene spruzzato sulle pareti con apposita macchina.
Terracotta Argilla che viene modellata e poi cotta nella fornace. Si usa per fabbricare utensili vari, oggetti artistici, ecc.
Terzera Vedi Arcareccio.
Terzetto Laterizio più piccolo del mattone pieno.
Testa “È la larghezza del mattone pieno. Con tale termine s’indica, anche, lo spessore di un muro (ad es. muro a una T., muro a due T., ecc.); v. mattone.”
Tetto Copertura di un edificio che ha la funzione di proteggere l’interno dagli agenti atmosferici, e nello stesso tempo di far defluire le acque piovane. Il T. può essere:

– T. a padiglione, se impostato su pianta quadrata o rettangolare è formato da quattro spioventi o tutti triangolari o due triangolari e due trapezoidali, se impostato su pianta poligonale è formato da tanti spioventi, tutti triangolari, quanti sono i lati della pianta.

“- T. a Sheds (anche T. a sega), è formato da una serie di T. a due falde uniti uno con l’altro lungo le rispettive linee di gronda. Le due falde sono diversamente inclinate; i lati a pendenza minore sostengono le falde di copertura, gli altri, a pendenza più pronunciata (fino a 90°), sorreggono ampie superfici vetrate. La pendenza scelta di solito è di 30° per l’una e 60° per l’altra, rispetto all’orizzontale.”

“- T. caldo, è impiegato soprattutto per la realizzazione di coperture piane; lo strato d’impermeabilizzazione è posto sopra l’isolante termico.”

“- T. rovescio, è impiegato soprattutto per la realizzazione di coperture piane; lo strato coibente di isolamento termico viene posto al di sopra dell’impermeabi- lizzazione.”

Tholos Costruzione circolare, costruita con conci legati a formare un anello, diminuendo di diametro fino a chiudersi in alto. Tali strutture sono dette anche pseudocupola, esempi sono: le T. di Micene, i nuraghi sardi, ecc. In Grecia tale termine designa il tempio circolare periptero (T. di Delfi, di Epidauro, di Atene).
Tiburio Costruzione analoga alla cupola, ma invece di avere parti voltate è costituita da pareti verticali, impostate su pianta poligonale, coperte da un tetto, che si ripetono concentriche e sporgenti. Oppure è, semplicemente, la conformazione esterna di una cupola, realizzata con pareti verticali, così da nascondere all’esterno la linea curva della cupola. Il T. è una struttura impiegata soprattutto nell’architettura paleocristiana e bizantina, ebbe in genere pianta poligonale, per lo più ottagonale.
Tidio Qualità di marmo.
Tìmpano In epoca classica il T. è la superficie, in genere decorata con bassorilievi, racchiusa fra la cornice e i due rampanti del frontone. Nel periodo romanico e gotico il T. era la superficie in forma di ogiva o di semicerchio compresa fra l’archivolto e l’architrave dei portali.
Tinteggiatura Coloritura di paramenti superficiali sia interni sia esterni, di soffitti, ecc.
Tirafondo “Grosso bullone dal gambo molto lungo usato per fissare la piastra di acciaio al plinto di fondazione in calcestruzzo armato; l’estremità inferiore del bullone è piegata a gancio, ed annegata nel plinto.”
Tirante Asta di una struttura che deve sopportare sollecitazioni di trazione. Ad es. la catena orizzontale della capriata alle cui estremità poggiano i puntoni.
Toro “(anche astragalo) Modanatura dal profilo convesso a semicerchio, utilizzata spesso come base della colonna. Si chiama tondone quando è isolato e di grosso spessore; bastone o tondino quando invece è sottile e unito ad altre modanature.”
Torre “Costruzione a forte sviluppo verticale. Può essere isolata o unita in un complesso architettonico, ha varie funzioni: per difesa di città, come campanile di chiesa, come faro, ecc.; v. campanile, faro, minareto, obelisco, torrione, merlo, casa a T.”
Tortile Colonna con scanalature che formano una spirale.
Trabatello Ponteggio metallico mobile, la sua altezza non supera i 12 m, si muove in direzione orizzontale, mediante ruote gommate, con sistema di blocco. Utilizzato, sia all’esterno, sia all’interno di un edificio, soprattutto per eseguire opere di rifinitura di pareti e soffitti.
Trabeazione “Coronamento dell’ordine classico. È la membratura orizzontale che sovrasta e collega le colonne di sostegno. La T. è formata da un insieme di modanature che possono suddividersi in tre parti: l’architrave, che ha funzione strutturale, poggia direttamente sui capitelli, è liscio nell’ordine dorico, è, invece, formato da tre parti lisce leggermente aggettanti l’una su l’altra, nell’ordine ionico; il fregio, sovrapposto all’architrave e avente soprattutto valore ornamentale, formato da metope (colorate e, talvolta, scolpite) e triglifi, nell’ordine dorico, è, invece, continuo e scolpito nell’ordine ionico; la cornice, sovrapposta a sua volta al fregio, e avente funzione di coronamento aggettante e di protezione delle parti sottostanti, è formata da una serie di modanature.”
Tracantone Rivestimento, in paretine di mattoni o in pannelli di cartongesso, di tubazioni e cavedi.
Traccagnina Antico marmo, di colore giallo-rossiccio, composto da piccoli frammenti colorati.
Trafilatura Lavorazione meccanica che permette di ottenere, da metalli profilati, fili metallici, tubi non saldati, barre sottili. La T. si effettua per mezzo di macchine trafilatrici (filiera), può avvenire a caldo o a freddo. Permette una precisione maggiore di quella ottenuta dal laminatoio.
Traliccio Qualsiasi struttura reticolare (vedi) composta da aste collegate fra loro in modo da formare un sistema più o meno rigido, stabilito da un elemento base della maglia (triangolo, rettangolo, ecc.). Il termine T. può essere anche sinonimo di graticcio: struttura leggera di varia forma e funzione.
Tramezzo “(anche muro divisorio o fondello) Muro sottile che non ha funzione portante; serve a separare ambienti contigui. È realizzato con mattoni forati disposti a coltello, o lastre di gesso, carpilite, legno truciolare, ecc.”
Transenna Tipo di recinsione sia per esterni, sia per interni. Come sinonimo di balaustra, s’intende la T. marmorea traforata che separa il presbiterio dalla navata, specie nelle basiliche paleocristiane. Oggi le T. sono le barriere mobili, dell’altezza di un parapetto, realizzate in legno o in ferro, e servono a regolare il traffico in luoghi pubblici.
Transetto Navata trasversale, che si conclude, nelle due parti terminali, con forme absidali, introdotta nelle chiese basilicali, o con pianta a croce. Il T. è inserito fra il presbiterio e la navata o navate longitudinali. Nelle chiese monastiche romaniche e nelle cattedrali gotiche il T. raggiunge, spesso, qualità formali della navata principale, formando al suo incrocio, uno spazio centrale detto crociera sul quale spesso s’imposta la cupola.
Trave “Elemeto ad andamento longitudinale che ha la funzione di sostegno; può essere di legno, di metallo, di calcestruzzo armato, di laterizio; v. reticolare. La distanza fra due appoggi successivi è detta campata; le T. possono coprire più campate successive, o mediante una struttura unica detta T. continua, che costituisce un sistema iperstatico, di comune impiego tecnico, oppure con più T. isostatiche; v. Gerber.”
Traversone Nei ponteggi di legno il T. è l’elemento che serve di appoggio ai travicelli che sorreggono il palco. Nei ponti, i T. sono le travi secondarie disposte ortogonali all’asse longitudianele del ponte.
Travertino “Roccia calcarea di origine chimica; piuttosto porosa e fragile, ma resistente agli agenti atmosferici, per questo utilizzata, soprattutto per rivestimenti di superfici esterne e per pavimentazioni esterne ed interne. Ha colore bianco, giallognolo o rossiccio molto chiaro. Ha densità compresa tra 2100 e 2500 kg/mq e resistenza a compressione, secondo le varietà, da 190 a 1200 kg/cmq.”
Travicello Trave di modeste dimensioni, impiegata generalmente come orditura secondaria di una struttura (solaio in legno).
Trefolo Ciascuno dei “fili” in acciaio che si avvolgono fra loro a spirale, per formare i cavi d’acciaio usati per la tecnica del cemento armato precompresso (v.), i cavi hanno torsione contraria a quella dei “fili”, per evitare che possano aprirsi. Talvolta, si dispone nel T. un’anima vegetale per ottenere sufficiente flessibilità.
Trementina Resina oleosa che si estrae dal pino, dal larice e dall’abete, dalla sua distillazione si ottiene l’acqua ragia, usata come solvente e per la preparazione di vernici e di colori ad olio.
Triangolazione “Metodo di rilievo topografico; partendo dalla distanza nota di due punti, si procede alla determinazione dei vertici di una serie di triangoli, aventi sempre la stessa base, quella nota, e vertice nel punto incognito da rilevare, è necessario che tutti i triangoli siano su uno stesso piano orizzontale.”
Triclìnio “(anche cenacolo) Sala da pranzo delle antiche case romane. Nelle case signorili (esempi se ne trovano a Pompei) potevano essere anche più di una; e usate nelle diverse stagioni dell’anno.”
Trìfora Tipo di finestra divisa in tre parti da due colonnette, pilastrini o piantoni. Molto usata nell’architettura medievale e rinascimentale.
Trigèmina “(anche trigeminata) Tipo di finestra o di altra apertura divisa in sei parti; da due colonnette o pilastrini e da una traversa orizzontale.”
Trilobo Apertura, dalla cornice triangolare o circolare, divisa in tre lobi.
Trincea “Scavo nel terreno, in cui la profondità e la larghezza sono nettamente minori della lunghezza dello scavo; realizzato per l’inserimento di tubazioni o per fondazioni; v. scavo.”
Tubo Profilato di acciaio dalla sezione a forma di cerchio, quadrato o rettangolo, generalmente non presenta saldatura. I tubi Innocenti sono quei profilati a sezione circolare impiegati per la realizzazione di ponteggi metallici.
Tufo Pietra porosa formata da sedimenti e incrostazioni e da lave vulcaniche. Esistono varie qualità di T. fra cui: il basaltico, il lacustre, il terroso, il vulcanico, ecc.
Turrito Edificio munito di torri.
UF Resine ureiche.
UNCSAAL Unione Nazionale Costruttori Serramenti di Alluminio, Acciaio e Leghe.
Unghia Ciascuna delle quattro parti in cui è suddivisa la volta a crociera. Nella volta lunettata l’U. è la porzione della superficie cilindrica che congiunge la volta con la lunetta.
UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione. L’UNI pubblica tabelle e norme tecniche relative a tutti i settori, ad esclusione di quello elettrico ed elettronico. L’UNI collabora all’attività normativa dell’ISO (vedi).
UP Poliestere insaturo.
Urbanistica Vedi Edilizia.
Uscio Vedi Porta.
Vano “Vuoto che si pratica su un muro (porta, finestra, ecc.). Quando lo spazio vuoto è formato da un arco, è preferibile il termine di fòrnice. Anche ambiente interno ad un edificio; termine molto usato per le stime immobiliari.”
Vasistas Vedi Finestra.
Vela “Indica sia ciascuna delle quattro porzioni della volta a crociera, sia un tipo di volta (vedi). Si dice muro a vela, la costruzione di un semplice muro isolato, sporgente dall’edificio (ad es. un timpano, o un campanile formato da un muro traforato); v. volta, campanile.”
Venato Si dice sia di marmo sia di legno che abbia striature di vario colore.
Ventilconvettore (anche Fan-Coil) Impianto di condizionamento costituito da una batteria di scambio termico con tubazioni in rame allettate e da un elettroventilatore. È opportuno, prevedere la collocazione dalla macchina lungo le pareti perimetrali o in prossimità di superfici vetrate, in modo che, l’aria calda che sale dal fan-coil sia a contatto con l’aria fredda che entra dall’esterno favorendo il moto convettivo.
Vernice “Particolare soluzione di una o più sostanze filmogene, che provoca, sugli oggetti su cui è stesa, la formazione di una pellicola sottile, lucente e impermeabile; può essere colorata. Il ricettario delle V. è estesissimo, fra le quali: le V. a spirito, soluzioni di una resina (copale, sandracca, gomma lacca, sintetica, ecc.) sciolta in alcole etilico denaturato, una volta applicate essiccano rapidamente, sono brillanti e trasparenti; le V. alla trementina, contengono il solvente di trementina, resina (sintetica o naturale) e cera, canfora, ecc., essiccano lentamente e danno pellicole flessibili; le V. alla benzina, contengono come solvente benzina o oli leggeri di catrame che sciolgono varie resine; le V. a smalto, contengono nitrocellulosa, una volta applicate presentano un aspetto simile a quello dello smalto.”
Vespaio Strato eseguito per isolare dall’umidità il piano di calpestio a contatto con il terreno. Può essere realizzato in vari modi, tutti però devono assicurare la ventilazione. Lo strato è di altezza variabile da 40 a 60 cm, formato da grossi ciottoli irregolari che si assottigliano man mano che si sale, e sul quale si getta il sottofondo del pavimento. Altro tipo di V. è quello realizzato da una serie di muretti, poggiati sul terreno, che sostengono una copertura a voltine o tavelloni piani sulla quale si realizza il pavimento.
Vestibolo “Spazio libero che precede una sala; può essere: il portico o pronao che precede la cella del tempio classico, il portico all’esterno delle chiese paleocristiane, lo spazio d’introduzione, intermediario fra l’interno e l’esterno nell’antica casa romana, ecc.”
Vetro Materiale che si ottiene facendo raffreddare una miscela di silicati di sodio e di potassio con altri composti (allumina, calce, ecc.). Il V. è fragile e di solito trasparente. Fra i vari tipi di V.:

– Vetro armato, è quello in cui viene inserita una “armatura” costituita da fili metallici cromati.

“- Vetro lamellare, è composto da due o più lastre di V. alternate con lastre di materiale plastico trasparente, incollate insieme con acetato di cellulosa e pressate in autoclave; ha gli stessi impieghi del V. temprato, resiste all’urto di un corpo duro o molle, o allo sparo di un proiettile.”

– Vetro laminato, è composto, inserendo fra due lastre di V. un foglio di celluloide o di plexiglas o simile e incollate fra loro.

“- Vetro di sicurezza, può essere armato, lamellare, laminato, temprato; il V. di sicurezza è obbligatorio per talune applicazioni.”

“- Vetro smerigliato, è quello che ha perduto la levigatezza sotto l’azione meccanica prolungata di un getto di sabbia finissima oppure sotto l’azione chimica di sali corrosivi; rendendolo traslucido e cioè non più trasparente.”

“- Vetro temprato, si ottiene da lastre riscaldate poco al disotto della temperatura di rammollimento e raffreddate con getti d’aria sulle due facce; ottenendo un prodotto resistente alla flessione. La lastra una volta temprata, non può essere tagliata, né vi possono essere praticati fori o tacche.”

Vetrocamera “Pannello costituito da due o più lastre di cristallo unite lungo il perimetro con materiale sigillante, in modo di ottenere una o più intercapedini (da 6 a 12 mm); il V. è un buon isolante termico e acustico, e non provoca condensa.”
Vetrocemento “Struttura sia orizzontale, sia verticale; composta da blocchi di vetro, detti diffusori, incorniciati da sottili nervature di calcestruzzo leggermente armato, i diffusori sono di forma quadrata o circolare e possono essere di due tipi: normali, e a camera d’aria, che sono costituiti da due semiblocchi cavi saldati fra loro, formando una cavità chiusa, questo tipo ha buone caratteristiche d’isolamento termico e acustico.”
Vetroflex “Isolante termico costituito da un insieme di fili sottilissimi di vetro, realizzati trattando con vapore surriscaldato una massa fusa di scorie a base di coke e silicati. I fili hanno buona resistenza a trazione; il V. è impiegato per riempire intercapedi- ni di pareti, rivestire tubazioni (il liquido o il gas non deve superare i 300°C), ecc.”
Vierendeel (trave) “Trave reticolare a maglia ortogonale; in cui i montanti verticali sono soggetti a sollecitazione di flessione.”
Volta “Struttura di copertura di varia forma, le sue parti principali sono: il fronte, il suo prospetto frontale; mossa o linea d’imposta, la linea d’intersezione fra la perete verticale e la superficie curva della V.; l’intradosso, la superficie concava della V.; l’estradosso la superficie convessa della V. I principali tipi di V. sono:”

– Volta a botte, è costituita da una porzione di superficie cilindrica, delimitata da due generatrici (le linee d’imposta), e due archi direttrici. Gli archi direttrici sono in genere a tutto sesto, ma possono essere anche a sesto ribassato, policentrico, ellittico, ecc.

– Volta a crociera, è formata da due V. a botte che s’intersecano perpendico- larmente.

– Volta a padiglione, è formata da quattro o più unghie (tante quante sono i lati del poligono su cui è impostata), che derivano dall’intersezione con piani verticali di una V. a botte.

– Volta a schifo, è formata tagliando con un piano orizzontale una V. a padiglione o a botte.

– Volta anulare, ha le linee d’imposta curvilinee ed inclinate.

– Volta conica, è quella in cui una delle due direttrici non è un arco ma un singolo punto.

– Volta conoidica, è quella in cui i due archi direttrici hanno diverso raggio.

– Volta a bacino, ha la superficie intradossale a forma di emisfero, o di calotta sferica, è sempre impostata su piante circolari o ellittiche.

– Volta a vela, è una volta a bacino, sezionata con quattro superfici verticali, ottenendo quattro archi che sono le linee d’imposta della V. a vela stessa.

– Volta a cupola, risulta dalla combinazione di una V. a vela e di una V. a bacino o a padiglione.

Volterrana Leterizio cavo, impiegato, oggi piuttosto raramente, per l’esecuzione di solai in ferro e calcestruzzo, in particolare per la realizzazione del piano di calpestio.
Voluta “Motivo ornamentale caratteristico del capitello dell’ordine ionico; formato da un listello in rilievo a forma di spirale, si avvolge intorno ad un “circoletto” centrale detto occhio della V. Tale motivo ornamentale era presente anche nell’architettura dei paesi orientali; ricordando i capitelli persiani. Ripreso nell’architettura romana, con l’ordine composito; sempre con funzione di collegamento fra il fusto della colonna e l’abaco del capitello, e successivamente anche in epoca rinascimentale.”
Vulcanizzazione “Procedimento chimico mediante il quale si trasforma la gomma naturale (plastica) in gomma elastica (ad es. per i pneumatici delle automobili); si pratica aggiungen- do zolfo. Dopo il processo di V., la gomma non è più solubile.”